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NEWS Luglio 2008

Tom Waits, tre giorni a Milano
dove arriva per la prima volta

Giovedì 17, venerdì 18 e sabato 19 luglio all'Arcimboldi
Biglietti carissimi (120 euro!), ma quasi tutto esaurito

Gli epigoni italiani
Vinicio Capossela
La colonna Umana
«Tom Waits è il massimo. Le sue canzoni non sono la colonna sonora della nostra vita, siamo noi la colonna umana delle sue canzoni. Più che definizioni, spesso si usano riferimenti, per spiegare una cosa vista. Sarebbe forse meglio usare degli aggettivi che dei nomi. Io quando a vent’anni ho visto Tom Waits, mi ha ricordato tutti i vecchi della mia infanzia, spariti per le Americhe, o il mio papa-nonno personale..ma vatti a spiegare , così si finisce per fare i nomi, come al commissariato».
Stefano Tessadri
Una splendida ossessione
«Appena si sente un piano e una voce un po’ roca si pensa a Tom Waits. Ho voluto liberarmi della sua ossessione traducendo la sua Tango di Capodanno. Adesso ho prenotato per andare a vedermi sabato il concerto all'Arcimboldi. Ho prenotato appena possibile: 150 euro, compresa la prevendita, ma ne varrà senz'altro la pena»


17/07 - Tom Waits non nasce con la voce da orco. Per quanto possa sorprendere chi lo conosca solo da qualche anno, in tutti i suoi primi album, da Closing time (1973), fino a Blue Valentine (1978) si può ascoltare sì una voce scheggiata dagli eccessi, ma ancora “quasi normale”. Da Heartattack and wine (1980) in poi il tono si fa sempre più rauco e nasce questa sua impostazione vocale di ruggine e miele, in grado di raccontare il mondo di prostitute, emarginati e perdenti che rappresenta il suo universo abituale, fino arrivare a brani dove è solo il suo ruggito a riempire la scena. Eppure con quel timbro vocale riesce a pennellare brani di estrema dolcezza come Take Care Of All My Children, Tell It To Me, Fanning Street o la recente You Can Never Hold Back Spring scritta per il film di Benigni La tigre e la neve e tutte radunate nella sua ultima fatica discografica, il triplo cd Orphans: Brawlers, Bawlers & Bastards che è contemporaneamente una raccolta, in quanto contiene pezzi sparsi della sua produzione, in genere apparsi come colonna sonora di film, ma che è anche una collezione di inediti di periodi differenti.

Tre dischi ed ognuno un'immagine differente: quella blues, quella delle ballae dolci e quella più sperimentale ed ostica.
Di Waits si conoscono tante facce: l’amico del poeta e compagno di sbronze Charles Bukowski, il “mulo testardo” come lo definisce la moglie Kathleen Brennan (e lui replica incidendo il disco Mule variations, i cambiamenti del mulo), l'attore cinematografico (con Benigni in Daunbailò e in decine di altre parti come ne I ragazzi della 56ª strada (1983), Rusty il selvaggio (1983), Cotton Club (1984) e Dracula di Bram Stoker (1992), oltre che nel già citato La tigre e la neve e in America oggi di Altman), ma anche

il caustico assertore del paradosso: «Non riesco a capire coloro che si rifugiano nella realtà perché hanno paura di affrontare la droga».
Tutte queste molteplici personalità faticheranno a trovare spazio sul palco degli Arcimboldi, dove Waits si esibirà oggi, domani e dopo per la sua prima presenza a Milano. I prezzi sono molto alti: da 90 a 120 euro, ma di posti per il concerto di sabato non ce ne sono già più. Per stasera e domani c’è ancora qualche posto, ma non più di due a testa e con esibizione della carta d’identità: una legalità un po’ burocratica per ascoltare un sessantenne cantautore maledetto, il cantore della wrong side, il lato in ombra della vita.

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