
Ascolti collegati

Simone Cristicchi
Fabbricante di canzoni |

Simone Cristicchi
Dall'altra parte del cancello |

Giuseppe
Righini
Spettri sospetti |

Fiumanò DomenicoVioli
Il biciclettista |

Dente
Non c'è due senza te |

Bugo
Sentimento westernato |
Musicisti:
Pablo Cialella: testi e musica
Mara Maionchi: direzione artistica
A rrangiamenti: Vernetti e Marco Prati
|
La
cosa peggiore di questo disco è la copertina. Se riuscite
a sopravvivere a quella, tutto il resto scorrerà con piacere.
Pablo Cialella ha qualche qualità per essere giudicato interessante
e sarebbe un vero peccato se una copertina simile dovesse fermarvi.
Ma la domanda viene lo stesso. Chi l'ha pensata? E perché?
Cosa gli aveva fatto di male Cialella? Oppure questa è la
sua miglior foto in assoluto e Cialella di giorno sta nascosto tra
le guglie di Notre Dame? Domande a cui qui dentro non troverete
risposta. Le troverete invece alla domanda: vale la pena? Che musica
fa? Cialella è bravo e non banale, ironico il giusto (ma
la faccia in copertina è da satira violenta!) e dotato di
buon bagaglio musicale. Le sue canzoni non si dimenticano in fretta.
Se
Dura la vita a Milano città
deve essere un po' inesa come il brano che lo ha lanciato ed imposto
all'attenzione di una major, "Rincoglionito"
è il secondo singolo, quello che lo ha confermato. Ma Ciallella
non è tutto qua. Forse queste, per quanto carine, sono
le due canzoni più facili dell'album, per un autore che
invece ha anche altre ambizioni che non essere solo un altro fenomeno
di simpatia un po' pazzoide. Fatte le debite proporzioni credo
che con Ciallella si stia tentando un po' la stessa operazione
riuscita con Simone Cristicchi. Solo che Cristicchi non era solo
un clown triste. E lo ha dimostrato. E Nemmeno Ciallella si ferma
qui. La stoffa c'è. E trama ordito forse. Stiamo a vedere.
Partiamo dall'inizio: chi è Pablo Cialella? Marcelo Pablo
Ciallella - dicono le note biografiche - nasce a Lomas de Zamora,
una delle periferie più povere di Buenos Aires, da papà
italiano e mamma argentina. Arriva in Italia nel 1987 e si appassiona
subito alla lingua italiana e alle canzoni popolari come "Mamma
mia dammi cento lire", “Tu vuo’ fà l'ammericano",
"Il ragazzo della via Gluck". La musica popolare del
Sudamerica, mescolata a quella italiana che si ascoltava in casa,
è la sua influenze principale. Da una prima formazioenrock,
tendenteall'hard rock, scopre i cantautori: Bob Dylan e De André
su tutti. Arriva a Milano nel 2001 e si imbatte in Mara Maionchi,
sì, proprio quella di X-Factor e da lì partono i
tentativi per l'affermazione.
Intendiamoci, si tratta solo di buoni semi, di spunti interessanti,
di canzoni tutte ascoltabili ed alcune anche buone. "Dura
la vita a Milano città", insiemea a
qualche stereotipo, allinea squarci di vita metropolitana ben
serviti da un accompagnamento duro, da racconto metropolitano.
Più talking che rap.
"L'albero delle canzoni" ha
invece interessanti sonorità sixty, qualcosa di progressive
nell'aria sospesa della strofa e un testo che stimola qualche
leggera inquietudine unendo il tema delle droghe a quello magico.
"Rincoglionito" e "La
lavatrice" sono invece due brani decisamente
sul versante protodemenziale, quelli che potrebbero far pendere
la bilancia verso Elio e le storie tese o verso Pippo Franco,
a seconda dell'inclinazione scelta.
Buona "Mi manchi", lento d'atmosfera,
e più generica "Alla fermata dell'autobus".
Carina "Fast food universale",
vagamente pop blues, anche se tutti i brani (e questa è
una caratteristica di Ciallella) hanno buona musicalità
e ritornelli quasi sempre destinati a scolpirsi in testa. Che
uso faranno di Ciallella? Non è dato ancora sapersi. Sta
in una major e le scelte non saranno quindi facili. Qualche qualità
c'è, della personalità anche. Lo sapranno far crescere
sotto la paglia o lo bruceranno con immagini di copertina come
questa? Al prossimo disco la risposta.
Pablo
Cialella
"Pablo Cialella"
Atlantic Warners - 2008
Nei negozi di dischi
|