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Musicisti:
Questo album dura circa 45 minuti. I dieci brani
che lo compongono sono stati registrati a Torino tra febbraio
e luglio 2007 nello studio di Marco Bonino, che ha suonato quasi
tutti gli strumenti (chitarre, bassi e tastiere), eseguito le
parti corali, programmato le incisioni, effettuato i mixaggi.
Io ho solo cantato, strimpellato e vocalizzato qui e là,
stressato Bonino con le mie manie di occupazione dei vuoti musicali
e sponsorizzato numerosi “brain-storming” nei bar
di San Salvario.
Hanno contribuito alle esecuzioni: Marco Nieloud ( il piano in
“Vecchio Play Boy” e “Indefinibile”);
Slep (la chitarra Dobro- slide in “Buffalo Bill”,
“Indefinibile” e “Ladri del Tempo”); Roberto
Padovan (il piano in “Indefinibile”e l’organo
in “Ripensando te” e “Buffalo Bill”);
Giorgio Bianco (l’armonica in “BuffaloBill”);Rossella
Bonino (i cori femminili in “Buffalo Bill”, “Vecchio
play boy”e “Ladri del tempo”); Maria Camilla
Ormezzano (il violino in “Buffalo Bill”).
Tutte le canzoni sono di Enzo Maolucci (tranne 2 e 7 Maolucci-Nieloud,
4 e 9 Maolucci-Bonino, 6 Maolucci-Segeer-Maolucci, 5 Veritas-Maolucci
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Tracklist
01. Il sordo e la leggenda
02. Vecchio play boy
03. Sierra madre
04. Teste dure
05. Buffalo Bill a Torino
06. Ripensando te
07. Indefinibile
08. Ladri del tempo
09. Cafard, l'alito del drago
10. Principio a termine
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Un
disco imperdibile, fondamentale, per la bellezza dei testi- irriverenti,
dissacranti, rabbiosi, ma anche teneri e malinconici- per la voce
sguaiata e incazzata di Maolucci,che sa anche cullare l’ascoltatore
quando narra della felicità di esser padre. Un lavoro necessario,
urgente come il rock’n’roll sa essere.
Certe
volte,quasi sempre a esser sinceri,penso che il mondo della musica
dovrebbe esser posto sotto un serissimo processo da parte degli
ascoltatori più intransigenti.Perchè non è
pensabile che un autore come Maolucci, rammentiamo che nei 70 oltre
a esser tra i primi a proporre un revival della musica rock,ci ha
donati di due capolavori come “L’industria dell’obbligo”
e “Bar e Barbari” pietre miliari e
documenti chiari e precisi su quello che era il Movimento del 77,
non abbia un ruolo di primo piano nel nostro immaginario.
Presi a scoprire nuovi riciclaggi di presunti talentuosi,persi dietro
a mediocri geni incompresi, annoiati dalla pochezza dei contenuti
e delle idee della musica radiofonica,demoralizzati perché
la critica non riesce quasi mai a dare visioni “altre”
rispetto a un prodotto impachettato secondo una soffocante prevedibilità-
tipo che imita De Andrè sussurrando idiozie come se stesse
recitando la divina commedia?
Musica colta,sezione :nuovo cantautore incompreso, tipo bulletto
da palestra che si depila le sopraciglie: meteora del pop , un’estate
o due e poi per cortesia lo riporti in magazzino. Questo è
il mondo della musica. Così ci perdiamo delle chicche,dei
possibili nuovi classici,delle perle di rarissima bellezza come
appunto il lavoro nuovo-sottolineo nuovo- di Maolucci.
L’autore stesso ce lo presenta in modo impeccabile- senza
autocelebrazioni ,senza rancori mal sopiti,ma sinceramente e con
l’affetto che si ha per una creazione importante-ogni canzone
ha un suo commento per precisare cosa c’è alla base
dell’ispirazione dell’artista. Oltretutto Maolucci collabora
con bravissimi musicisti che danno uno spessore qualitativo al disco
non di seconda importanza.
Entriamo nel merito,il disco si chiama: "De-Liberata-Mente",
anche se il titolo non convince affatto il suo autore e forse sarà
cambiato, è composto da dieci brani- il decimo però
è una bozza che non ha soddisfatto del tutto i musicisti
in studio,ma che Maolucci intende finire al più presto-e
suona rock. Quello classico:che sa di esperienza e vita vere e vissute,che
è urticante e malinconico nello stesso tempo,che è
lontano dal mondo plastificato e ridicolo di un Ligabue,perché
riprende la tradizione di raccontare e non di farsi raccontare.
Un disco di memorie senza “nostalgismo”,di sentimenti
senza cadere in tentazioni smielate e da fotoromanzo rosa, la vita
di un uomo che rivede la sua militanza politica-e non sempre siam
concordi con il suo pensiero- che rivede i suoi rapporti di amicizia
e famigliari. Dall’iniziale “il sordo e la leggenda”,dove
si parla di sordità reale e metaforica- sordi nei confronti
di un mondo alla deriva e profondamente sbagliato-fino ai bellissimi
ricordi politici e di amicizia :”Vecchio Playboy”manifesto
di stima nei confronti di gente che non si allinea a una vita sentimentale
borghese,ma sperimenta libertà e libertinaggio, a “Ripensando
a te” ricordi di un amico andato e dei sogni ribelli e “guevaristi”.
Questa canzone cita chiaramente un grandissimo del rock’n’roll
americano: Bob Segeer.
Brano emozionante .Altri ricordi e altra citazione –questa
volta i byrds- per “Teste dure” ancora un affettuoso
ritratto di un amico e di un tempo che speriamo si possa ripetere
ancora. Infine, il capolavoro del disco,un brano che da solo spazza
via ogni velleità artistica dei presunti cantautori odierni:Canard-l’alito
del drago. Testo visionario, onirico, possente. Dedica a un amico
speciale che nasce come una ballata pianistica e poi si evolve in
un epico brano rock di atmosfera- da brividi il coro finale. Non
mancano momenti di vero e selvaggio rock ‘n’roll come
“Ladri del mio tempo” brano contro la burocrazia e la
gente che ci fa perdere tempo. Un po’ grillesca,forse populista,ma
funziona benissimo come sano divertimento.
Toccanti per linguaggio e melodia le canzoni che Maolucci dedica
alla moglie e alla figlia.La prima “Sierra madre” oltre
a citare nel ritornello il bellissimo film di Houston con Bogart,
è la canzone più anti-conformista,anti-convenzionale,
e nello stesso tempo romantica che si sia mai scritta nel nostro
paese,la seconda “Indefinibile” è una poetica
e dolcissima canzone per la giovane figlia.
Ultima chicca: ”Buffalo Bill a Torino”
canzone in dialetto su una base musicale folk-blues, che parla del
povero Tunin abbandonato dalla sua Rosina che scappa con un cowboy
del circo portato in città dal famoso yankee.
Che dire? Imperdibile, per la bellezza dei testi,per la voce mai
pacificata e addomesticata, per l’intensità delle melodie,per
la bravura della band che sostiene con impeccabile precisione e
bravura il lavoro di Enzo Maolucci. Brani che vanno dal 1987 fino
al 2007, ma non è una raccolta !Bensì un formidabile
lavoro rock ,un viaggio senza cedimenti alla faciloneria sentimentalista
nel privato che diventa pubblico e ricordo generazionale
Per farvelo vostro, basta andare su www.maolucci.com
Scaricatelo!
Enzo
Maolucci
"De-Liberata-Mente"
Autoprodotto
Sul sito (www.maolucci.com)
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