| Mantova
Musica Festival |
| Il Mmf
è arrivato alla conclusione
L'evento clou è la messa rock di
don Ciotti
|
Momenti
salienti
del Festival |
| Luca
Barbarossa |
L'intervista- concerto
Racconta e si racconta il
cantautore romano. Stimolato dalle
domande di Ricky Gianco e Giorgia
Fazzini, parla delle sue canzoni,
della sua storia e del suo ultimo
lavoro,
Via delle storie infinite. |
| Massimo
Priviero |
Per un'ora
Piazza Leon Battista Alberti si
è riempita della grinta
del rocker veneto, che si è
presentato in trio acustico, ma
senza perdere un grammo della
sua cifra stilistica. Ha proposto
alcuni suoi brani, la versione
originale di Ciao Amore di Tenco
"una canzone assolutamente
antimilitarista" e alcuni
pezzi tratti dal suo ultimo lavoro
rock
& poems, un'antologia
di tanto del meglio che la musica
a stelle e strisce ci ha lasciato
nel corso degli ultimi 50 anni |
| Kimmo
Pohjonen |
Avete presente la fisarmonica?
Quello strumento che a proprio
voler essere duri evoca atmosfere
combat-folk? Bene, dimenticatela,
perché Kimmo è un
fisarmonicista punk e il suo concerto
- supportato da autocampionamenti
musicali e vocali - è anche
uno spettacolo di mimo, dovel'artista
impersona una sorta di "automa-punk"
in lotta col suo stesso strumento.
Geniale |
|

25/05 - Giunge al
termine questa quinta edizione del
Mantova Musica Festival. Edizione
dignitosa, ma sicuramente giocata
in tono minore, forse un po' dimesso.
Qualità tanta, grandissimi
nomi forse nessuno. E la gente, si
sa, in questi casi risponde poco.
Complici anche cinque giorni di pioggia,
che non hanno sicuramente aiutato,
in questi giorni a Mantova si respirava
un'aria ben diversa dalla frenesia
dei grandi eventi: pochi addetti ai
lavori, i turisti della città
d'arte, il consueto passeggio del
sabato. Poco felice la scelta di relegare
la rassegna degli emergenti a Campo
Canoa. Un palco imponente, Paola Maugeri
bravissima a condurre e alcuni dei
musicisti selezionati davvero bravi
- ma gente davvero pochina. Le prime
sere poche decine di ragazzi, a dire
il vero forse più interessati
allo stand della Heineken che ai musicisti
sul palco. D'altra parte la scelta
di realizzare un evento "giovane",
che costringeva a rimanere in piedi
o a sedersi sull'erba (bagnata) ha
scoraggiato il pubblico più
maturo. Il resto l'ha fatto la pioggia,
che sabato sera, quando finalmente
a Campo Canoa erano presenti alcune
centinaia di ragazzi, si è
rovesciata in stile diluvio universale
costringendo l'organizzazione a interrompere
il concerto per ovvi motovi di sicurezza.
|
 |
La giuria ha però avuto il
tempo di ascoltare tutti i concorrenti
e ha premiato Pierluigi Colantoni
per il miglior testo e Messuria per
la miglior esibizione. Il premio Logic,
consistente in due giorni di sala
di registrazione presso gli studi
di Carmelo La Bionda, è stato
assegnato a Elisa Amistadi, che si
era esibita venerdì sera. Ma
l'evento clou del fesival non è
stata la rassegna e nemmeno gli incontri
con l'autore le presentazioni dei
libri o la musica in piazza. La gente
- i mantovani - si sono raccolti per
la messa rock celebrata sulla Piastra
di Lunetta - uno spazio sopraelevato
in un quartiere-dormitorio anni '70,
casermoni di cemento armato in puro
stile edilizia popolare. Qui si sono
trovati, non nelle piazze gioiello
o nelle aree verdi. A Lunetta, per
ascoltare don Ciotti e le sue parole
dure e sincere. Senza dubbio un segnale,
se è vero che tanta gente sulla
piazza di Lunetta non si era mai vista.
|
Più di mille persone, assicurano
gli organizzatori. E noi non li abbiamo
contati, ma si era davvero in tanti. Il
merito va spartito fra i sacerdoti - Alfredo
Rocca, Gino Rigoldi, Luigi Ciotti - e
gli artisti che hanno offerto la colonna
sonora: Antonella Ruggiero, Raiz, Ardecore,
Delmar Brown. Parole, cantate, lette,
recitate per un evento sincero e sicuramente
molto politico che ha rapito la platea.
Scout, anziani, extracomunitari, artisti,
disabili e signore in tailleur non hanno
perso una sillaba. A Lunetta c'era il
mondo in ascolto. Un ritratto amaro della
società di oggi, ma anche un'iniezione
di fiducia nella gente e nel bene, quella
di don Ciotti. "Voi potete strappare
tutti i fiori, ma non potete impedire
che la primavera ritorni". Questo
l'augurio finale tra gli applausi, seguito
dalle voci magiche di Antonella Ruggiero
e Delmer Brown. |
|
|