Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.

 














 
Le BiELLE RECENSIONI
Fosca, Bernardo, Santese: "Ballate di fine inverno"
Un tuffo negli anni '70. Con piena convinzione
di Giorgio Maimone


Ascolti collegati


Massimo Priviero
Rock & poems

Slowfeet
Elephant's memory

Pooh
Beat ReGeneration

Shel Shapiro
Acoustic circus

Massimo Chiacchio
Sasso

Tiziano Mazzoni
Zaccaria per terra

Musicisti:

Suonato e arrangiato da Gianluca Bernardo, Giovanni Santese, Franco Fosca e da un esercito di amici che in questi anni non ci ha mai abbandonato

Prodotto da Gianluca Bernardo, Franco Fosca, Giovanni Santese e l'associazione Linux Club Italia
Registrato, missato e masterizzato da Gianluca Bernardo
Progetto grafico: Gianluca Bernardo e Giovanni Santese
prezzo imposto 5 euro

R egistrato tra il 2004 e il 2006 presso il Cespa Sound di Roma e ultimato nel Febbraio del 2006 a Carpineto Romano (Rm). Fa eccezione “Giordano”, registrata nel 1999 da Franco Fosca

Tracklist

01. L’ultimo scritto
02. Settembre (#2)
03. Attento
04. Quando io morirò
05. Storia di una Rivolta (parte I)
06. Com’è
07. Benvenuta nella mia stanza
08. Un grido
09. Nasten’ka (storia di un’anarchica)
10. Agosto
11. Quel che ho potuto
12. Il fumo degli anni ‘70
13. I prati di San Paolo
14. Lei, le strade e la città
15. Fate bene fratelli
16. Giordano
17. Storia di una Rivolta (parte II)
18. Storia di una Rivolta (parte III)
19. La canzone peggiore
20. Roma Underground (1982)





Con colpevole ritardo arriviamo a recensire un disco che da quasi due anni fa parte dei nostri ascolti periodici e che, in questo periodo, ci ha fatto spesso compagnia con grande piacere. Parliamo di "Ballate di fine inverno" di Franco Fosca, Gianluca Bernardo e Giovanni Santese , un disco che ha uno sua storia tutta particolare, ricordata nei dettagli sul sito www.fpml.it e che qui ora cercheremo di riassumere. Intanto le coordinate: siamo negli anni '70 (assolutamente! Non cercate di negare!) e siamo dalle parti del disco della Pecora di Francesco De Gregori, anzi, potremmo dire che stiamo ascoltando la sua prosecuzione naturale. E il piacere, per noi che abbiamo amato molto quel disco, si ripete.

"Non è facile - scrivono Fosca, Bernardo e Santese - scrivere qualcosa su "Ballate di fine inverno". Il suo concepimento, la sua registrazione e addirittura la sua stampa sono avvenute in maniera assolutamente casuale, quasi “per sbaglio”. Non c'è stato nessun progetto discografico dietro, non c'è stato uno studio o un piano. Non è stato realizzato per uno scopo preciso. E' nato perché voleva nascere e noi lo abbiamo assecondato. Più che di un disco, potremmo parlare con più esattezza di una cena tra amici con un microfono al centro del tavolo. Sia chiaro: una cena delle nostre, con amici come i nostri, ma pur sempre uno spensierato incontro tra persone che si vogliono bene. La discografia è molto lontana da questa storia. Si tratta di un “disco”, è vero, ma questo è dovuto solo alla sua forma rotonda e non bisogna farsi ingannare. La faccenda, infatti, è un po' più complicata".

Riassumendo il resto, tutto prende vita da un locale romano chiamato Vicolo dei musici, ma per tutti noto come Folkosteria. Una bettola, ma dove si poteva fare musica fino a tarda notte, in una serie infinita di jam session tra tutti gli avventori, ma attorno ai temi della canzone d'autore e non al jazz. Franco Fosca faceva il direttore artistico del Vicolo dei musici e Gianluca Bernardo ci andò per suonare co n un gruppo che si chiamava Rein. C'erano trent'anni di differenza tra i due (e ci sono ancora), ma la musica colmò il vallo. Giovanni Santese invece è coetaneo di Gianluca. Frequentavano la stessa università e un giorno si fecero ascoltare a vicenda una manciata di canzoni. Da questo coacervo di incontri nacque l'idea di fare un album. Ma dovettero passare due anni e molti altri incontri prima che il progetto vedesse la luce, nonostante l'impostazione assolutamente acustica (due chitarre e voce). Nel frattempo nacque il Fpml ossia il Fronte Popolare per la Musica Libera, creato da Gianluca (20 anni), Giovanni (21), Gianluca Gabrielli (20) e con l'adesione poco dopo di Franco Fosca (50?). La parola d'ordine era "L'arte non è una merce", tanto per ritornare ancora una volta negli anni '70.

Nacquero in questo modo due dischi, "Liberalarte" e "Liberalarte 2", sotto il segno del copyleft e delle Creative commons ed era il luglio 2005. Nel frattempo proseguiva il lavoro sulle Ballate, con calma, a volte con furore, ma con tempi fuori dal tempo. In fin dei conti, non per niente, siamo negli anni '70. Trentacinque anni indietro rispetto al tempo reale! Alla fine dell'inverno 2006 (da cui il titolo) il progetto ebbe una sterzata: alle 15 canzoni di Bernardo e Santese se ne aggiunsero cinque di Franco Fosca e si iniziò la registrazione del disco. Una tribù di allegri musicisti raccolti in una cascina di Carpineto Romano sui Monti Lepini. Per una settimana, registrano giorno e notte con tre chitarre acustiche, un'armonica e qualche strumento di passaggio.

Come pensate che possano essere riuscite le canzoni? Esattamente così come le pensate voi! Una goduria! Un disco che, dall'inizio alla fine, risente del clima amicale e positivo in cui è nato e si è sviluppato nel giro dei tre anni di gestazione. Non è un disco unitario, anzi è volutamente segmentato e i tre non formano un gruppo, ma ognuno presenta le sue canzoni, con la propria voce, alternate a quelle degli altri. sono 5 di Franco Fosca, 7 di Giovanni Santese e 8 di Bernardo (una con Gabrielli). Ci sono differenze stilistiche e compositive tra i tre. forse la maggior complessità compositiva è di Fosca che però pretende un po' più di quanto riesca a offrire. Le più De Gregoriane sono quelle di Gianluca Bernardo: "Settembre" è quasi una cover di "Bene". Poi c'è "Storia di una rivolta" che si dipana addirittura attraverso tre parti, per complessivi 11'51", in un trupudio di chitarre acustiche, con l'intervento di una steel guitar nella seconda parte (la più bella e la più breve: 1'25"). Tutte e tre le parti sono piacevoli, invero, ma la tematica, la rivolta individuale, il non trovarsi con gli amici, il dissidio generazionale sembrano tutti temi di trent'anni fa, ma espressi con una freschezza e una convinzione che il rendono nuovi e attuali. E' facile credere a quello che si sente cantare: in fondo siamo negli anni '70!

Tra le canzoni migliori anche "Agosto", ancora di Santese, ancora spudoratamente De Gregoriana ("Sai che io non so scrivere canzoni / ma so sempre criticarle così bene"). Santese è generalmente un po' più monocorde, ma anche più originale. "Com'è", ad esempio è una delle più gradevoli tra le canzoni, anche giocosa come approccio. "Non si può descrivere / La forza di vivere / E la cura delle piccole cose / che a volte possono sembrare noiose / e che tu mi stai insegnando, / il perché è un pericolo / chiederlo è ridicolo / e se mi trovo a dirti lascia stare / basta poco per convincerti / e lo stesso vale anche per me". Veramente un piccolo gioiello. Come pure è decisamente gradevole "Quel che ho potuto": "Si sciolgono negli anni i legacci / E gli abbracci si fanno nel partire / Sono assottigliate le occhiate / E non si sanno capire, / ma non ho scelto io questo teatro / piuttosto che insultare il regista / esco dal mio metro quadrato / vengo li e ti do un bacio".


Tra le più gradevoli va citata anche "Nasten'ka (Storia di un'anarchica)" di Gianluca Bernardo. "Nostalgia,nostalgia,nostalgia / è mai possibile che tu sia così mia / o sfuggi negli sguardi e voli sulle case / ridi e poi sorridi senza vergognarti mai. / Sui canali di San Pietroburgo / vecchi slavi ballano nuove canzoni / Nelle chiese di San Pietroburgo / nuovi amori si giurano vecchie poesie". Delicata miniatura, che peraltro confina con "Agosto", formando un dittico molto allettante.

Ho lasciato in fondo le canzoni di Franco Fosca, non perché siano le meno belle, ma perché, più che ricostruire gli anni '70 (come per gli altri due giovani compari) sono canzoni in diretta dagli quegli anni, anni vissuti in prima persona. "Il fumo degli anni '70" è sintomatica, sia come musica che come testo. A me, ovviamente piace (c'ero anch'io e ho vissuto anch'io quella stagione "Tra Marx e Castaneda e i fumetti di Alan Ford"). E la struttura della ballata è proprio tipica di allora. grandi chitarre, percussioni, qualche suono vintage di sottofondo. Resta il dubbio. Oggi è ancora reale o è archeologia? La risposta a qulacuno di più giovane di noi. Ne cito solo qualche strofa, dovrei riportarla tutta: "Il fumo degli anni 70 aveva lo stesso colore del mare / da solo nella mia stanza pensavo vorrei navigare / mi tormentavo i capelli che mio padre mi costringeva a tagliare / credevo in Jimi Hendrix e in un vecchio giradischi che funzionava male./ L'Italia a ferro e fuoco sull’orlo della guerra civile / le bombe di Savona le grandi manifestazioni /
mio padre mi regalò una chitarra una sera d’aprile / io la presi in mano come se fosse un fucile".

"Giordano" è proprio vecchia come impostazione (e infatti è stata anche registrata in altra epoca) e "Roma underground" è un allegra stornellata in compagnia, piena di rumori d'ambiente, gente che impreca, che parla, che fa rumore o i cori sguaiati. Una jam, probabilmente. Molto divertente al vivo, se ci si fosse stata, ma su disco regge a fatica. Peraltro di canzoni su Roma, alla Roma capoccia, per intenderci, ne abbiamo già sentite parecchie. In un disco così lungo (20 canzoni per più di 81 minuti di musica) poteva anche non starci. Così come un editing più severo avrebbe tagliato fuori "Attento", "Un grido", "Lei, le strade e la città" e "Quando io morirò". Ma forse, se così fosse stato, il clima complessivo del disco, la festa, l'amicizia, l'incontro non ci sarebbero state più. E poi, in fondo, siamo negli anni '70! Quando era così facile sbagliare, quando era così bello sbagliare, quando c'era tanto tempo per sbagliare e poi ricominciare da capo e ancora, ancora, ancora ...

" Nostalgia,nostalgia,nostalgia
È mai possibile che tu sia così mia
O sfuggi negli sguardi e voli sulle case
Ridi e poi sorridi senza vergognarti mai
".

Cinque stelle al progetto. Cinque stelle anche agli errori. Attenzione, disco a forte carica di nostalgia!



Fosca, Bernardo, Santese
"Ballate di fine inverno"
Fpml - 2007
Solo sul sito - scaricabile gratis - 5 euro con libretto e confezione

Sul web
Sito ufficiale
Ultimo aggiornamento: 02-06-2008
HOME