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NEWS Giugno 2008

La notte di San Siro si illumina con Bruce

Per la terza volta il Boss torna in uno degli stadi più amati
«Il concerto del 2003 è stato uno dei miei cinque migliori»

Il boss come autore letterario per Colombati

Come un killer sotto il sole (Sironi editore) di Leonardo Colombati parte da un preconcetto interessante: analizzare Springsteen come un grande autore americano, ma non di canzoni, di racconti. Il proposito riesce, la lettura è avvincente. Prefazione di Ennio Morricone.
“Talk about a dream”, parlando di un sogno
Ultimo arrivato della bibliografia sul Boss, Springsteen, Talk about a dream (Arcana) è una raccolta di testi commentati nel periodo compreso tra il 1973 e il 1988. Protagonisti tutti i personaggi («pazzi, batteristi, vagaboni, latin lover, angeli zingari, poliziotti») che popolano le canzoni del nostro.


25/06 - La prima volta è stata nel 1985, il 21 giugno per la precisione, 23 anni fa quasi esatti; la seconda, sotto un diluvio torrenziale, nel 2003, ma, secondo quanto riporta il biografo Leonardo Colombati, per Bruce quel concerto «è stato uno dei miei top five di tutta la carriera (uno dei miei cinque migliori, ndr)». La terza volta sarà questa sera. A un orario insolito. Il concerto infatti comincerà alle 20.30 e si concluderà 3 ore dopo, alle 23.30, in tempo per prendere la metropolitana o gli ultimi tram. La zona di San Siro sarà infatti interdetta alle macchine dalle 13, mentre i cancelli dello stadio saranno aperti solo alle 18. I posti sono numerati (da 25 a 90 euro) e tutti esauriti, tuttavia su internet lo scambio dei tagliandi per assistere al concerto è ancora fiorente e a prezzi non esorbitanti. Al di là delle polemiche sul rumore e sull’utilizzo dello stadio Meazza, di cui al Boss importa poco o nulla, la formazione alle sue spalle sarà la solita, la E street Band con Roy Bittan al pianoforte e alle tastiere, Max Weimberg alla batteria, Little Steven Van Zandt alla chitarra, Gary Tallent al basso, Clarence Big Man Clemmons al sax, Nils Lofgren alla chitarra, Soozie Tyrrell al violino e cori, Patti Scialfa, ossia la signora Springsteen, alla chitarra e cori. Per la prima volta mancherà Danny Federici, organista per 40 anni del Boss e morto pochi mesi fa per un melanoma. Il suo posto sarà preso da Charlie Giordano, già con Bruce nelle Seeger sessions. Al centro dello spettacolo, oltre ai soliti classici e a scelte imprevedibili dell’ultima ora, i brani di

Magic, ultimo e non particolarmente amato album del nostro. «In effetti - dice a 24 Minuti Leonardo Colombati - devo dire che è stato un album da molti non capito. Perché c’è sempre questo pregiudizio, in Italia come in America, per cui le canzoni sono un ottimo accompagnamento, magari da ascoltare mentre guidi la macchina. Ma il rock è stato quello che è stato, e purtroppo non lo è più. Uno si deve mettere lì ed ascoltare un album in religioso silenzio e cercare di capire anche cosa vuole dirci. Di Springsteen in Magic ci sono dei testi bellissimi che raccontano un’America da apocalisse: molto duro

con l’amministrazione Bush, con la guerra in Iraq. Insomma, non credo che sia soltanto cronaca. Allarga lo sguardo. Tra l’altro il tono che ha usato Springsteen, e anche alcune immagini, mi sono sembrate molto simili a un libro bellissimo di Cormac McCarthy, uscito lo scorso anno e che si chiama La strada. Tutti e due, libro e disco, raccontano un futuro prossimo dell’America, un’America alla fine del mondo. Un’allegoria molto potente». Potente è anche il concerto che i fan del Bruce più muscolare si aspettano questa sera. Ci sarà tempo più in là per riascoltare la sua anima acustica più intima.

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