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Le BiELLE RECENSIONI
Maria Colegni: "Mashinka"
Musica folk e internazionale. Un gioiello
Leon Ravasi


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Musicisti:
Maria Colegni: canto, cucchiai; Simonetta Aruso: canto; Roberta Zanuso: canto; Gianfrancesco Calabrese: canto; Maria Vicentini: violino; Grazia Colombini: viola; Luigi Lavermiccola: contrabbasso; Renata Vinci: clarinetto; Pierluigi Petris: chitarra e voce; Salvatore Sansone: fisarmonica; Paola Falcioni: fischio; Silvia Imperiale: pianoforte;

Ospiti:
Moni Ovadia: canto (ne L'isula); Salvatore Majore: contrabbasso; Rhapsòdia Trio (maurizio Dehò, violino; Gianpietro Marazza, fisarmonica; Luigi Maione, chitarra); Massimo Latronico: chitarra; Armando Cornell Descarga: percussioni; Vladimir Denissenkov: bajan; Coro su Stalingrado. Marcella Arcari, Luca Basini, Elsa Brambilla, Livia Brambilla, Daniela Capuno,
Antonio Cooper Cupertino, Alessio Lerardi, Mariangela Mianiti, Mary Grace Pandolfo, Stefania Perego, Pigi Petris, Sofia Petris, Marina Rovida, Duccio Ruggeri, Guido Scaramazza, Renata Vinci.

Arrangiamenti e direzione: Gianfrancesco Calabrese
registrato presso Officine Meccaniche Milano
Progetto grafico e disegni. Stefano Pallavisini - ekostudio - Udine


Tracklist

01 -Garì garì tzigansky (trad.Rom)
02 - Boum! (Charles Trenet)
03 - Nana's lied (Brecht/Weil)
04 - The song of choice (Pete Seeger)
05 - Gorizia (Trad. Italia)
06 - Festa di nozze (Trad. Rom - strum.)
07 - La filanda (Trad. Italia)
08 - Bjalo rade (Trad. Bulgaria)
09 - Pe vale, tato, pe vale (Trad. Romania
10 - Achtzik er un zibetzik zie (yiddish)
11 - L'isula (Duilio Del Prete)
12 - Vido vido (Trad. Bulgaria)
13 - Barcarolle (Offenbach)
14 - Dodji mile (Trad. Serbia)
15 - Mashinka (Trad. Russia)
16 - Kakim ti bil (Trad. Russia)
17 - Stalingrado(Umberto Fiori/Leddi)



Una meraviglia di disco, in grado di nascondere tanti piccoli gioielli. Forse non immediati, ma veramente belli. D'altra parte non si tratta di un gruppo del tutto nuovo (mentre, sorpresa, si tratta di un gruppo, nonostante l'unico nome femminile che compare per definire gli artisti), perché buona parte delle persone comparse qui hanno fatto parte del Gruppo Folk internazionale, come Maria Colegni, Roberta Zanuso, Moni Ovadia, Maurizio Dehò e anche, alla fine, Gianfrancesco Calabrese. Dopo anni in cui hanno percorso, ognuno a suo modo, strade parallele, ma senza mai perdersi troppo di vista, a questo disco collaborano tutti.

Ora "Maschinka" per me esce dalle nebbie della casualità da cui emerge per merito di una copertina che riporta le bellissime immagini di Stefnao Pallavisini, che poi vengono anche riportate e sviluppate all'interno del bel libretto che accompagna il disco. Poi , sul retro, si scopre la presenza di Moni Ovadia, del Rapsodija Trio e di Vladimir Denissenkov che non sono sconosciuti. Ma la vera sorpresa la si ha ascoltando il disco. Non tanto con la prima canzone che è "Garì garì tziganksy", un brano tradizionale Rom, bella ma in linea con quanto ci si poteva attendere (tranne il fischio iniziale), ma con la seconda e la terza. Che sono "Boum!" di Charles Trenet e "Nana's lied" di Bertolt Brecht e Kurt Weil.

In primo luogo colpisce l'eclettismo: dai Rom, a un francese, a due tedeschi. In secondo luogo la maestria: la resa al canto delle tre voci che si alternano o si sommano di Mara Colegni, Roberta Zanuso e Simonetta Artuso, è strepitosa e l'interpretazione è convincente. "Boum!", spiega il libretto, è la canzone dell'amore gioioso che Trenet ha scelto di illustrare con i simboli della tradizione popolare e "Nana's lied" è la canzone dell'amor profano. Nata come poesia dedicata a una prostituta

Parlavamo di eclettismo: il terzo brano è di Peggy Seeger, "Song of choice" (la sveglia per la maggioranza silenziosa americana) e il quarto è "Gorizia", tradizionale italiano di enorme spessore e qui in una versione trattenuta a minimalista, solo tre voci, ma densa di pathos.

Ci siamo soffermati sui primi brani, ma la cifra stilistica non cambierà neanche per i pezzi successivi, tra danze Rom e brani della tradizione popolare bulgara, rumena, yiddish, serba, russa e italiana. La scelta del meglio potrebbe essere ardua.

Ma bisogna soffermarsi, a metà disco circa, su "L'isula" che è un brano di Duilio Del Prete, qui proposta da Moni Ovadia e introdotta da due pagine del libretto, di penna dello stesso Moni. "Duilio Del Prete - scrive - è un nome che molti ricorderanno per averlo apprezzato come interprete del leggendario film-commedia "Amici miei". Del Prete era dotato di molti talenti. Fu un grande peccato che avesse abbandonato la via musicale. ... Questi dischi contenevano alcune canzoni sue e alcune grandi cover di grandi song stranieri. Duilio Del Prete le aveva magistralmente tradotte e le cantava in italiano con una voce generosa, appassionata e vibrante al pnto da non fare rimpiengare l'oroginale francese neppure a uno snob coe me che detesta ogni traduzione di canzoni ... Le canzoni, di cui scriveva testo e musica, erano orientate a un felicissimo stile grottesco ... Nel suo secondo disco c'era questa L'isula, una deliziosa e crudele satira contro la brutale idiozia moralistica del colonialismo ... Per molti anni mi sono esibiti gogliardescamente con la chitarra interpretando L'isula nelle lunghe e pigre nottate estive alle Isole Eolie, facendo la delizia dei miei compagni vacanzieri. Ora sono felice di averla incisa per questo bel disco di Mari Colegni". E la canzone è un gioiellino tra i tanti brillanti della corona che compongono "Mashinka", cantata con voce roca e partecipata e accompagnamento "esotico". Pausa ironica.

Dolcissima anche la successiva "Vido vido", tradizionale bulgaro dove amore e guerra si intrecciano nel corso delle guerre contro l'invasione turca e le voci di Simonetta, Maria e Roberta si amalgamano in un insieme di terso nitore, in assenza di altri strumenti. Ma ancora più fascino conserva la "Barcarolle" di Jacques Offenbach, tratta dai Racconti di Hoffmann e tradotta (sul libretto, su disco è in francese) da Roberta Zanuso, per rendere al meglio il languore sensuale di una notte d'amore. Paradossalmente proprio il brano che dà il titolo al disco "Mashinka", eseguita dal solo Vladimir Denissenkov al bajan (la fisarmonica russa) non spicca e non cattura. Interessante, ma priva di veri motivi di interesse. E, ancora a fine disco, il pezzo che sembrava più facile, ossia la "Stalingrado" scritta da Umberto Fiori e Tommaso Leddi per gli Stormy Six, stecca le attese con una versione senza enfasi e quindi priva di quella necessaria forza epica senza la quale "Stalingrado" diventa la storia di una qualsiasi battaglia. A parte che, essendo una suite, togliere la parte riservata a "La fabbrica" risulta sempre doloroso.

Per tutto il resto però "Mashinka" resta una piccola macchina per la fabbricazione di gioielli musicali. Disco al femminile e disco collettivo, dove personaggi diversi hanno contribuito a costruire un tutto armonica che parte dalle voci angelicate delle tre cantanti e procede per passaggi successivi all'interno del canzoniere internazionale. Musica di un gruppo, folk e internazionale. Destino di un nome.


Maria Colegni
"Mashinka"
Block Nota - 2008
Ai concerti, sul sito o in qualche negozio di dischi

Sul web
Sito ufficiale
Ultimo aggiornamento: 04-10-2008
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