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Tom
Waits, tre giorni a Milano
dove arriva per la prima volta
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| Giovedì 17, venerdì
18 e sabato 19 luglio all'Arcimboldi
Biglietti carissimi (120 euro!), ma quasi tutto esaurito
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| Gli epigoni italiani |
| Vinicio Capossela |
La colonna Umana
«Tom Waits è il massimo. Le sue canzoni non
sono la colonna sonora della nostra vita, siamo noi la
colonna umana delle sue canzoni. Più che definizioni,
spesso si usano riferimenti, per spiegare una cosa vista.
Sarebbe forse meglio usare degli aggettivi che dei nomi.
Io quando a vent’anni ho visto Tom Waits, mi ha
ricordato tutti i vecchi della mia infanzia, spariti per
le Americhe, o il mio papa-nonno personale..ma vatti a
spiegare , così si finisce per fare i nomi, come
al commissariato». |
| Stefano Tessadri |
Una splendida ossessione
«Appena si sente un piano e una voce un po’
roca si pensa a Tom Waits. Ho voluto liberarmi della sua
ossessione traducendo la sua Tango di Capodanno. Adesso
ho prenotato per andare a vedermi sabato il concerto all'Arcimboldi.
Ho prenotato appena possibile: 150 euro, compresa la prevendita,
ma ne varrà senz'altro la pena» |
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17/07 - Tom Waits non nasce con la voce
da orco. Per quanto possa sorprendere chi lo conosca solo
da qualche anno, in tutti i suoi primi album, da Closing
time (1973), fino a Blue Valentine
(1978) si può ascoltare sì una voce scheggiata
dagli eccessi, ma ancora “quasi normale”. Da
Heartattack and wine (1980) in poi il tono si fa
sempre più rauco e nasce questa sua impostazione
vocale di ruggine e miele, in grado di raccontare il mondo
di prostitute, emarginati e perdenti che rappresenta il
suo universo abituale, fino arrivare a brani dove è
solo il suo ruggito a riempire la scena. Eppure con quel
timbro vocale riesce a pennellare brani di estrema dolcezza
come Take Care Of All My Children, Tell It To
Me, Fanning Street o la recente You
Can Never Hold Back Spring scritta per il
film di Benigni La
tigre e la neve e tutte radunate nella sua ultima fatica
discografica, il triplo cd Orphans: Brawlers, Bawlers
& Bastards che è contemporaneamente
una raccolta, in quanto contiene pezzi sparsi della sua
produzione, in genere apparsi come colonna sonora di film,
ma che è anche una collezione di inediti di periodi
differenti.
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Tre dischi ed ognuno un'immagine differente: quella blues,
quella delle ballae dolci e quella più sperimentale
ed ostica.
Di Waits si conoscono tante facce: l’amico del poeta
e compagno di sbronze Charles Bukowski, il “mulo testardo”
come lo definisce la moglie Kathleen Brennan (e lui replica
incidendo il disco Mule variations, i cambiamenti
del mulo), l'attore cinematografico (con Benigni in Daunbailò
e in decine di altre parti come ne I ragazzi
della 56ª strada (1983), Rusty il
selvaggio (1983), Cotton Club
(1984) e Dracula di Bram Stoker (1992),
oltre che nel già citato La tigre e la neve
e in America oggi di Altman), ma anche
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il caustico assertore
del paradosso: «Non riesco a capire coloro che si rifugiano
nella realtà perché hanno paura di affrontare
la droga».
Tutte queste molteplici personalità faticheranno a
trovare spazio sul palco degli Arcimboldi, dove Waits si esibirà
oggi, domani e dopo per la sua prima presenza a Milano. I
prezzi sono molto alti: da 90 a 120 euro, ma di posti per
il concerto di sabato non ce ne sono già più.
Per stasera e domani c’è ancora qualche posto,
ma non più di due a testa e con esibizione della carta
d’identità: una legalità un po’
burocratica per ascoltare un sessantenne cantautore maledetto,
il cantore della wrong side, il lato in ombra della vita.
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