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Sulla collina |
Musicisti:
Valerio Sanzotta (chitarra, armonica,
voce)
Testi e musiche: Valerio Sanzotta
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Tracklist
01. Novecento
02. L'uomo del secolo scorso
03. Baci e segreti
04. Di sollievo in sollievo
05. Jerusalem
06. Stai con me
07. La finestra aperta sul mare
08. Harrison bar
09. Assolutamente sweet Marie
10. Tempo passeggero
11. Gli antichi non ci parlano più
12. Giovane
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Ha partecipato
allo scorso Festival di Sanremo (quello del 2008) e se ne sono accorti
pochissimi. Esì che portava una canzone niente affatto banale
per il palco del'Ariston come "Novecento", una cavalcata
dylaniana, chitarra e armonica tra le cronache del millennio appena
concluso, avendo il coraggio (o l'incoscienza) di parlare al Festival
di Piazza Fontana, Guido Rossa e Enrico Berlinguer. Forse ha scontato
la sfiga di esibirsi nell'anno del grande buco di Pippo Baudo, forse
il fatto di essere figlio d'arte (il padre è il direttore
de "Il Tempo" di Roma) e quindi possibile raccomandato.
Fatto sta che Sanzotta Jr non solo ha scritto "Novecento",
gran bella canzone per quanto ingenua, ma abbia fatto seguire un
disco di buon spessore.
Potrebbe essere un nome sul quale puntare, anche perchè in
grado di provare di aver fatto buoni ascolti e di averli anche fatti
rendere. Non solo l'album, tutto quanto, è sotto il segno
dell'ex menestrello di Duluth, ma addirittura una sua canzone "Absolutely
sweet Marie" da "Blonde on blonde"
è stata tradotta come "Assolutamente sweet
Marie" ed è presente in questo disco con
assoluta dignità. Non solo, ma per tradurre le canzoni di
Dylan bisogna avere il suo consenso: e negli ultimi tempi questo
distintivo di merito è toccato a Mattia Donna (con "One
more cup of coffee") e, appunto, a Valerio Sanzotta.
Ma non basta. Al posto numero 5 sul lettore c'è un'altra
conoscenza: "Jerusalem" di Steve
Earle. E scusate se è poco! A me un cantautore acustico che
propone un pezzo di Dylan e uno di Steve Earle mi ha già
conquistato il cuore. "Jerusalem"
poi è una splendida cover sorretta da un testo che rifugge
la banalità: "E non avremo barricate domani / niente
muri né filo spinato / laveremo il sangue da queste mani
/ e dall'anima ogni odio o peccato / e credo e spero nel giorno
/ in cui tutti i figli del seme di Abramo / si daranno insieme la
mano a Gerusalemme"
"Hai il tuo passaggio a livello / e non lo posso saltare
/ a volte è difficile lo sai / me ne sto qui in disparte
sulla mia tromba a picchiare / con tutte le promesse che mi hai
lasciato qui / Ma dove sei stanotte sweet Marie? / Ti ho aspettato
anche quando ero mezzo malato / ti ho aspettato anche quando ce
l'avevi con me / ti ho aspettato anche in mezzo a un ingorgo ghiacciato
/ quando sapevi che non potevo essere lì / ma dove sei stanotte
Sweet Marie?" ("Assolutamente sweet Marie").
Assolutamente Dylan.
E questo è per quanto riguarda le cover, ma anche guardando
all'interno delle canzoni della farina del sacco di Valerio c'è
da stare lieti. "Di sollievo in sollievo"
è delicata e dolce con parole da invidia come: "Ghirlande
di luce indecenza d'erba / e la mia vita che si muove controvento
/ .../ e la speranza che suona la tromba / seguirà il mio
passo sognatore /... / per ogni sera imperfetta di luna / per la
bellezza che vale questa follia / io con le parole ci vivo ogni
giorno / e non la chiamo più poesia / ora che ho perso anche
l'ultima fotografia. / E prego San Giorgio e San Michele di farla
tornare / e ascolto il dolore, ascolto il respiro,/ ma non so ascoltare
/e guardo negli occhi e guardo nel cuore,/ ma non so guardare /
che qui il tempo del cuore è maturo, ma c'è da aspettare".
Tali i maestri, tale il discepolo.
Ma dovunque, in ogni canzone, si incastrano piccole perle, come
solo i giovani sanno distillare. "Eccomi qui sono la finestra
aperta sul mare / dove si fermano gli uccelli migratori a riparare"
("La finestra aperta sul mare").
"Benvenuta in questi versi ragazza che non c'eri / quando
a me piaceva Heidi Lamarr" ("L'uomo del
secolo scorso"). "Dal balbettio bambino
a un rovaio di parole sulla soglia di un mattino si intrecciano
i minuti / ... / nell'alba che è di roccia, nel suo incerto
acciotolia / amore mio" ("Baci e segreti").
Di meglio in meglio. Perché non ce ne vogliamo accorgere?
Guardate in giro, cercate sul web. Su Sanzotta è silenzio.
E' ora di romperlo.
Valerio
Sanzotta
"Novecento"
Warner - 2008
Nei negozi di dischi
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