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Le BiELLE RECENSIONI
Le luci della centrale elettrica: "Canzoni da spiaggia deturpata"
Il primo ascolto spacca. Ma se dopo rompe?
di Leon Ravasi


Ascolti collegati


Dente
Non c'è due senza te

Bugo
Sentimento westernato

Simone Cristicchi
Fabbricante di canzoni

Offlaga Disco Pax
Bachelite

Pablo Cialella
Pablo Cialella

Giuseppe Righini
Spettri sospetti

 

Musicisti:

VascoBrondi (chitarre comprate a rate e corde vocali infiammate)
Giorgio Canali ha arrangiato e colorato queste canzoni con chitarre elettriche, bassi acustici, divagazioni e ultrasuoni.
Max Stirner ha suonato l'organo per combattere l'acne e, nelle sere feriali, ha diretto e arrangiato le percussioni sinfoniche eseguite dal maestro Guido Querci al Conservatorio Girolamo Frescobaldi di Ferrara.

Il disegno di copertina è di Gipi, La grafia è di Lorenzo Pilia (Tiif.it)

Canzoni da spiaggia deturpata di Vasco Brondi
registrazione arrangiamenti e chitarre elettriche di Giorgio Canali
mischiato e inscatolato da Max Stirner al Natural HeadQuarter di ferrara
realizzazione artistica di Giorgio Canali, Max Stirner e Vasco Brondi
produzione esecutiva Infecta Suoni&Affini
i

Tracklist

01. Lacrimogeni
02. Per Combattere L’Acne
03. Sere Feriali
04. Stagnola
05. Piromani
06. La Lotta Armata al Bar
07. La Gigantesca Scritta Coop
08. Fare i Camerieri
09. Produzioni Seriali di Cieli Stellati
10. Nei Garage a Milano Nord




...i semafori cominciavano a lampeggiare arancione / mi puoi spiegare il colore acciaio del cielo / le sfumature di grigio di cui ti parlavo / del cielo berlusconiano di Milano / Milano era veleno, Milano era veleno / e il paradosso del cielo notturno / illuminato a giorno da stelle deficienti / da stelle col tuo nome, tifosi violenti
arruoliamo brigatisti arruoliamo brigatisti...("Nei garage a Milano nord").

Il primo ascolto è uno shock. E' bellissimo! Le luci della centrale elettrica è un gruppo composto da un uomo solo, Vasco (il destino è nel nome) Brondi, ferrarese, 24 o 25 anni. E il ragazzo ci sa davvero fare con le parole. Al primo ascolto segue per forza il secondo e così via gli altri. I suoi testi non sono demenziali, non sono lirici, non sono (solo) ironici, non sono disperati, ma sono un po' tutte queste cose insieme, in un coacervo di suoni e parole che non ricorda mai il rap, che è intrinsecamente rock, tanto quanto risente di una formazione cantautorale. Non è tutto cantabile in Brondi, ma c'è anche del cantabile. La struttura delle canzoni è molto semplice: minimalista, con chitarra acustica ed elettrica e pochi, pochissimi altri strumenti (basso, organo, percussioni). Tutti i brani iniziano calmi, arrivano a un climax urlato e finiscono poi calando nuovamente. Detto così non sembra tanto invitante quanto è.

Vasco o Le luci della centrale elettrica può essere davvero qualcosa di buono anche per i tempi a venire. Bisogna capire, come bisognava farlo per tanti altri outsider di talento (OfflagaDiscoPax, Massimo Volume, Dente, ma anche Cristicchi e Bugo) se le prossime avventure avranno spazio per evolversi e confermare le ottime impressioni fin qui suscitate.

"Canzoni per spiaggie deturpate" è uscito nel 2007 come demo, con una scaletta solo in parte diversa. C'era una "Candidosi" fortunatamente scomparsa (parlo solo del titolo), "La peggio gioventù, una "Arrivava via internet la sera", "Piromani" si chiamava "Piromani si muore", ma c'era anche una "Le luci della centrale elettrica". Non ho ascoltato il demo e non so quindi se si tratti solo di cambi di titoli o altro. Fatto sta che poi arriva Giorgio Canali, prende in mano il materiale e il disco esce nella versione attuale. Ed è un'esplosione! E' impossibile non accorgersene ed è sbagliato fare finta di niente.

Al primo posto stanno i testi, visionari e urgenti, disperati e violenti, ma anche inaspettatamente lirici, come squarci di sereno in un temporale. E' quasi impossibile seguire una sola storia nella scansione in canzoni praticata dall'album. In realtà sembra tutto un procedere unico, un flusso di coscienza ininterrotto che sgorga dalla mente aperta di Vasco e che inonda i solchi del disco. Dove, di frequente, si inseriscono lampi evanescenti di pura poesia. Quasi ogni riga potrebbe essere l'inizio di un'altra canzone, come si diceva del secondo Dylan (tanto per fare un paragone che non faccia tremare i polsi). Dentro c'è di tutto: citazioni dell'universo di riferimento come i Cccp, Rino Gaetano, Andrea Pazienza e Pier Vittorio Tondelli (a questi ultimi due è dedicato l'album), poi si parla delle poesie di Boris Vian, si cita "Siamo l'esercito del surf" (che diventa sert) naturalmente in "Per combattere l'acne", si cita "Ma il cielo è sempre più blu" in "Nei garage a Milano nord", si citano i funerali di Berlinguer dentro a "Fare i camerieri" e si citano i pomeriggi "troppo azzurri e troppo lunghi" in "Sere feriali".

La struttura dei brani è episodica e non lineare. Si salta di palo in frasca tra una visione e l'altra e tutto starà, in futuro a vedere se questo è solo gioco combinatorio, di vago stampo surrealista ("e le parole tu le mischierai tutte dentro a un cappello / alla tua età scrivere una canzone non sarà più che quello" ammoniva Vecchioni in "Dentro gli occhi") oppure veramente una necessità espressiva. Per ora il risultato è potente. Come ascoltare una radio che salta di stazione in stazione trasmettendo il flusso dei pensieri in divenire. In mezzo si staccano perle come "cosa racconteremo ai figli che non avremo di questi cazzo di anni zero?" ("La lotta armata al bar") oppure "Ci siamo addormentati rovistando tra i futuri più probabili" ("Lacrimogeni"); "Esprimere desideri quando vedi scoppiare navicelle spaziali o moduli lunari russi o giapponesi o americani / arrampicarsi sulle impalcature per prendere il sole e rivenderlo a qualche spacciatore .... e invidiare le ciminiere perché hanno sempre da fumare" ("Per combattere l'acne"). "Incendia le farfalle meccaniche, le rose lisergiche e i nostri pochi orgasmi" ("Piromani"). "Fammi i tuoi discorsi metafisici sui fori dei piercing che si richiudono" ("La gigantesca scritta Coop"). E così via.


Vale la pena di precisare che i rari segni di interpunzione e le maiuscole di cui sopra sono interpolazioni mie. I testi riportati nel libretto non ne hanno alcuno. Un elenco di parole e di immagini che però si sporcano di poesia per qualche inesplicabile piega del destino o per la classe di un talento cristallino. Non lo so ancora. Staremo a vedere. Per ora "Lacrimogeni", "Piromani" (che contiene la frase sulle luci delle centrali elettriche"), "La lotta armata al bar", "La gigantesca scritta coop" e "Nei garage a Milano nord" si staccano sul panorama degli altri brani. E' un disco corto, cortissimo (33'54"), ma pieno di motivi di interesse. Ottimo il lavoro sulle chitarre di Giorgio Canali, esaltante la foga con cui canta Vasco ("con la bava alla bocca" dicono su un sito, senza andare molto lontano dal vero).

Consiglio? Andate sul blog e leggete cosa Vasco continua a scrivere. Sono tutte canzoni in nuce. Non è rilassante, è urticante e forte, poetico ed estremo, acustico e distorto. Ha milioni di difetti e tonnellate di pregi. Ha le stimmate del piccolo oggetto di culto. Non fatevelo sfuggire.


Le luci della centrale elettrica
"Canzoni da spiaggia deturpata"
La tempesta - 2008
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Ultimo aggiornamento: 18-06-2008
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