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NEWS Agosto 2008

Il ritorno di Fausto Rossi

Dopo 11 anni dal suo ultimo lavoro discografico
Fausto Rossi (Faust’o) ritorna alla ribalta

Strutture musicali e suoni creati dal computer, dove l'autore si "limita" a definire i confini dei parametri musicali. Un lavoro di ambientazioni che si ripetono in sequenza, continuamente osservate da un diverso punto di vista.
Nel 1995 esce "L'Erba".
In questo lavoro Rossi si libera completamente delle macchinee ritorna alle proprie origini musicali. Basso batteria e chitarre svolgono l'intero compito, integrandosi con voce e testi che si sono fatti più "veloci" e concreti. Ne nasce un pop-rock "visionario" filtrato attraverso vent'anni di personale evoluzione.
Nella primavera del '96 Fausto comincia a lavorare al nuovo progetto musicale dove l'unico strumento elettronico superstite è il registratore. Poche anche le sovrapposizioni, solo qualche esperimento acustico durante le registrazioni della band. Il sound è orientato in gran parte verso il rock-blues. Le melodie e i testi cantano la tristezza di un mondo trasfigurato. E' la primavera 1997, il nuovo CD s'intitola,"Exit".
Fausto Rossi si ritira di nuovo dalla scena pubblica, rendendosi praticamente "invisibile".
All' inizio del 2006 si è ripresentato al pubblico in due concerti, proponendo canzoni dal suo nuovo CD


23/08 - Dopo circa 11 anni dal suo ultimo lavoro discografico, Fausto Rossi (Faust’o) ritorna alla ribalta, grazie all’incontro con Luigi Piergiovanni (Rosybyndy), che produrra’ i prossimi tre lavori dell’artista milanese. (Con l’acquisizione nel proprio rooster di Fausto Rossi, la Interbeat si conferma label di riferimento nella canzone d’autore e nella riscoperta di artisti di culto (vedi antologie su Piero Ciampi, ed artisti quali Stefano Rosso, Pino Pavone e Flavio Giurato).

Fausto Rossi inizia la sua carriera discografica con un nome d'arte, Faust'O; che non gradirà particolarmente, ma che"porterà" fino alla fine degli anni ottanta. Dal 1978 a oggi ha pubblicato nove album.
Dopo il primo LP, "Suicidio" (CGD), segue "Poco Zucchero", 1979, un disco fortemente "orientato", che risente dei suoni e dei ritmi della New-Wave inglese.
Nel 1980 pubblica "J'accuse... amore mio", che unisce l'esperienza acquisitita con i "sistemi" della new-wave inglese alle nuove tendenze della contemporanea new-wave americana e con il quale chiude una trilogia. Una specie di laboratorio sperimentale di musica pop-rock.

Il disco successivo è del 1982: Faust'O produce un lavoro "indipendente" su etichetta "fg"(creata per l'occasione); "Out-Now". E' un album essenzialmente strumentale indirizzato a possibili nuove forme di "musica pop". Nella primavera 1983 arriva un nuovo contratto con la "Ricordi" e con esso un nuovo album di canzoni che presentano un'artista "cresciuto". A detta di tanti forse il suo disco migliore. In copertina un titolo molto semplice, "Faust'O".
Due anni dopo esce "LoveStory": sei tracce che portano all'immaginazione di strutture musicali "primitive" quanto immobili. Un 'sound' che a che fare con il primordiale, mentre si osserva il futuro.

L'album è ispirato da un disco dei "P.I.L.", "Metal Box", dal quale Fausto preleva alcuni frammenti sonori di cui si serve per "semplificare" una parte del lavoro. Batteria, basso e voce "recitano" ripetendo brevi frasi ritmiche e melodiche. Solo alcune minime variazioni, come un errore umano.
Da qui le tracce "pubbliche" di Faust'O si perdono per alcuni anni, durante i quali egli si occupa di ricerca musicale: dalla 'contemporanea' all'etnomusicologia alla 'computer-music'.
L'artista ricompare nel 1992, anno in cui vede la luce l'album "Cambiano le Cose"; primo disco a nome Fausto Rossi.

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