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Teresa De Sio
Sacco e fuoco |

Teresa De Sio
A sud! A sud! |

Eugenio Bennato
Sponda sud |

Eugenio Bennato
Grande sud |

Capone
& Bungt Bangt
Lisca di pesce |

Ambrogio Sparagna
Ambrogio Sparagna |
Musicisti:
I musicisti Riddimi di Teresa De Sio in Amen, Sacco e fuoco, Ukellelle,
a Figlia d'o Rre:
Teresa De Sio (chitarra acustica, tamorra); Max Rosati (Chitarra
acusca, 12 corde); Gisueppe Peppino De Trizio (Mandolino); Her
(violino), Upapadia (percussioni, tamorra); Mario Guarini (basso
elettrico); Luca Trolli (batteria); Vito De Lorenzi (tamorra);
Musicisti New Riddim: Teresa De Sio (chitarra acustica, tamorra);
Max Rosati (chitarra acustica, basso elettrico)
Musicisti A sud a sud:
Teresa De Sio (Chitarra acustica, tamorra); Sasà Flauto
(chitarra 12 corde); Giuseppe Don Peppino De Trizio (mandolino);
Her (violino); Puccia (fisarmonica); Alfredo Paixao (basso elettrico);
Vito De Lorenzi (tamorra)
Roy Paci: Roy Paci (voce tromba, arrangiamento fiati); Mc Cico
(voce); Grazia Negro (cori, fisarmonica, cromantica). Apre la
Classe: Cesko (voce, chitarra elettrica, synth); Puccia (voce).
Mau Mau: Luca Morino (voce chitarre); Fabio Barovero (programmazione
tastiere). Ambrogio Sparagna: Ambrogio Sparagna (voce, organetto).
Raiz: Raiz (voce); Max Roati (chitarra elettrica e slide). Agricantus:
Tonj Acquaviva (percussioni, mix e programming); Rosie Wiedrkehr
(voce); Ario Crispi (fiati); Ruth Bieri (tastiere). Radicanto:
Fabrizio Piepoli (voce); Giuseppe De Trizio (chitarre, mandolino).
Ginevra Di Marco: Ginevra (voce); Francesco Magnelli (magnellofoni);
Andrea Salvatori (tzouras). Peppe Voltarelli (voce, chitarra elettrica,
fisarmonica). La resistenza: Enrico Cervellera (voce); Angelo
Milone (percussioni etniche); Dijbrill Ndie Rose (percussioni
etniche). Manekà: Ermanno Mangia (chitarra); Leo Klaus
Canazza (basso elettrico); Luisa Greco (voce); Gabriele Filieri
(violino); Luigi Campa (batteria, percussioni). Nicodemo: Nicodemo
(voce e synth); Gaetano Maiorano (chitarre); Alessandro De Marino
(clarinetto); Gabriele Stoluti (tromba); Carlo Senatore (tastiere)
Lizzadro: Paolo Lizzadro (voce); Marco Masini (programmatore).
Prodotto da Maria Laura Giulietti
Produzione artistica Teresa De Sio e Maria Laura Giulietti
Test e musiche: Edoardo Bennato
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Tracklist
01.
Santa Teresa De Zion (Roy Paci)
02. Musica (Apres la classe)
03. Quel che ho visto (Ambrogio Sparagna)
04. My life is gonna change (Raiz)
05. Para volver (Agricantus)
06. Non scappare (Radicanto)
07. Perditempo (Ginevra Di Marco)
08. Bene nun ci nne (Peppe Voltarelli)
09. La storia del perdente (La resistenza)
10. Succede a sud (Manekà)
11.A sud non c'è elettricità (Nicodemo)
12. Il complice dell'anima (Lizzadro)


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"Il
vento che muove Riddim a sud è il vento della necessità
forte di condivisione musicale e scambio di energie creative".
"Certo non sarà il dinosauro morente della discografia
che salverà il futuro della musica, né quelle radio
appiattite sulle mode e sul depensamento, né l'immenso mare
pirata della rete che non riconosce alcun valore alla creatività.
Saranno solo i musicisti, eterni operai, contadini e braccianti
dell'arte, a salvare la musica. Esattamente come Tebe dalle Sette
Porte, le Piramidi d'Egitto, il Colosseo che certo non furono costruiti
dagli imperatori che li vollero, ma da migliaia di braccia operose
che lavoravano giorn dopo giorno per innalzare queste opere destinate
a durare in eterno. Buona musica sempre!"
Dice già tutto lei, Madre Teresa dei musicanti,
e lo dice benissimo. Io non so se questo disco possa essere una
piramide, ma di sicuro è un lavoro che ha delle punte e
sono punte notevoli e poi soprattutto è un lavoro che parte
da un'idea, da un progetto e questo è ancora più
importante. "Riddim a sud" è
comunque un disco di canzoni e di belle canzoni che, grazie a
dio associano buoni testi e buona musica e assemblano una dozzina
di protagonisti, più e meno noti, della nostra musica che
rielaborano nuovi brani personali a partire da un pugno di "riddim"
di Teresa De Sio, ossia di basi utilizzate già per altre
canzoni da Teresa che ha così voluto riprendere una modalità
tipica ella musica giamaicana, nella quale la stessa base creata
da un artista per un proprio pezo viene poi riutilizzata da altri
cantanti e compositori ce ricreano una nuova melodia, un nuovo
testo e quindi una canzone del tutto nuova.
All'operazione forniscono il loro supporto Roy Paci, Apres la
classe, Mau Mau, Ambrogio Sparagna, Raiz, Agricantus, Radicanto,
Ginevra Di Marco, Peppe Voltarelli, La resistenza, Manekà,
Nicodemo e Lizzadro. Il risultato è a tratti entusiasmante,
sempre interessante. Un ottimo disco e, ma questo non suoni a
disdoro, pure estivo nella sua solarità evidente.
"L'ambizione - scrive ancora la De Sio nel libretto - è
di introdurre questa usanza nella musica popolare italiana e in
particolare nalla musica folk-d'autore del sud. In effetti già
la nostra musica popolare, quella più legata alle radici,
si muove in questa direzione. Chiunque reinterpreti, ad esempio,
una pizzica o una tarantella i Caprino non può prescindere
dall'uso di un riddim di tamburello, chitarra e violino
che sono codificati dalla tradizione"
La cosa divertente è notare come, pur partendo da basi
comuni, (4 sono riddim da "Amen",
due a testa da "A figlia d''o rre",
"A sud! A sud!", "Sacco
e fuoco", "New riddim",
composta appositamente e una da "Ukellelle"),
i partecipanti al gioco o all'esperimento, come lo si vuol chiamare,
riescono a reinterpretare i brani, calandoli nella rispettiva
dimensione artistica.
Qualche perplessità
in più per Roy Paci e Apres la classe che fanno due brani
eccessivamente simili, tanto che si fatica a capire dove finisca
il primo e dove inizi il secondo: un brano unico, insomma, però
piacevole, dove per una volta almeno la presenza di Roy Paci non
si traduce in una comparsata irritante. Resta il punto che nella
scaletta avrei scelto di allontanare i due brani e, peraltro,
i due interpreti non riescono a intervenire granché sulla
linea melodica. Potevano avere più coraggio. "Acqua
per nutrire, aria da respirare / terra per camminare, fuoco da
vedere / la strada da fare e quella che hai fatto non la dimenticare"
canta Roy Paci, mentre "Musica, musica / lei non ha confini
nè regole dentro da sempre con il tempo / il tempo è
un metronomo attento / che viaggia con il suo portamento / un
battito lento in levare, un lamento / una goccia di suono nel
vento / nn si può toccare" per gli Après
la classe.
Bellissimo invece l'intervento dei Mau Mau con "Lasciami
in pace", forse facilitati dal fatto che la
canzone si basa sul "New Riddim"
preparato da Teresa apposta per questo esperimento. Ne esce un
brano affatto nuovo, molto Mau Mau style. A sostegno anche un
testo di buon interesse, basato sempre sul meccanismo del viaggio,
questa volta "a tutta velocità sulla Corniche di Marsiglia,
'ultima curva a poi tutto sparirà". "Questo
Mediterraneo - scrivono ancora Morino e Barovero - ha
la faccia come il culo / promette fratellanza e bella economia
/ ma appena gli giri e gli volti le spalle / ti piscia addosso
odio, disperazione e paura".
Ambrogio Sparagna propone "Quel che ho visto",
riddim da "A figlia d''o rre"
e sembra sotto tutti gli aspetti una canzone originale dello stesso
Sparagna, caratterizzata dagli strambotti dei canti popolari romani
raccolti da Gigi Zanazzo nel 1907. Il risultato è esaltante.
Vera musica popolare su un ritmica da musica folk d'autore: "Maledico
l'amore, l'ho rinnegato / sciolto, mai più da te sarò
legato". L'organetto di Sparagna serve ancora di più
a marcare le distanze dalla canzone originale. Dalla stessa base,
ancora una volta, quasi come per miracolo, escono due canzoni
del tutto differenti. E due grandi canzoni!
Sul riddimi di "Amen" lavora
anche Raiz e pure lui con "My life is gonna to
change" riesce a farne n brano del tutto nuovo
e completamente nelle sue corde. Pochissimi ritocchi, soprattutti
afidati alla chitarra e alla slide di Max Rosati e poi la voce
di Raiz in palla come nelle migliori situazioni. Il pezzo è
tutto da ascoltare: grande resa vocale, grinta e ritmica a palla.
E incameriamo un altro ottimo brano.
Gli Agricantus si avventurano in "Para volver",
nuova versione tratta dalla ritmica di "A figlia
d''o rre" e anche a loro la magia riesce. La
zucca diventa una carrozza e il brano della De Sio rinasce a nuova
vita completamente personale. Tipicamente Agricantus, cantato
miscelando le lingue, tra spagnolo, inglese e siciliano e aggiungendo
le spezie dei fiati di Mario Crispi, l'oro puro della voce di
Rosie Wiederkher, le tastiere di Ruht Bieri e le alchimie sonore
di Tonj Acquaviva. Fascinoso ed avvolgente, "Para
volver" è forse il brano di maggior
appeal di un album che appare interessante in ogni sua giravolta
sonora.
Come succede anche in "Non scappare"
dei Radicanto, tratto da "Ukellelle",
grande brano che però risente troppo della vicinanza con
l'originale. Forse inevitabile, visto la presenza di Peppino De
Trizio sia nella versione del brano della De Sio, sia, anche come
autore, in questo. "Non scappare"
è troppo simile al prototipo. Resta un ottimo testo ("Con
le guance rosse ancora / dietro gli occhi scivolare / come corsa
che scompare / sulla strada, dritta al mare / sulla riva del confine
/ una voce brucia al sole / Nuda barca senza niente / solo un
braccio che si stende / consumato dalla luce / si fa strada con
i denti / emigrante nella rete / già trent'anni e troppa
sete") e un gran bel brano, non ci fosse già
il "progenitore" così simile.
Ginevra
Di Marco ripropone il testo della filastrocca popolare "Perditempo",
adattandolo sulle ritmiche di "Amen"
e l'operazione funziona anche qui. Sparisce forse un po' la base
originaria, sovrastata dalla oce magnetica di Ginevra e dai magnellofoni
di Francesco Magnelli. Ma la magia funziona.
Peppe Voltarelli, ex Parto, prende invece lo spunto dal New riddim
e ci disegna su la sua "Bene nu ci 'nne"
e anche la sua interpretazione è coinvincente. Il brano
non assomiglia a nessun altro perché è nuovo e la
canzone è molto ben costruita: "Gente nun ce n'è,
s'è consumato / tutto u' desiderio e fare e dire de scegliere
e sapire / bene nun ci 'nne, si l'è arrobbato / tuttu u
male e fare e dire e movere e capire". Bella carica.
E dopo Peppe entriamo nell'ultima parte del disco, quella affidata
a quattro gruppi giovani che hanno aderito al bando del progetto
lanciato su internet: La resistenza, Manekà, Nicodemo e
Lizzadro.
Il progetto prevedeva, oltre alla partecipazione di nomi già
affermati nell’ambito della scena folk e folk-rock, sudisti
e non, anche il coinvolgimento di gruppi e artisti emergenti che
hanno usufruito liberamente dei Riddims tramite rete (i brani
sono stati messi a disposizione sul sito www.teresadesio.com e
su My-Space), inviando le loro “reinterpretazioni”.
I 4 più interessanti, usciti dalle selezioni del Mei e
Demo, nonché dalla De Sio stessa, sono stati inseriti nel
cd. Scegliere ulteriormente tra i quattro è compito arduo,
ma una piccola lancia la spezziamo per il testo di "La
storia del perdente" de La resistenza, riddim
di "Sacco e fuoco" e per la voce di Luisa Greco dei
Manekà che hanno reinventato "A sud A
sud" dentro alla loro "Succede
a sud". Ma si tratta di lievi preferenze.
Anche qui i conti tornano e Teresa ha ottimi motivi per essere
soddisfatta: "Riddim a sud" è
un tentativo riuscito. La nuova musica popolare d'autore ha motivi
di gioire: il riddim può funzionare anche in Italia. Merito
di Teresa che ha avuto l'incoscienza e il coraggio di provarci,
merito delle "stelle" del settore che hanno deciso di
mettersi in gioco e merito anche dei giovani che hanno dimostrato
di avere voglia di giocare lo stesso gioco. Da questo lavoro sui
frammenti è uscito un disco unitario, sorprendentemente
unitario, di buona musica popolare, di belle voci, di bei testi.
Molto più che un gioco o un esperimento: un vero album
di folk d'autore. Anzi, di molti autori.
Teresa
De Sio presenta
"Riddim a sud"
Core / Edel
- 2008
Nei negozi di dischi

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