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NEWS Aprile 2008

Il grande soul irlandese

Van Morrison, classe 1945, torna agli Arcimboldi
Due concerti consecutivi come unica tappa italiana

Gli imperdibili
di Van-the-man
Astral weeks
Una pietra miliare
Il rock ha sempre proceduto per scalini. Uno di questi è Astral weeks, un album dove il rock, il folk e lo spirito liberatario del jazz si fondono in 8 brani che paiono i movimenti di un’unica suite.
Into the music
Il potere della canzone
Un disco del 1979 che potrebbe sembrare scritto adesso. Una collezione di grandi canzoni: da Bright side of the road alla lunga e taumaturgica And the healing has begun.
The healing game
L’album del ritorno
Album del 1997 che non è forse un vertice assoluto della sua produzione, ma una sorta di ritorno dopo alcune prove opache. Sta a Morrison come Blood on tracks a Dylan.


10/04 - Nel 1964, ossia 44 anni fa, Van Morrison era già leader del Them, una delle migliori band del proto-beat, diventata famosa per un hit immortale come Gloria, che ancora adesso l’irlandese volante tiene in repertorio. Da allora sono passati 37 album più un numero imprecisato di raccolte, dischi dal vivo e collaborazioni di prestigio e Ivan George Morrison di Belfast è ancora sulle scene con il piglio del protagonista assoluto. Cantante di bravura assoluta, dotato di un soul, un’anima che pochi possono cantare, in grado di atterrirti e sollevarti in cielo con la sua voce profonda, a volte ben scandita ed altre rotolante in oscuri borbottii, Van Morrison si caratterizza per il cattivo carattere, che gli fa evitare come fumo negli occhi i giornalisti, ma che traspare ampiamente anche sul palco, dove le concessioni allo spettacolo sono davvero minime, e per la valenza di

polistrumentista; chitarra, armonica, tastiere e sassofono sono le sue "armi". Agli Arcimboldi di Milano l’irlandese arriva per gli unici suoi concerti italiani del 2008 (oggi e domani), sull’onda dell’album appena pubblicato, Keep it simple, che si è arrampicato fino al decimo posto nella classifiche americane. Dai grandi fasti del beat Van Morrison ha cambiato successivamente tutta una serie di pelli diverse, trasformandosi nel mistico sognatore di Astral weeks e di Moondance, a fine anni ‘60, nel cantore in odore di New age di No

Guru, No Method, No Teacher del 1986, per riscoprire poi la musica irlandese coi Chieftains, il jazz con Georgie Fame, grande compagno di avventure, lo skiffle, il country americano. Questo complesso caleidoscopio musicale troverà espressione nei concerti di Milano, tra brani immortali come Brown eyed girl, la già citata Gloria, Sweet thing, Madame George, Please don’t go. Quante di queste troveranno spazio in scaletta? Dipende dalle scelte umorali dell’uomo in nero.

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