
Ascolti collegati

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Taverne, stamberghe e caverne |

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Io non sono io |
Musicisti:
Edoardo Cerea: voce, chitarra acustica, armonica.
Mario
Congiu: chitarra elettrica, pianoforte.
Mattia Barbieri: batteria.
STefano Schembari: basso.
Musica: Edoardo Cerea
Parole: Marco Peroni
Produzioneartistica.: Mario Congiu
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Tracklist
01. Disperanza
02. Trottole
03. Pomeriggio limpido d'inverno
04. Vento d'Africa
05. Filastrocca
06. La mia impronta
07. Vivo
08. Certe cose di me
09. La mosca
10. In ogni fede

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Ci sono
dei dischi (o dei CD, come dovremmo scrivere ora) che ti viene voglia
di risentire subito subito dopo il primo ascolto. Anzi che ti fan
venire la voglia di prendere la chitarra e imparare subito un paio
di canzoni. Tirare fuori il libretto e fare subito un coro. Ci sono
dischi così. Dischi che, mentre ascolti, è come se
rivedessi, come se rivivessi gli stessi minuti, ore, cancellature,
ripensamenti di chi ha scritto il brano sul foglio, magari in tinello,
con la chitarra sulle gambe.
Ma di più: rivedere e ripassare per le sue strade, i suoi
ritorni ubriachi, le sue mattine di nebbia, le loro valigie nel
baule e la morosa che s’incazza perchè i picchetti
della tenda sono rimasti a Varazze, Siniscola, Cadaquez, Palinuro,
e le facce spente dei docenti in Facoltà, dei politici in
Tivù che tu hai eletto e ti chiedi ancora perchè,
della radio spenta con rabbia in auto perchè non c’è
un cazzo di nessuno che parla di noi, anzi di loro, quelli che sono
venuti dopo, poco dopo di me, che ho mezzo secolo ... o quasi, e
che dai loro 28, 31 o 36 anni, si chiedono: perchè sono spesso
solo? In panico? Perchè tutto sembra girare, velocissimamente,
ma tutto a pagamento e gira e basta, morire su un muro israeliano
o incenerito in fabbrica, niente rivoluzione, niente visione della
strada, di una storia di cui essere orgogliosi, niente visioni di
“superna fica”, per citare i Beat, che sulla strada
ci stavano, o niente Love Supreme o niente Bolivia ma solo gadgets
elettronici che devi possedere, altrimenti sei un dropout, e se
non parli l’inglese, pensi in inglese che è peggio.
E allora vai a cercarti Pasolini, Gramsci, De Andrè e quel
poco che resiste, per talento, lucidità, forza, emozione.
E sotto il solleone global warming (e On the Road diventa solo The
Road di Corman McCarthy---leggetelo fratelli e sorelle---) ti ritrovi
a cantare col Liga e i tuoi bambini “Si nasce incendiari e
si muore pompieri, cosi diiii---cooo---noooo” e appunto “chi
lo dice?”, chi ci sta parlando, chi ha massacrato la nostra
(anzi, la loro) gioventù con carrierismo, informatica, vecchia
piccola borghesia travestita da punk emiliano, droghe CIA, socialismo
svenduto per un paio di poltrone guerrafondaie? C’è
qualcun’altro a parlarci? Qualcun’altro che sa fare
musica come bere un caffè con Errico Malatesta e parlare
di politica, amore, dolore, gioia sconfinata e musica e musica e
musica, che sa incendiarti l’anima per sempre come London
Calling, Creuza de Mà, Blonde on Blonde, Archie
Shepp, Daniele Sepe, Lalli e tanti altri che ci sono, sono lì
dietro, brothers and sisters, spegnete la televisione e cercateli,
ascoltateli, risuonateli.
Io scrivo canzoni. Anche la musica. Suono (spesso) canzoni che trovo
in giro. Non faccio recensioni. “Disperanza”
è uno dei dischi più belli, più importanti
degli ultimi venti anni. Suoni, produzione, testi, grafica, voce
e tutto quel che ci vuole: grande, grandissimo livello. Leggete
le note e capirete chi c’è dietro (o, meglio, dentro)
questo CD. Pubblicato da La Locomotiva, quella che pubblica i miei
CD.
Edo e Marco, Mario e Pino sono tutti amici fraterni. Nessuno mi
ha pagato per scrivere queste righe, nessuno me lo ha nemmeno chiesto!
Quindi dico quel cazzo che mi pare. Il “controcanto”
nella prima canzone (......”a qualcuno importa”)
è tutto ciò che ci vuole per essere amati: cuore,
esperienza, esecuzione, confidenza. Per esseri dei Capi, come dicono
i ragazzi di oggi. Capi Indiani, vorrei dire io, quelli incatenati
su una scarpata della ferrovia che ci guardano dalle foto ossidate
di 100 anni fa. Ma li han fatti sudare quei bastardi prima di farsi
beccare. A qualcuno importa. Appunto.
Edoardo
Cerea
"Disperanza"
La Locomotiva - 2008
In qualche negozio di dischi o sul sito www.la-locomotiva.com
* = Stefano Giaccone, cantautore, scrittore, musicista, ex membro
fondatore dei Franti, è considerato uno dei più
rilevanti musicisti della scena indipendente italiana.
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