| Il
ritorno di Fausto Rossi |
| Dopo
11 anni dal suo ultimo lavoro discografico
Fausto Rossi (Faust’o) ritorna alla
ribalta
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Strutture musicali e suoni creati
dal computer, dove l'autore si
"limita" a definire
i confini dei parametri musicali.
Un lavoro di ambientazioni che
si ripetono in sequenza, continuamente
osservate da un diverso punto
di vista.
Nel 1995 esce "L'Erba".
In questo lavoro Rossi si libera
completamente delle macchinee
ritorna alle proprie origini musicali.
Basso batteria e chitarre svolgono
l'intero compito, integrandosi
con voce e testi che si sono fatti
più "veloci"
e concreti. Ne nasce un pop-rock
"visionario" filtrato
attraverso vent'anni di personale
evoluzione.
Nella primavera del '96 Fausto
comincia a lavorare al nuovo progetto
musicale dove l'unico strumento
elettronico superstite è
il registratore. Poche anche le
sovrapposizioni, solo qualche
esperimento acustico durante le
registrazioni della band. Il sound
è orientato in gran parte
verso il rock-blues. Le melodie
e i testi cantano la tristezza
di un mondo trasfigurato. E' la
primavera 1997, il nuovo CD s'intitola,"Exit".
Fausto Rossi si ritira di nuovo
dalla scena pubblica, rendendosi
praticamente "invisibile".
All' inizio del 2006 si è
ripresentato al pubblico in due
concerti, proponendo canzoni dal
suo nuovo CD |
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23/08 - Dopo
circa 11 anni dal suo ultimo lavoro
discografico, Fausto Rossi (Faust’o)
ritorna alla ribalta, grazie all’incontro
con Luigi Piergiovanni (Rosybyndy),
che produrra’ i prossimi tre
lavori dell’artista milanese.
(Con l’acquisizione
nel proprio rooster di Fausto Rossi,
la Interbeat si conferma label di
riferimento nella canzone d’autore
e nella riscoperta di artisti di culto
(vedi antologie su Piero Ciampi, ed
artisti quali Stefano Rosso, Pino
Pavone e Flavio Giurato).
Fausto Rossi inizia
la sua carriera discografica con un
nome d'arte, Faust'O; che non gradirà
particolarmente, ma che"porterà"
fino alla fine degli anni ottanta.
Dal 1978 a oggi ha pubblicato nove
album.
Dopo il primo LP, "Suicidio"
(CGD), segue "Poco Zucchero",
1979, un disco fortemente "orientato",
che risente dei suoni e dei ritmi
della New-Wave inglese.
Nel 1980 pubblica "J'accuse...
amore mio", che unisce l'esperienza
acquisitita con i "sistemi"
della new-wave inglese alle nuove
tendenze della contemporanea new-wave
americana e con il quale chiude una
trilogia. Una specie di laboratorio
sperimentale di musica pop-rock.
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Il disco successivo è del 1982:
Faust'O produce un lavoro "indipendente"
su etichetta "fg"(creata
per l'occasione); "Out-Now".
E' un album essenzialmente strumentale
indirizzato a possibili nuove forme
di "musica pop". Nella primavera
1983 arriva un nuovo contratto con
la "Ricordi" e con esso
un nuovo album di canzoni che presentano
un'artista "cresciuto".
A detta di tanti forse il suo disco
migliore. In copertina un titolo molto
semplice, "Faust'O".
Due anni dopo esce "LoveStory":
sei tracce che portano all'immaginazione
di strutture musicali "primitive"
quanto immobili. Un 'sound' che a
che fare con il primordiale, mentre
si osserva il futuro.
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L'album è ispirato da un disco
dei "P.I.L.", "Metal Box",
dal quale Fausto preleva alcuni frammenti
sonori di cui si serve per "semplificare"
una parte del lavoro. Batteria, basso
e voce "recitano" ripetendo
brevi frasi ritmiche e melodiche. Solo
alcune minime variazioni, come un errore
umano.
Da qui le tracce "pubbliche"
di Faust'O si perdono per alcuni anni,
durante i quali egli si occupa di ricerca
musicale: dalla 'contemporanea' all'etnomusicologia
alla 'computer-music'.
L'artista ricompare nel 1992, anno in
cui vede la luce l'album "Cambiano
le Cose"; primo disco a nome Fausto
Rossi.
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