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NEWS Maggio 2008

A che gioco giochiamo Mr. De Gregori?

A pochi giorni all'uscita di "Per brevità chiamato artista" suscita polemiche il singolo in download "Celebrazione"

Le ultime tappe
di Francesco
Amore nel pomeriggio
Una pietra miliare
E' bellissimo! Il principe e' tornato e canta per noi! E la notte diventa magica, piena di fascino, come le donne bellissime di Venezia, che "arrivano fin qua". Fotogrammi virati seppia, fonogrammi dalle questure del regime, un filo nero che unisce le piccole vicende degli ultimi gerarchi con le prime luci di "una grande giornata".
Calypsos
La forza dell'amore
"Calypsos" è un disco ispirato, anacronistico, fuori dal tempo: un concept album sull'amore. Una riflessione, alta, ponderata, profonda, impregnata da tutti i fumi della poesia, bagnata da tutte le sottili maree dell'emozione su quella sottile vena di follia che tutti ci tiene
Pezzi
Luci e ombre
"Pezzi" non è un album che convince in toto , non è fatto per piacere completamente. Però ci guadagna alla distanza e ha il pregio di portare all'interno alcuni grandi brani come "Gambadilegno a Parigi", Le lacrime di Nemo", "Parole a memoria". Non è un imperdibile nella discografia del nostro, ma neanche un album che sia possibile gettare agevolmente via. Luci ed ombre.


18/05 - Ancora pochi giorni d'attesa. Venerdì 23 maggio uscirà il nuovo album di Francesco De Gregori che, in 36 anni di carriera ci ha abituato a pause molto ravvicinate tra un disco e l'altro. E' questo infatti il 19esimo disco in studio di Francesco e il 30esimo in assoluto, considerando la pletora dei dischi dal vivo del nostro. "Per brevità chiamato artista" conterrà nove tracce: Per brevità chiamato artista; Finestre; Celebrazione; Volavola; Ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra; L'angelo di Lyon; Carne umana per colazione; L'imperfetto; L'infinito. Ma per ora una è la canzone che si può ascoltare: "Celebrazione" ed è su quella che si appunta l'attenzione. Dice il Deg che è una canzone contro il '68, contro le celebrazioni che ne sono state fatte e che quest'anno, in occasione del quarantesimo stanno toccando il massimo. Tutto qui? De Gregori ci ha abituato a ben altro! Vi ricordate quando Amore nel pomeriggio è stato preceduto da "Il cuoco di Salò"? Apriti cielo! Il Deg si è iscritto al partito dei revisionisti storici! E per giunta si era fatto produrre il brano da quel "fascista di Battiato"! Queste le accuse. Poi uscì il disco e ci si accorse, a puntate, a fatica, poco per volta, che era un album meraviglioso, una pietra miliare non solo nella discografia del nostro, ma della canzone d'autore italiana. E "Il cuoco di Salò" era un grande brano, per quanto manipolato dal "fascista" Battiato

(Battiato, ricordiamo la colpa, era andato a cantare a festival organizzati dalla destra). Anzi, proprio l'arrangiamento di Battiato, quelle trombe epiche, quel piano iniziale sottolinevano ancora più la situazione epica di ragazzi che facevano la guerra e morivano, pur dalla parte sbagliata. E, anche in quelle circostanze, mentre la tragedia era in corso, era indispensabile che ci fosse un cuoco che badasse a cucinare, che si continuassero a curare anche le piccole cose, mentre attorno si faceva la storia. "Celebrazione", si diceva, affronta un altro periodo storico, il 1968, forse altrettanto cardine nel secolo passato. E comunque un periodo che ha toccato la vita di tanti degli ascoltatori dell'artista. Ma (e qui cade l'asino del signor De Gregori) il problema è che si tratta di una cagata di brano. Questo è De Gregori? E' una parodia di De Gregori! Un calco e ricalco fatto pure male. Un brano come potremmo farne dodici, io e voi, mettendoci lì senza impegno una sera a grattugiar chitarre. Ed è buffo che proprio nel brano si ironizzi sulle "canzoni di quattro accordi" e dalla "stupida cantilena".

Gli accordi qui forse sono addirittura tre e il brano è un opaco, opacissimo country rock. Insomma, avremmo gradito che anche nella fase di una critica si usassero argomenti migliori che non il fatto che lui "cantava e sbadigliava in scena". Dettagli: "parlare e lacrimare insieme" è una citazione del Conte Ugolino dalla Divina commedia. Che ci azzecca? Altri dettagli: "parlare di terrorismo e di fotografia" l'errore sta nel terrorismo o nella fotografia? O nel mischiare i due momenti? E tra poesia, architettura e democrazia dove sta l'errore? Non è sintomo di ricchezza? Forse si salva nel finale quel richiamo a Nanni Moretti: "Mi ci volevano inchiodare / ai loro anni ciechi e sordi / ai loro amori raccontati male" ricorda da vicino il "Voi gridavate cose orrende e violentissime e voi siete imbruttiti. Io gridavo cose giuste e ora sono uno splendido quarantenne" (Caro Diario). De Gregori ha ben più di 40 anni. Aspettiamo per vedere se ha qualcosa da dire.

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"Celebrazione"
di Francesco De Gregori

Ci sono posti dove sono stato
Posti dove non tornare
Isole di madreperla
O tropici nel temporale
O certe stanche stanze
dove discutono di poesia
di architettura o di democrazia
Ascoltami
Parlare e lacrimare insieme
Amare e lacrimare insieme.

Ci sono posti dove sono stato
Come una casa o una stazione
Dove la vita ha fatto bingo
Tra una ferita e una mutilazione
e dove portano quelle scale?
Ma tu davvero lo fuori vedere?
Chi vuole scendere scenda pure
Ma chi c’è stato non ne vuole più sapere

Ci sono posti dove sono stato
dove il Piave mormorava
E la sinistra era paralizzata
la destra lavorava
In certe stanche stanze
dove discutono di psichiatria
di terrorismo e di fotografia
Ascoltami
Parlare e razzolare insieme
Amare e razzolare insieme

Ci sono posti dove sono stato
Mi ci volevano inchiodare
ai loro anni ciechi e sordi
ai loro amori raccontati male
a una canzone di quattro accordi
ad una stupida cantilena
Ma tu davvero non te lo ricordi
quando cantavi e sbadigliavi in scena




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