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Il
68 sbarca al Piccolo di Milano |
Il libro
di Mario Capanna, Formidabili quegli anni,
in versione teatrale grazie alla drammaturgia
e all’interpretazione di Giulio Casale
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| Giulio
Casale |
“Formidabili
quegli anni” va in
scena come rappresentazione unica
questa sera al Teatro Strehler.
«Ma la stagione 2008/09
- specifica Giulio Casale - vivrà
questo spettacolo in tutti i teatri
italiani. In realtà anche
per maggio sono in corso trattative
con diverse piazze, tra cui Roma.
Per la stagione successiva, invece,
spero di essere in tournèe
col mio teatro-canzone. Quello
scritto da me, oltre che interpretato.
Dato che il 68 genera un ventaglio
di posizioni il gap generazionale
può essere un vantaggio,
ma se io non mi sentissi trasportato
da quegli ideali di passione civile
- continua Casale, autore della
drammaturgia e interprete, nato
nel 1971 - forse non l’avrei
fatto. Credo che uno dei mali
più gravi della nostra
epoca sia proprio la totale mancanza
dell’utopia che invece,
in quel momento, pervadeva le
coscienze. Con gli eccessi e tutto
quello che uno può dire,
però questa spinta fortissima
verso il futuro c’era. Oggi
la mia generazione, e ancora di
più quelle più giovani,
mi sembrano totalmente spente.
Questa è la cosa preziosa,
se non vogliamo dire il valore,
da mettere in luce». |
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07/04 -
Mario Capanna e il 68. Anche
se odia rievocazioni, celebrazioni
(«Che parola infame!»)
e amarcord, l’ex leader del
Movimento studentesco in occasione
dei 40 anni di anniversario della
contestazione è destinato a
essere coinvolto spesso. Questa sera
il motivo è eminentemente artistico:
con inizio alle ore 21 al Teatro Strehler
di largo Greppi, Giulio Casale metterà
in scena una lettura drammaturgica
di Formidabili quegli anni, il libro
di Mario Capanna, pubblicato per la
prima volta nel 1988 e ripubblicato
di recente da Garzanti. «Rileggendo
il testo - dice Paolo Del Bon della
Fondazione Gaber, a cui si deve l’idea
iniziale - ho pensato “Ma caspita
qui c’è già una
trattazione teatrale. Sono testi rappresentabili
così come sono stati scritti!”
E l’ho detto a Mario, che inizialmente
nicchiava. Ovviamente bisognava pensarlo
come può essere uno spettacolo
di teatro-canzone, quindi con l’inserimento
di canzoni
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specifiche e con musiche, secondo
quella che è stata la mia esperienza
con Giorgio Gaber del teatro di evocazione.
Abbiamo attinto anche a brani di Lettera
a mio figlio sul 68 e dal recente Il 68
al futuro». Giulio Casale ha risolto
l’equazione e lo spettacolo di questa
sera si annuncia |
come
una piccola perla, non solo per nostalgici.
Canzoni d’epoca, ma anche precedenti,
di Jacques Brel, Boris Vian, Luigi Tenco,
Fabrizio De André e Francesco Guccini,
eseguite dal vivo da Carlo Cialdo Capelli,
forniranno l’opportuna colonna sonora.
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