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Le BiELLE RECENSIONI
Fiumanò Domenico Violi: "Il biciclettista"
Pedala, pedala, domatore di curve.
di Leon Ravasi


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Musicisti:
Fiumanò Domenico Violi: voce
Franco Testa: contrabbasso, arrangiamenti,
Gabriele Melotti: batteria
Elio Rivagli: batteria
Paolo Birro: pianoforte
Luca Scarpa: pianoforte, tastiere, piano Fender
Marco Ponka Ponchiroli: pianoforte
Giorgio Cocilovo: chitarre
Sandro Gibellini: chitarre
Carlo Di Francesco: percussioni
Fausto Beccalossi: fisarmonica
Marco Brioschi: tromba
Davide Boato: tromba
Jacopo Jacopetti: sax soprano
Alan Farrington: cori
Betty Vittori: cori

Musica e testi: Fiumanò Domenico Violi
(tranne 2, 6, 5, 4, 8 di Fiumanò Domenico Violi e Francesco Violi)

poduzione artistica
Franco Testa

Tracklist

01. Anime contro anime
02. Torno da te
03. Pedala pedala
04. Jean la Claire
05. La formicola e la lucertola
06. L'acrobata
07. Attraverso una canzone
08. La stagione delle spose
09. Un sorriso ancora
10. Il barone cornovaglia
11. Rosa

Ci avete mai fatto caso? Lo pensate anche voi? Difficilmente i dischi che hanno una bella copertina hanno un brutto contenuto. Probabilmente è una fissazione mia (che si ripercuote anche sui libri), ma in un disco mi pare che l'artista bbia più voce in capitolo. Se uno ha tempo e voglia per occuparsi di una bella copertina, vuol dire che ha messo cura e attenzione anche nel disco. E' il caso di questo lavoro di Fiumanò Domenico Violi (poi cercheremo di capire dove finisce il cognome e dove inizia il nome). Il progetto grafico è di Giovanna Bottero e di Paolo Lunetta, il progetto artistico è di Fiumanò (questo è il cognome).

E il disco è bello. Ma proprio bello, senza bisogno di distinguo sottili o di prese di distanza. Anche il primo disco di Domenico Fiumanò, "Ero jazz ma non lo sapevo", uscito nel 2005, era un buon disco, ma meno intrigante di questo. Qui ho commesso l'errore di tenere il disco in attesa per un mesetto: errore, lo ripeto. "Pedala, Pedala", "Jean La Claire", "Torno da te", "L'acrobata" solo per citare le prime, non sono canzoni da tenere in stand by. Fiumanò ama le atmosfere rarefatte, le liquide suggestioni pianistiche, la voce che si appoggia morbida sui tasti neri e scivola su quelli bianchi, per dare suggestioni leggermente malinconiche come in "Attraverso una canzone" che ha dentro qualcosa della canzone all'italiana anni '60, oppure ironia swingati come ne "Il barone Cornovaglia". Undici stanze di umori mutevoli come un cielo di primavera. Coi suoi temporali, i suoi sereni limpidi, i suoi ritmi da festività di Pasqua, leggermente latino-americana. Una tendenza alla bossanova alla Cammariere, ma al servizio di testi decisamente migliori.

Ecco, sotto alcuni aspetti, Domenico Fiumanò Violi sembra la versione in bella copia di Sergio Cammariere, quello che ci sarebbe piaciuto che Cammariere fosse. Raffinato, elegante nel porgere, credibile nel chiedere rispetto e affascinante nel creare atmosfere, dove musica e parole marciano di pari passo. E' jazz, ma non lo sa, tanto per parafrasare il titolo del suo primo disco? No, ma il jazz fa capolino. E' bossanova? A volte, ma non solo. E' musica all'antica italiana? Anche. Di sicuro musica gentile, di un autore che si è abbeverato alle stesse, ottime fonti a cui hanno bevuto i Sulutumana o Carlo Fava: ossia i francesi, Sergio Endrigo, Giorgio Gaber, ma anche Umberto Bindi e Luigi Tenco.

Certo l'accompagnamento è fondamentale: poter contare sul sax di Jacopo Jacopetti al momento giusto o sul pianismo raffinato di Paolo Birro, Luca Scarpa e Marco Ponchiroli, sulle trombe di Marco Brioschi e Davide Boato e sulla macchina ritmica retta dal contrabbasso di Franco Testa, arrangiatore del progetto
, fa parte di un valore aggiunto che trasforma tante buone canzoni in un ottimo disco che si dipana senza un momento di noia, tra la dolcezza di "Rosa" e le malinconie di "Un sorriso ancora".

“L’album è una nuova tappa del mio viaggio in musica fra utopia e realtà - dice Fiumanò nelle note stampa che accompagnano il disco - che ciba il sognatore che è in me” racconta Fiumanò Domenico Violi “Il sogno è l’unica ricchezza dei poveri. Mi piace immaginare quale destino mi attende dietro l’angolo: senza paura, ma nemmeno la certezza di raggiungerlo”. E in copertina notiamo i cartelli stradali che spingono il biciclettista (ma vogliamo dare un bonus anche al titolo?) a pedalare verso Atlantide o Marte o La via Lattea o, perché no, Palizzi? Palizzi è un comune di 2.500 anime in provincia di Reggio Calabria che, se non vado errato, è il paese natale di Domenico, che pure la Calabria condivide con Cammariere.

Ma i testi di Domenico sono molto curati e conoscono la poesia: "Il sipario che cala / su quest'ultimo atto / una fiaccola spenta / e una statua di cera /sciolta in un lampo / ma la storia ci insegna / ad avere memoria" ("Anime contro anime") . "Mi fermo un po' / tra i miei soliti odori / tu maga del cuore / devi farmi guarire / Guardami dentro /Salvami adesso / E' un altalena di suoni / Dove mi sono perso" ("Torno da te"). "Pedala, pedala / e piega la strada / domatore di curve / tra salite e discese / il tuo viso scavato / dalla fame e la sete/ Un sorriso a metà / tra zucchero e fiele" ("Pedala pedala").

Fiumanò non è un ragazzino, perché veleggia ormai, come si addice a un viaggiatore quasi di professione, che vive tra Venezia e Parigi, verso i 50 anni, ma alle spalle ha anni di Conservatorio e una ricca attività compositiva di brani di musica classica ed è facile sentirne echi che spuntano qua e là e che rendono ancora più realistico e concreto il rapporto con Umberto Bindi che già di citava sopra e che in canzoni come "Torno da te" o "Jean La Claire" balzano di più all'occhio. "Jean La Claire" è forse il personaggio più delicato tratteggiato nell'album: un clochard: "Tra terra e cielo / il suo sorriso / porta a spasso la sua vita // Jean La Claire, in questo inverno di città / Tra un'incudine e un angelo / distratto sopra le nuvole / Jean La Claire, in questo inverno di città / tra un soffio di vento e un marciapiede affollato / Jean La Claire innamorato / Innamorato".

Un disco che conosce la poesia degli ultimi e delle piccole cose e la musica del mondo che ci gira interno, dolcemente, amaramente, disperatamente, ma non senza redenzione: é "una terra di fuoco e di chiodi / dove la vita non vale uno sputo / La strada dell'uomo sembra tutta in salita", ma c'è ancora lo spazio per l'emozione dei "saltimbanchi, trasformisti / giocolieri e grandi, grandi artisti" e, perché no?, musicisti. "Un'altra magia e poi se ne andrà via / sparirà così nella notte", ma a noi rimane il sapore di quella magia ed è persistente e buono, come sapone di bucato.

Fiumanò Domenico Violi
"Il biciclettista"
Sony Bmg - 2008
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Ultimo aggiornamento: 09-03-2008
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