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NEWS maggio 2008

04/05 - Il 23 maggio arriva "Per brevità chiamato artista", il nuovo disco di Francesco de Gregori. On line anche un nuovo sito e una pagina ufficiale su My Space - A due anni dall'uscita di Calypsos, arriva il nuovo disco di inediti del cantautore romano, "Per brevità chiamato artista". Il lavoro, il cui titolo ha un evidente riferimento alla dicitura usata nei contratti discografici, uscirà per Caravan/Sony e conterrà nove tracce: Per brevità chiamato artista; Finestre; Celebrazione; Volavola; Ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra; L'angelo di Lyon; Carne umana per colazione; L'imperfetto; L'infinito. Alcuni dei brani sono già stati anticipati da De Gregori dirante il suo recente tour. Tutte le canzoni sono di De Gregori, eccetto L'angelo di Lyon, un pezzo di Tom Russel e Steve Young tradotto da Luigi Grechi e già presente in un suo album. E' la seconda volta, dopo Il Bandito e il Campione, che Francesco canta un pezzo del fratello.

Nel disco hanno suonato Alessandro Arianti (pianoforte, hammond, fisarmonica, melodica, clarinetto, tastiere), Lucio Bardi (chitarre, banjo, mandolino, scacciapensieri), Paolo Giovenchi (chitarre e dobro), Giudo Guglielminetti (basso e contrabbasso elettrico), Stefano Parenti (batteria e percussioni), Alessandro Valle (Pedal steel guitar, dobro, mandolino, autoarpa), Elena Cirillo (violino e cori), Chiara Quaglia (voce solista), Antonella de Grossi e Cristiana Polegri (cori). Gli archi sono scritti e arrangiati da Guido Guglielminetti e diretti da Maurizio Sparagna.

Il lavoro è sato registrato e missato da Gianmario Lussana, è prodotto da Guido Guglielminetti e dallo stesso Francesco De Gregori.

Il Principe, inoltre, sta attraversando un periodo di spiccata comunicatività, tanto che non solo tollera i fan che cantano ai concerti - ma addirittura li dirige con benevolenza - e ha aperto una pagina su my space e un vero e proprio sito ufficiale dedicato al suo nuovo progetto, www.francescodegregori.net, dove offre i video di due canzoni, la title-track e Finestre Rotte. La prima è una sorta di autobiografia dai toni malinconici; la seconda una country ballad alla Dylan, da sempre uno dei punti di riferimento di Francesco.

Nel sito ci sono poi una ricca galleria fotografica e un'intervista, nella quale De Gregori spiega il perché del titolo, dichara che gli interessava "mettere al centro del lavoro la parola arte nel senso romantico del termine... qualcosa che intende consapevolmente lasciare un segno poetico e intellettuale" e termina dicendo di poter definire l'album "un'autobiografia fantasticata".

Decisamente antipatica la sezione info, nella quale si fa presente che De Gregori "per la prima volta apre una finestra sul suo panorama artistico offrendo al suo pubblico un canale diretto e ufficiale" - e fin qui niente di male, poi si specifica che "è espressamente vietato ogni tipo di produzione o prelievo anche parziale senza autorizzazione". E vada anche quello, peccato che non ci sia traccia di indirizzo mail o altro dove poterla chiedere, questa autorizzazione...

Incorreremo nelle principesche ire per aver riportato queste righe? Chissà... (lc)

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