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NEWS Maggio 2008

Mantova Musica Festival

Il Mmf è arrivato alla conclusione
L'evento clou è la messa rock di don Ciotti

Momenti salienti
del Festival
Luca Barbarossa
L'intervista- concerto
Racconta e si racconta il cantautore romano. Stimolato dalle domande di Ricky Gianco e Giorgia Fazzini, parla delle sue canzoni, della sua storia e del suo ultimo lavoro, Via delle storie infinite.
Massimo Priviero
Per un'ora
Piazza Leon Battista Alberti si è riempita della grinta del rocker veneto, che si è presentato in trio acustico, ma senza perdere un grammo della sua cifra stilistica. Ha proposto alcuni suoi brani, la versione originale di Ciao Amore di Tenco "una canzone assolutamente antimilitarista" e alcuni pezzi tratti dal suo ultimo lavoro rock & poems, un'antologia di tanto del meglio che la musica a stelle e strisce ci ha lasciato nel corso degli ultimi 50 anni
Kimmo Pohjonen
Avete presente la fisarmonica? Quello strumento che a proprio voler essere duri evoca atmosfere combat-folk? Bene, dimenticatela, perché Kimmo è un fisarmonicista punk e il suo concerto - supportato da autocampionamenti musicali e vocali - è anche uno spettacolo di mimo, dovel'artista impersona una sorta di "automa-punk" in lotta col suo stesso strumento. Geniale


25/05 - Giunge al termine questa quinta edizione del Mantova Musica Festival. Edizione dignitosa, ma sicuramente giocata in tono minore, forse un po' dimesso. Qualità tanta, grandissimi nomi forse nessuno. E la gente, si sa, in questi casi risponde poco. Complici anche cinque giorni di pioggia, che non hanno sicuramente aiutato, in questi giorni a Mantova si respirava un'aria ben diversa dalla frenesia dei grandi eventi: pochi addetti ai lavori, i turisti della città d'arte, il consueto passeggio del sabato. Poco felice la scelta di relegare la rassegna degli emergenti a Campo Canoa. Un palco imponente, Paola Maugeri bravissima a condurre e alcuni dei musicisti selezionati davvero bravi - ma gente davvero pochina. Le prime sere poche decine di ragazzi, a dire il vero forse più interessati allo stand della Heineken che ai musicisti sul palco. D'altra parte la scelta di realizzare un evento "giovane", che costringeva a rimanere in piedi o a sedersi sull'erba (bagnata) ha scoraggiato il pubblico più maturo. Il resto l'ha fatto la pioggia, che sabato sera, quando finalmente a Campo Canoa erano presenti alcune centinaia di ragazzi, si è rovesciata in stile diluvio universale costringendo l'organizzazione a interrompere il concerto per ovvi motovi di sicurezza.

La giuria ha però avuto il tempo di ascoltare tutti i concorrenti e ha premiato Pierluigi Colantoni per il miglior testo e Messuria per la miglior esibizione. Il premio Logic, consistente in due giorni di sala di registrazione presso gli studi di Carmelo La Bionda, è stato assegnato a Elisa Amistadi, che si era esibita venerdì sera. Ma l'evento clou del fesival non è stata la rassegna e nemmeno gli incontri con l'autore le presentazioni dei libri o la musica in piazza. La gente - i mantovani - si sono raccolti per la messa rock celebrata sulla Piastra di Lunetta - uno spazio sopraelevato in un quartiere-dormitorio anni '70, casermoni di cemento armato in puro stile edilizia popolare. Qui si sono trovati, non nelle piazze gioiello o nelle aree verdi. A Lunetta, per ascoltare don Ciotti e le sue parole dure e sincere. Senza dubbio un segnale, se è vero che tanta gente sulla piazza di Lunetta non si era mai vista.

Più di mille persone, assicurano gli organizzatori. E noi non li abbiamo contati, ma si era davvero in tanti. Il merito va spartito fra i sacerdoti - Alfredo Rocca, Gino Rigoldi, Luigi Ciotti - e gli artisti che hanno offerto la colonna sonora: Antonella Ruggiero, Raiz, Ardecore, Delmar Brown. Parole, cantate, lette, recitate per un evento sincero e sicuramente molto politico che ha rapito la platea. Scout, anziani, extracomunitari, artisti, disabili e signore in tailleur non hanno perso una sillaba. A Lunetta c'era il mondo in ascolto. Un ritratto amaro della società di oggi, ma anche un'iniezione di fiducia nella gente e nel bene, quella di don Ciotti. "Voi potete strappare tutti i fiori, ma non potete impedire che la primavera ritorni". Questo l'augurio finale tra gli applausi, seguito dalle voci magiche di Antonella Ruggiero e Delmer Brown.

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