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La
notte di San Siro si illumina con Bruce
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| Per la terza volta il
Boss torna in uno degli stadi più amati
«Il concerto del 2003 è stato uno dei miei cinque
migliori»
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| Il
boss come autore letterario per Colombati |

Come un killer sotto il sole (Sironi editore)
di Leonardo Colombati parte da un preconcetto interessante:
analizzare Springsteen come un grande autore americano,
ma non di canzoni, di racconti. Il proposito riesce, la
lettura è avvincente. Prefazione di Ennio Morricone.
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| “Talk about a dream”, parlando di un sogno |
Ultimo
arrivato della bibliografia sul Boss, Springsteen, Talk
about a dream (Arcana) è una raccolta di testi commentati
nel periodo compreso tra il 1973 e il 1988. Protagonisti
tutti i personaggi («pazzi, batteristi, vagaboni, latin
lover, angeli zingari, poliziotti») che popolano le canzoni
del nostro. |
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25/06 - La prima volta è stata nel
1985, il 21 giugno per la precisione, 23 anni fa quasi esatti;
la seconda, sotto un diluvio torrenziale, nel 2003, ma,
secondo quanto riporta il biografo Leonardo Colombati, per
Bruce quel concerto «è stato uno dei miei top
five di tutta la carriera (uno dei miei cinque migliori,
ndr)». La terza volta sarà questa sera. A un
orario insolito. Il concerto infatti comincerà alle
20.30 e si concluderà 3 ore dopo, alle 23.30, in
tempo per prendere la metropolitana o gli ultimi tram. La
zona di San Siro sarà infatti interdetta alle macchine
dalle 13, mentre i cancelli dello stadio saranno aperti
solo alle 18. I posti sono numerati (da 25 a 90 euro) e
tutti esauriti, tuttavia su internet lo scambio dei tagliandi
per assistere al concerto è ancora fiorente e a prezzi
non esorbitanti. Al di là delle polemiche sul rumore
e sull’utilizzo dello stadio Meazza, di cui al Boss
importa poco o nulla, la formazione alle sue spalle sarà
la solita, la E street Band con Roy Bittan al pianoforte
e alle tastiere, Max Weimberg alla batteria, Little Steven
Van Zandt alla chitarra, Gary Tallent al basso, Clarence
Big Man Clemmons al sax, Nils Lofgren alla chitarra, Soozie
Tyrrell al violino e cori, Patti Scialfa, ossia la signora
Springsteen, alla chitarra e cori. Per la prima volta mancherà
Danny Federici, organista per 40 anni del Boss e morto pochi
mesi fa per un melanoma. Il suo posto sarà preso
da Charlie Giordano, già con Bruce nelle Seeger sessions.
Al centro dello spettacolo, oltre ai soliti classici e a
scelte imprevedibili dell’ultima ora, i brani di
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Magic, ultimo e non particolarmente amato album del nostro.
«In effetti - dice a 24 Minuti Leonardo Colombati
- devo dire che è stato un album da molti non capito.
Perché c’è sempre questo pregiudizio,
in Italia come in America, per cui le canzoni sono un ottimo
accompagnamento, magari da ascoltare mentre guidi la macchina.
Ma il rock è stato quello che è stato, e purtroppo
non lo è più. Uno si deve mettere lì
ed ascoltare un album in religioso silenzio e cercare di
capire anche cosa vuole dirci. Di Springsteen in Magic ci
sono dei testi bellissimi che raccontano un’America
da apocalisse: molto duro
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con l’amministrazione
Bush, con la guerra in Iraq. Insomma, non credo che sia soltanto
cronaca. Allarga lo sguardo. Tra l’altro il tono che
ha usato Springsteen, e anche alcune immagini, mi sono sembrate
molto simili a un libro bellissimo di Cormac McCarthy, uscito
lo scorso anno e che si chiama La strada. Tutti e due, libro
e disco, raccontano un futuro prossimo dell’America,
un’America alla fine del mondo. Un’allegoria molto
potente». Potente è anche il concerto che i fan
del Bruce più muscolare si aspettano questa sera. Ci
sarà tempo più in là per riascoltare
la sua anima acustica più intima.
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