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Tracklist
01. Mario
02. Storie Di Fango
03. Gringo
04. Da Qui Non Si Vedono Le Stelle
05. Sotto Lo Stesso Cielo (Lettera Da Kabul)
06. Cosa Ha In Testa La Gente
07. Noto Brambilla
08. Trent’anni Fa
09. La Collina Degli Stivali
10. In Luce

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Poco
più di un mese fa Ruben mi sottopose all’attenzione
questo suo nuovo disco, dal titolo “Da qui non si vedono le
stelle”, che parafrasa, come precisa lo stesso Ruben nella
presentazione del suo lavoro, l’ultimo verso dell’inferno
di Dante.
E’ decisamente un album rock ed a tratti anche molto duro
e tirato mentre il sottoscritto, se dovesse rifarsi in termini musicali
al dilemma di Celentano tra lento o rock, è decisamente lento.
Per cui ero titubante nell’affrontare l’ascolto di questo
disco, ma a posteriori devo ammettere che Ruben è riuscito
nell’intento di farsi decisamente apprezzare non solo per
le sonorità delle sue canzoni, ma anche per i testi tutt’altro
che superficiali.
Si parte
con una sano e robusto rock, è “Mario”
in cui si narra di una doppia vita, quella appunto di Mario, uno
dei tanti che “vive al sesto piano / dentro un blocco
di cemento”, ma che la notte fa la vita da travestito su
un marciapiede “le calze attillate / le macchine accodate
/ Il passo un po’ incerto / la borsetta in spalla / testa
vuota che crolla”.
Ancora un
rock teso e duro e quattro personaggi, due donne Sandra e Mary,
due uomini Goghi ed Hugo per “Storie di fango”,
sono loro i protagonisti di un’orgia, vissuta durante una
vacanza per riempire il vuoto che è in loro “Storie
di fango altro che in tre! / Storie di fango intorno a te / Prendi
il tuo tempo guardati in giro / Storie di fango Per sentirsi vivo”.
Ancora un
rock elettrico, ma un po’ più classico dei precedenti
per “Gringo”, protagonista
è questa volta un giovane che a scuola è un poco
di buono, direi decisamente un perdente, in grado però
di trasformarsi con la sua chitarra in un vincente.
Dopo un ‘intermezzo
di sole chitarre elettriche e distorsioni, si arriva ad una delle
canzoni più belle del disco “Sotto lo
stesso cielo (Lettera da Kabul)”, in cui le
chitarre si fanno più distese, entra in gioco anche la
bellissima voce di Veronica Marchi per una canzone dedicata ad
una di quelle donne che sono costrette a vivere senza la libertà
e senza identità a Kabul “Non ho amore e ho trent’anni
/ ho visto cose indicibili / non si può amare, no se ci
sente invisibili”.
E’
il momento quindi di una tregua, uno stupendo pezzo lento dal
titolo “Cosa ha in testa la gente”,
una chitarra dal suono avvolgente ci conduce alla ricerca ciò
che passa nella testa della gente, quando certi fatti sembrano
davvero inspiegabili e decisamente amara è la conclusione
“Cosa ha in testa la gente in questa corsa affannante?
/ Cosa ha nel cuore la gente sempre più distante?”
“Noto
Brambilla” è un uomo qualunque, dall’esistenza
grigia, ha un nome comune banale, in fondo potremmo essere un
po’ tutti Noto Brambilla, qualcuno magari solo per pochi
istanti, qualche altro più a lungo, tutti possiamo essere
passati per “Quanto in oggetto indicato cosa dire più
non ha / Cosa ha dimenticato? / Più irritante batte già
il pendolo del tempo che suono non ha”.
Rock and roll e nostalgia troviamo in “Trent’anni
fa”, “Trent’anni fa / Noi
di qua e voi di là / Trent’anni fa c’era più
serietà! Trent’anni fa”, Ruben non si
ritrova proprio nei giovani d’oggi, “Se il niente
è nella testa / il niente è poi nel cuore / il niente
è quel che resta / se tutto è confusione”.
“La
collina degli stivali” è una poetica
ballata ispirata a “booth hill” (la collina degli
stivali), il nome di un cimitero di Dodge City (Arizona) dove
i cowboy venivano sepolti con gli stivali sotto la testa come
cuscino, una riflessione sull’incapacità di vivere
“Per quanto rinvii le tue scelte e gli anni vanno avanti
ti lasci indietro solo niente e noia / Quante occasioni già
sprecate le foto già sbiadite e sempre ferma sta la vita
tua”.
Siamo alla
fine, dopo tanto buio, dopo sconforto e delusione, uno spiraglio
di luce si fa avanti con la dolcezza e la delicatezza di “In
luce”, un duetto tra Ruben ed ancora Veronica
Marchi, per una poetica canzone, minimalista ma intensa spirituale
“Ogni sera Ti ho pregato – giorni hai passato
cercandoti invano / Ogni sera ti ho pregato – in quelle
ore del tutto smarrito”.
Forse non
tutto è tenebre in questo mondo o forse lo è solo
in questo mondo…
Ruben
"Da qui non si vedono le stelle"
La
Matricula 2008 / Believe Digital
Lo potete
trovare in qualche negozio di dischi o su I-Tunes