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Tracklist
01 - Baci rubati
02 - Bombe intelligenti
03 - Bora
04 - Cuore di marinaio
05 - La sustanza
06 - Senza ragione
07 - Elisa
08 - Lu vapuri
09 - Sogno
10 - Ulisse
11 - Per capire
12 - Nicola u dutturi
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E’
davvero splendido questo “Bora”, nuovo disco del sessantenne
cantautore palermitano doc Guido Politi, limpido ed intenso come
il mare di Sicilia rappresentato nella fumettistica copertina che
lo ritrae come un vecchio lupo di mare, senza una pipa in bocca,
ma con in braccio la sua amata chitarra.
Il disco si compone di
dodici brani, tutti rigorosamente acustici, arrangiati da Politi
insieme ad Orazio Maugeri e suonati divinamente dalla fisarmonica
della figlia Matilde (che si presta anche al contro-canto), il contrabbasso
di Gabrio Bevilacqua, i sax di Maugeri, le chitarre di Lorenzo Coltella,
Nicolò Renna e dello stesso Politi, il violino di Gabriele
Politi, il flauto di Anna Ventimiglia e le percussioni di Fabrizio
Francoforte e “Paquito” Bordonaro.
Ecco
la scaletta con i voti ai brani espressi in simpatici tonni, da
1 a 5.
Il disco
si apre con “Baci rubati”
dolcissima canzone d’amore, introdotta dalle note calde
di un sax, bellissimo il testo “Come farò a restare
indifferente a quelli sulle dita che mi dai / Appoggerò
a quel muro la chitarra per carezzarti / notte tra i capelli /
Rapito dai tuoi occhi tra le stelle mi ubriaco al tuo profumo
/ gelsi bianchi e scorzonera / Quando apri le tue ali posso volare
ancora un po’ più in alto e con te / Voglio sentire
come una vertigine / La tua … la mia”.





Decisamente
più etnica nelle sonorità è "Bombe
intelligenti", canzone di denuncia, ma ironica
sin dal titolo, storia di una coppia di amanti salvatisi da una
strage provocata da bombe "intelligenti" cadute su una
festa di matrimonio su un altopiano Afgano, grazie ad un provvidenziale
tuffo in un campo di papaveri da oppio “Ti tenevo stretta
a me / Tutti quei petali che fanno un mantello / Che ci ripara,
che ci fa sognare / Sballati tutti “fatti” da quel
mare”




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“Bora”
è l’eterna sfida tra l’uomo ed il mare, un
po’ come nel famoso romanzo di Ernest Hamingway, ha una
cadenza epica e solare allo stesso tempo, con l’arioso contro-canto
della figlia Matilde, bellissimo anche il testo “Bora
bora che questa notte ci servi di più / Ora ora è
ora saltate a bordo e stendetevi giù / Notte in un canneto
poi un topo a vela che vi porta via / Profughi per rabbia per
fede, razza, o per ideologia”.





“Cuore
di marinaio” tra ballata, tango e swing, è
un’altra bellissima canzone d’amore, segnata dalla
fisarmonica di Matilde Politi, tratta di un amore giovanile ed
il testo è pieno di delicatezza “Andiamo più
in là che c’è un po’ di buio e non ci
vedono / Cuore di ragazzino strappato da un diario / Nascosto
tra i pensieri e versi mai cantai / Quando lo hai accarezzato
col rosso di un pastello / Ci hai scritto “amore mio”
e diventò più bello” / Un cuore ragazzino
che mi batteva in gola / Io ti insegnai gli accordi e non entrammo
a scuola”.



“La
sustanza” canzone scritta nel lontano ’69,
tutta in dialetto, è molto legata alla tradizione e narra
di un fanciullo finito in carcere per furto “aggravato”
di una cesta piena di ricotta, sebbene sembri tanto lontana nel
tempo è in sostanza un’attuale e toccante denuncia
al ricorso indiscriminato al carcere, perché come conclude
il testo, “Cu u carciri un s’insegna la sustanza”.


Un caldo
sax introduce “Senza ragione”,
un’altra canzone molto vecchia del ’66, forse un po’
datata musicalmente, ma bella nel testo “Tanti morranno
e sembreranno pazzi / Per superar la propria condizione / Di chi
ha dentro le vene la paura / Di ragionar con la propria ragione”.

Altra bella
e dolcissima canzone d’amore è “Elisa”
nome di donna certamente, ma anche il nome della nave dell’usticese
Vincenzo Di Bartolo, l’uomo del pepe nero, che partito nel
’38 da Palermo per Boston, proseguì per Sumatra portando
l’Elisa ad essere la prima nave siciliana a stabilire la
rotta per le cosiddette Indie Orientali, circumnavigando la terra,
sempre poetico il testo.



“Lu
vapuri”, ancora in dialetto, narra con sofferenza
le vicissitudini comuni a tanti migranti per chiudersi con i versi
“Cantu cantu mmenzu u mari / Semu tanti ad emigrari
/ Cantu ca ti vitti chianciri / Cantu cha ti vitti curriri / Cantu
cantu mmenzu u mari”.



Splendida
è “Sogno” uno sguardo
proiettato al futuro, in cui Guido canta trasognato “Sognavo
di cantare a quei bambini / L’utilità di un libero
pensare / Che ognuno abbia per sua soddisfazione / Donare agli
altri quello che sa fare”.




“Ulisse”
è una rilettura poetica dell’avventura di Ulisse,
una lunga canzone mitologica con un’orchestrazione oscillante
tra epico-medioevale e dolce melodia mediterranea, il testo è
intenso “Ringrazia i marinai che lo han portato dopo
venti anni gli sembra di sognare / Odora la sua terra il rosmarino
/ profumo intenso di resina di pino / Nessuno ancora lo ha riconosciuto,
nel suo cuore vendetta, odio, amore … paura! / Lui ha bisogni
di capire se la può riconquistare”.



“Per
capire”, narra di due padri, uno israeliano
e l’altro palestinese che condividono l’identica difficoltà
di dover raccontare e spiegare ai propri ragazzi gli orrori delle
bombe e dei cingoli dei carri-armati, con il timore però
che i loro racconti possano produrre l’effetto opposto,
per concludere quindi con amarezza “Se non è facile
la distinzione tra propaganda e verità / diffida sempre
dalle armi “buone”, diffida sempre da chi ce le ha”.
Magnifica!




Chiude “Nicola
‘u dutturi” che di dialettale ha solo
il titolo, ma che di Sicilia né è intrisa, perché
narra la storia di Nicola Barbato, medico condotto anarco-socialista,
che finisce nel mito, intersecandosi con quella di Pompeo Colajanni,
partigiano che memore di quell’uomo insofferente alle storture
del mondo, ne assume lo pseudonimo come nome di battaglia.



A dire il
vero, dopo l’ultimo brano, c’è anche una simpatica
ghost-track in dialetto, un invito ad ammazzarsi con varie metodologie…Il
disco non è forse di facile reperibilità, però
vale davvero la pena cercarlo, perché è davvero
un gran disco.
Guido
Politi
"Bora"
Pop Eyes / Siculiana - 2007
Di difficile reperibilità Su iTunes