| A
che gioco giochiamo Mr. De Gregori? |
| A pochi giorni all'uscita
di "Per brevità chiamato artista" suscita
polemiche il singolo in download "Celebrazione"
|
Le ultime tappe
di Francesco |
| Amore nel pomeriggio |
Una pietra miliare
E' bellissimo! Il principe e' tornato e canta per noi!
E la notte diventa magica, piena di fascino, come le donne
bellissime di Venezia, che "arrivano fin qua".
Fotogrammi virati seppia, fonogrammi dalle questure del
regime, un filo nero che unisce le piccole vicende degli
ultimi gerarchi con le prime luci di "una grande
giornata". |
| Calypsos |
La forza dell'amore "Calypsos"
è un disco ispirato, anacronistico, fuori dal tempo:
un concept album sull'amore. Una riflessione, alta, ponderata,
profonda, impregnata da tutti i fumi della poesia, bagnata
da tutte le sottili maree dell'emozione su quella sottile
vena di follia che tutti ci tiene |
| Pezzi |
Luci e ombre
"Pezzi" non è un album che convince in
toto , non è fatto per piacere completamente. Però
ci guadagna alla distanza e ha il pregio di portare all'interno
alcuni grandi brani come "Gambadilegno a Parigi",
Le lacrime di Nemo", "Parole a memoria".
Non è un imperdibile nella discografia del
nostro, ma neanche un album che sia possibile gettare
agevolmente via. Luci ed ombre. |
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18/05 - Ancora pochi giorni d'attesa. Venerdì
23 maggio uscirà il nuovo album di Francesco De Gregori
che, in 36 anni di carriera ci ha abituato a pause molto
ravvicinate tra un disco e l'altro. E' questo infatti il
19esimo disco in studio di Francesco e il 30esimo in assoluto,
considerando la pletora dei dischi dal vivo del nostro.
"Per brevità chiamato artista"
conterrà nove tracce: Per brevità chiamato
artista; Finestre; Celebrazione; Volavola; Ogni giorno di
pioggia che Dio manda in terra; L'angelo di Lyon; Carne
umana per colazione; L'imperfetto; L'infinito. Ma per
ora una è la canzone che si può ascoltare:
"Celebrazione" ed è
su quella che si appunta l'attenzione. Dice il Deg che è
una canzone contro il '68, contro le celebrazioni che ne
sono state fatte e che quest'anno, in occasione del quarantesimo
stanno toccando il massimo. Tutto qui? De Gregori ci ha
abituato a ben altro! Vi ricordate quando Amore
nel pomeriggio è stato preceduto da "Il
cuoco di Salò"? Apriti cielo!
Il Deg si è iscritto al partito dei revisionisti
storici! E per giunta si era fatto produrre il brano da
quel "fascista di Battiato"! Queste le accuse.
Poi uscì il disco e ci si accorse, a puntate, a fatica,
poco per volta, che era un album meraviglioso, una pietra
miliare non solo nella discografia del nostro, ma della
canzone d'autore italiana. E "Il cuoco
di Salò" era un grande brano,
per quanto manipolato dal "fascista" Battiato
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(Battiato, ricordiamo la colpa, era andato a cantare a
festival organizzati dalla destra). Anzi, proprio l'arrangiamento
di Battiato, quelle trombe epiche, quel piano iniziale sottolinevano
ancora più la situazione epica di ragazzi che facevano
la guerra e morivano, pur dalla parte sbagliata. E, anche
in quelle circostanze, mentre la tragedia era in corso,
era indispensabile che ci fosse un cuoco che badasse a cucinare,
che si continuassero a curare anche le piccole cose, mentre
attorno si faceva la storia. "Celebrazione",
si diceva, affronta un altro periodo storico, il 1968, forse
altrettanto cardine nel secolo passato. E comunque un periodo
che ha toccato la vita di tanti degli ascoltatori dell'artista.
Ma (e qui cade l'asino del signor De Gregori) il problema
è che si tratta di una cagata di brano. Questo è
De Gregori? E' una parodia di De Gregori! Un calco e ricalco
fatto pure male. Un brano come potremmo farne dodici, io
e voi, mettendoci lì senza impegno una sera a grattugiar
chitarre. Ed è buffo che proprio nel brano si ironizzi
sulle "canzoni di quattro accordi" e
dalla "stupida cantilena".
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Gli accordi qui
forse sono addirittura tre e il brano è un opaco, opacissimo
country rock. Insomma, avremmo gradito che anche nella fase
di una critica si usassero argomenti migliori che non il fatto
che lui "cantava e sbadigliava in scena".
Dettagli: "parlare e lacrimare insieme" è
una citazione del Conte Ugolino dalla Divina commedia. Che
ci azzecca? Altri dettagli: "parlare di terrorismo
e di fotografia" l'errore sta nel terrorismo o nella
fotografia? O nel mischiare i due momenti? E tra poesia, architettura
e democrazia dove sta l'errore? Non è sintomo di ricchezza?
Forse si salva nel finale quel richiamo a Nanni Moretti: "Mi
ci volevano inchiodare / ai loro anni ciechi e sordi / ai
loro amori raccontati male" ricorda da vicino il
"Voi gridavate cose orrende e violentissime e voi
siete imbruttiti. Io gridavo cose giuste e ora sono uno splendido
quarantenne" (Caro Diario). De Gregori ha ben più
di 40 anni. Aspettiamo per vedere se ha qualcosa da dire. |
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