Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.

 














 
Le BiELLE RECENSIONI
Museo Kabikoff: "Brilliant Cagnara"
Rock. E chi ha mai detto che sia male?
di Leon Ravasi


Ascolti collegati


Museo Kabikoff
Museo Kabikoff

Hic Niger Est
Hic Niger Est

Afterhours
Ballate per piccole iene

Marta sui Tubi
Le mots, la nuit, la danse

Franti
Estamos in todas partes

Offlagadiscopax
Socialismo tascabile

 

Musicisti:
Chia 'Oakland' Castello (voce)
Alberto N. A. Turra (chitarre)
William Nicastro (basso)
Marco Cavani (batteria)

Tutte le canzoni sono dei Museo Kabikoff
Co-produzione artistica e ingegnere del suono Fabio Magistrali

Tracklist

1. Specchi Rotti
2. Non Esiste
3. Angelo
4. Essaouira 13:52
5. Cart(il)agine
6. La Madonna Medusa
7. Dea
8. Kittekanush
9. Gina
10. No
11. Frevl
12. Cuore di Bue
13. Commiato

Il Museo Kabikoff fa rock. E un rock vintage privo di aggettivi. Non è alternativo, non è proto-rock, non è rock & roll e nemmeno progressive. C'è qualche spunto hard, ci sono le voci alla Robert Plant degli Zeppelin dei momenti d'oro (brava Chiara Castello, ma i cori sono a livello) e c'è tanto buon rock. Un gruppo che "pesta duro" sulla base ritmica, ma che sa anche fare musica, come peraltro si intuiva anche nel disco d'esordio omonimo. Si sa della mia allergia per le K e per i gruppi che pesano troppo duro e della mia passione per tutto quello che è musica popolare. Nondimeno ogni tanto c'è bisogno di prendersi una vacanza e Brilliant Cagnara arriva a proposito.

Non tutto oro, ma sarebbe strano. Però ci sono idee e stamina. Coraggio e cuore oltre l'ostacolo. E tanta beata incoscienza piace. I Kabikoff non sono nuovissimi: suonano insieme dal 2000, a partire dall'idea di Alberto Turra che raduna un quartetto così strutturato: Chia 'Oakland' Castello (voce), Alberto N. A. Turra (chitarre), William Nicastro (basso) e Marco Cavani (batteria). Il primo disco esce nel 2004, dopo 3 anni di gestazione, il secondo è questione di oggi e si avvale della presenza nel ruolo di coproduttore artistico ed ingegnere del suono di Fabio Magistrali (Cristina Donà, Afterhours, Marta sui tubi...).

Tredici i brani proposti, quasi tutti sulla stessa linea con le dovute eccezioni elettroacustiche della bella Essaouira 13:52 , solo musicale e vagamente sporcata di spezie orientali o le divertenti fughe poppeggianti di La madonna medusa (rosa) (La Madonna Medusa / Rosa / Incontra un sacchetto di carta / Cosa? / Incontra una foglia di poseidonia. E chiosa: / La madonna medusa / Rosa / sembra che nuoti e invece / È in posa, riposa, posa riposa / Il rosa è un colore che stanca / È bello ma stanca") e di Gina ("Niente, / di sorprendente
nella tua luccicante storia / mi capisci quando ti parlo / di tempo perso… / e l’assurdità / sta nel tuo eccesso / lievito di sbornia / quando biascichi / in memoria / a darla vinta / ... / Gina, io non vogio stima
"
.

Le mordibe atmosfere di Dea fanno poi da corona a una parte centrale del disco che risulta la più interessante. Dea si prolunga per oltre 7 minuti, ma il tempo sembra del tutto giustificato per l'esecuzione di questa mini suite rock sinfonica, bene armonizzata e valorosamente sostenuta dai quattro ragazzi di Milano.

Devo confessare una particolare predilezione per i momenti di sola musica: per la speziata
Essaouira (2'11") , la rumoristica Frevi (4'05"), l'intensa, ma in fondo mobida Kittekanush (1'46") e la conclusiva Commiato (1,30") che cala come una tela sul fondale di un atto unico rock di pregevole fattura e dalle sfaccettata personalità. Due doti da non sottovalutare, in un album che, in fin dei conti mantiene quello che "minaccia" sin dal titolo: la cagnara c'è senza alcun dubbio, ma è pure brillante la sua parte. Da continuare ad ascoltare con interesse.

Museo Kabikoff
"Brilliant cagnara"
Videoradio - 2007
Non in tutti i negozi di dischi o sul loro sito

Su Bielle

Ascolti: "Dea"
Sul web
My space
Sito ufficiale
Ultimo aggiornamento: 05-01-2008
HOME