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Casco d'oro
dal 1964 |

Adriano Celentano
La mezza luna |
Musicisti
Shel Shapiro:
voce, chitarre
Luigi
Mitola: chitarra, mandolino
Daniele Ivaldi: chitarra
Alessandro Giulini: tastiere
Mario Belluscio: basso
Ramon Rossi: batteria
Fabio Treves: armonica (L'uomo che
sa, River Sand Creek, E' la pioggia che va)
Aldo Sisillo: flauto (E'
la pioggia che va) |
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Tracklist
01. Eldorado
02. Un biglietto per domani
03. C'è una strana
espressione nei tuoi occhi
04. Lascia l'ultimo ballo
per me
05. Quante volte
06. L'uomo che sa (feat.Fabio
Treves)
07. Eleanor rigby
08. Bisogna saper perdere
09. Wild world
10. Losing my religion
11. Che colpa abbiamo
noi
12. River Sand Creek (feat.
Fabio Treves e Aldo Sisillo)
13. E' la pioggia che
va
14. Per amore della musica
15. Che colpa abbiamo
noi (Shel e il pubblico)
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Imponente,
abbronzato, capelli lunghi color cenere raccolti in
una coda di cavallo e orecchino. Un pirata. Un pirata
che ti guarda dritto negli occhi e ti parla con quel
suo accento inglese strascicato che non ha perso –
o non ha voluto perdere – nemmeno dopo 40 anni
di Italia e che non perderà mai.
Shel, il mitico leader degli
altrettanto mitici Rokes – la band che cantava
della ribellione giovanile contro il mondo degli
adulti e che fu uno degli idoli dell’Italia
anni ‘60 – è tornato. Ed è
tornato con un disco live – il suo primo
- con 15 canzoni vecchie e nuove, sue e non sue,
per ripercorrere in un’operazione che sa
più di ritorno che di nostalgia le trace
di un viaggio che ha fatto sognare una generazione.
Il cd può essere anche acquistato assieme
al libro “Storie sogni e rock
‘n roll” di Edmondo
Berselli (edizioni Promomusic, euro 22,90) è
stato registrato al Teatro comunale di Modena
e propone in veste acustica alcuni vecchi successi
(Che colpa abbiamo noi, È la
pioggia che va, C’è una strana espressione
nei tuoi occhi, Bisogna saper perdere)
e nuove canzoni tra le quali si nascondono piacevoli
sorprese.
Così, dopo Quante volte,
scritta a quattro mani con Mia Martini,
ecco la cover di Dylan Master
of War che nella traduzione italiana
di Rudy Assuntino diventa L’uomo
che sa, un po’ retorica, ma
comunque figlia di quell capolavoro del menestrello
di Duluth.
Ma Dylan non è l’unico grosso nome
omaggiato da Shapiro, e alla traccia numero 7
ecco apparire i Beatles (Eleanor
Rigby riarrangiata con un ritmo
che sta tra la corsa di un cavallo e quella di
un treno) seguiti da Cat Stevens (Wild
World), dai Rem
(Losing my religion,
fatta benissimo) e infine da Fabrizio
de André, ma cantato in inglese,
con una Fiume Sand Creek
che diventa River Sand Creek
e che potrebbe essere nata proprio là,
tra il canyon e la prateria, ma che invece fa
parte di un trittico tradotto alcuni anni su richiesta
di Dori Ghezzi, che desiderava
alcuni adattamenti per Patti Smith,
interessata alla musica di Fabrizio. (Le altre
due erano Amore che vieni amore che
vai e Una storia sbagliata,
e ci nasce la curiosità di ascoltare anche
quelle).
Oltre alla band che lo accompagna nelle date dello
spettacolo “Sarà
una bella società”, sono presenti
nel cd Fabio Treves all’armonica
e Aldo Sisillo al flauto.
E poi il pubblico, che canta con Shel Ma che colpa
abbiamo noi, forse addirittura con il suo accento,
perchè è così che si cantavano
quelle canzoni...
Shel
Shapiro
Acoustic Circus
Promimusic/Egea 15-11-2007
Nei negozi di dischi
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