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Le BiELLE RECENSIONI
Lorenzo Cherubini : "Safari"
Che musica fa Jovanotti? Buona musica
di Moka


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Musicisti:
Jovanotti (voce, piano)
Ben Harper, weissenborn guitar
Riccardo Onori, Mike Landau(chitarre)
Mylious Johnson, Abe Laboriel (batteria)
Saturnino (basso elettrico)
John Beasley (hammond)
Alex Cortini (synt)
Frank Santernecchi (clavinet, tastiere)
Michele Canova (tastiere)
Alex Alessandroni jr (wrlitzer, piano)
Marco tamburini (tromba)
Piero Odorici (sax)
Roberto Rossi (trombone)
Celso valli (archi)
Frank Maroco (fisarmonica)
Lenny Castro (percussioni)
Leo Fesco (drumbeat)
Cynthia Hsiang-Zang
(arpa classica cinese)
Glauco Benedetti (Tuba)
Cristina Ravaglioli (oboe, corno inglese)
Giuliano Sangiorgio (voce)
Sly Dumbar (Batteria)
Robbie Shakespeare (basso)
Teatrakis quartet (vibrafono)
Sergio Mendes (piano, Fender rhodes)
Mike Shapiro (drums)
Hussain Jiffry (basso)
Paul Jackson (electric guitar)
Kleber George (acoustic guitar)
Meja Noite & Gibi (percussion)



testi e musiche: Lorenzo Cherubini aka Jovanotti (con Franti e Onori 1; Onori, Celani 2; Santernecchi, 3; Onori, Celani e Santernecchi, 4; Celani e Onori, 5; Onori, Celani e Sangiorgi, 6; Onori, 7, 8; Onori, Celani, 9; De Franceschi, 11; Michael Franti, Onori e Celani, 11). Direzione artistica: Jovanotti
Produzione: Michele Canova Jorfida
Arrangiamenti di Lorenzo "Jovazaki" e Michele "Kaanepa" (con la collaborazione Riccardo Onori, Saturnino, Frank Santernecchi, Leo Fresco)

Tracklist

01. Fango (con Ben Harper)
02. Mezzogiorno
03. A te
04. Dove ho visto te
05. In orbita
06. Safari (con Giuliano Sangiorgi)
07. Temporale (con Sly & Robbie)
'8. Come musica
09. Innamorato
10. Punto (con Sergio Mendes)
11. Antidolorificomagnifico
12. Mani libere 2008 (con Michael Franti Spearhead)


Che musica fa Jovanotti? E' rock? E' rap? E' musica dalle vaghe ascendenze sudamericane? E' canzone d'autore? Non lo so, ma sta di fatto che da qualche tempo in fa, ascoltare Jovanotti è passato dall'essere esercizio per decerebrati a passaggio indipensabile per i maître à penser e che lo stesso Jovanotti, anzi, ormai Lorenzo Cherubini, è diventato oggetto di pensiero, oltre che soggetto pensante. E insomma, sì, Safari è proprio un bel disco, anche senza riuscire a definirlo esattamente.

Cosa piace di Lorenzo, aka Jovanotti? Mah, soprattutto un certo approccio naif alla materia cantata. Anche quando non canta affatto di momenti secondari o di amenità della vita. Jovanotti ha una pulizia e un'ingenuità, in senso buono, di fondo, che lo fanno piacere senza remissione. Lui si propone nudo e apparentemente spoglio di sovrastrutture e a noi il gioco con Lorenzo nudo, piace. Una sorta di Forrest Gump, di bambino che può gridare "il re è nudo", ma che può anche permettersi di cantare d'amore con accenti così sinceri da sembrare veri.

Pochi potrebbero resistere al tasso di zucchero a rischio eccessivo che si portano dietro canzoni concepite come "A te", adatta per il periodo di San Valentino. Poche note di piano e poi parte: "A te che sei l'unica al mondo, l'unica ragione / per arrivare fino in fondo ad ogni mio respiro / quando ti guardo dopo un giorno pieno di parole / senza che tu mi dica niente tutto si fa chiaro / a te che mi hai trovato all'angolo coi pugni chiusi / con le mie spalle contro il muro pronto a difendermi ... A te io canto una canzone perché non ho altro / niente di meglio da offrire / è tutto quello che ho / prendi il mio tempo e la magia che con un solo salto / ci fa volare dentro l'aria come bollicine // A te che sei, semplicemente sei / sostanza dei giorni miei"

E poi prosegue: "a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore". Insomma ce n'è a sufficienza per sciogliersi. E il miracolo di Jovanotti è che riesce a essere perfettamente credibile cantando di questo amore senza pudori, senza freni, senza reticenze e vivaddio quanto ne abbiamo bisogno di uomini che non si vergognino di essere in grado di amare!

Il Jova, bisogna dirlo, c'ha un po' il vizio, perché sei brani dopo ci riprova con "Innamorato", che però non ha la stessa forza di "A te" e che suona quindi un po' ripetitiva. Di canzoni come queste ce ne sta bene una per disco. Due sono un po' troppe. Non che "Innamorato" abbia niente che non vada. Anzi, un bel lento di atmosfera, pianistico,ma non dotato del crescendo orchestrale che in "A te" porta dalla commozione all'esaltazione. Meglio andare a cercare altrove e si trovano senz'altro altre perle.

"Fango", ad esempio, singolo di partenza, dove suona magnificamente Ben Harper (tanto per dimostrare che il Jova non è secondo a nessuno Zucchero in tema di duetti!). Una delicata ballata chitarristica che, forse, ricorda in parte altri singoli di Lorenzo (ad esempio "Serenata rap"). La linea armonica non è poi trascendentalmente nuova, ma nella globalità è un brano assolutamente intrigante. Pensa te cosa mi tocca dire, anni dopo, de l'autore di "E' qui la festa" e di "La mia moto"! Ma è innegabile che i tempi siano cambiati. "Sotto un cielo di stelle e di satelliti / tra i colpevoli le vittime e i superstiti / un cane abbaia alla luna / un uomo guarda la sua mano / sembra quella di suo padre / quando da bambino / lo prendeva come niente e lo sollevava su".

"Mezzogiorno" poi è una delle mie preferite. Una bellissima carica rock, grinta, ritmica, musica che prende, che ti afferra e non ti lascia più e un ritornello da cantare assolutamente in coro. Voce filtrata e basso e batteria che pompano come si dove, con gli altri strumenti a seguire. "Siamo come il sole a mezzogiorno babe / Senza più nessuna ombra intorno...babe / Un bacio e poi un bacio e poi un bacio e poi altri cento / Teoricamente il mondo è più leggero di una piuma / Nessun filo spinato potrà rallentare il vento / Non tutto quel che brucia si consuma".

E non è finita, perché forse il brano più bello, o comunque più interessante, si annida verso il fondo e si tratta di "Antidolorificomagnifico". Un inizio arabeggiante, dopo percussioni che reggono un controcanto di strumenti speziati in sottofondo, fino al coro, quasi classico, dell'inciso. E un testo che è sciamanico e intelligente insieme (E' possibile? E' possibile!). Bisogna leggerlo! "Tre gocce di sputo di donna incinta di un uomo che non la ama / Una piuma del collo di un pappagallo chiuso nello zoo di Roma / Un centimetro quadrato del giornale uscito per il tuo decimo compleanno / Un pezzetto di carta bruciata di un petardo di capodanno / Tre gocce di sudore di un maratoneta a inizio carriera / Un pò di acqua dove una mamma ha lavato i piatti ieri sera / Un frammento della tua prima pagella di prima elementare / L'orario degli aerei dell'anno che sta per cominciare / La pallina del fischio dell'arbitro un pezzo di tappo di spumante / Una pagina del libro di scienza di cui non sai niente / Un filo di erba dove sopra è passato da poco un leone / E la freccia che abbassa il volume al telecomando della televisione / E' un antidolorifico magnifico / Tritare mescolare sbattere / Tritare mescolare sbattere".

E per farla breve stringiamo sulla "Safari", condotta in porto con Giuliano Sangiorgi dei Negroamaro e sulla latinoamericana "Punto" per cui viene riesumato dagli archivi degli anni '60 Sergio Mendes e che sono comunque due ottimi pezzi. "Come musica" soffre un po' della stessa sindrome di "Innamorati". Eccesso di zuccheri pericolosi nel sangue. Anche se non mancano passaggi di testo indovinati: "Il tuo specchio appannato la mia brutta giornata / La mia parte di letto in questa parte di vita / Il tuo respiro che mi calma se ci appoggi il cuore".

Mi piace invece fermarmi un po' più a lungo sul "Temporale". Soprattutto nella parte che dice "Non si può scegliere un sogno non si può scegliere / Quando ti arriva ti arriva non c'è niente da fare". Ritmica incisiva e testo importante: "C'è un temporale in arrivo senti l'elettricità / C'è un temporale in arriuvo sulla mia città / Porta novità porta novità / Il lupo perde il pelo io perdo le occasioni / Ma non so perdere il vizio delle emozioni / La vita è più interessante delle definizioni / E tutto quello che arriva da qualche parte va / Gerusalemme è divisa sotto ad un solo cielo / E la mia mente è divisa dentro ad un corpo solo".

Se è azzardato pensare al Jova come al futuro della musica, non è un azzardo pensarlo come qualcosa di molto interessante per il presente. Sì, certo, il Jova è mainstream. Come Celentano. Ma possiede quel qualcosa del "fool" in senso shakespeariano che lo fa amare. L'innocente che parla e che raggiunge vette sciamaniche. "Safari"? Ottimo disco! Ma che musica fa Jovanotti?

(Ps: Una piccola nota di merito ulteriore. Sul sito www.soleluna.com si possono ascoltare tutti i brani, mentre se ne leggono i testi e sotto scorrono animazioni. Nel caso, al termine dell'ascolto (non integrale, ma circa un minuto) si può passare su iTunes e comprare il brano. Un grande esempio di uso creativo del sito per quello che deve e può dare).

(Ps del ps: il disco è dedicato al fratello Umberto Cherubini, morto a 48 anni in un incidente, durante la registrazione di Safari)

(Ps del ps del ps: la versione deluxe con cd e dvd comprende anche " Come parli l'italiano", "Nel mio tempo" e "Il gioco del mondo")


Jovanotti
"Safari"
Soleluna - 2008
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Ultimo aggiornamento: 10-02-2008
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