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NEWS Febbraio 2008

Tempi Grammy per Amy
Winehouse ottiene cinque premi su sei ma non il più prestigioso, quello riservato al disco dell’anno
I vincitori
della 50esima edizione
(la lista completa su www.grammy.com)
Album dell’anno
River: The Joni letters, Herbie Hancock
Registrazione dell’anno
Rehab, Amy Winehouse
Canzone dell’anno
Rehab, Amy Winehouse
Artista rivelazione
Amy Winehouse
Miglior performance vocale pop femminile
Rehab, Amy Winehouse
Miglior performance vocale pop maschile
What goes around..., Justin Timberlake
Miglior album pop vocale
Back to black,
Amy Winehouse
Miglior album rock
Echoes, silence,
patience, grace,
Foo fighters
Miglior album r&b
Funk this, Chaka Khan
Miglior album rap
Graduation, Kanye West
Miglior album pop strumentale
The mix-up, Beastie boys
Miglior album pop vocale tradizionale
Call me irresponsable, Michael Bublé
Miglior canzone rock
Radio Nowhere,
Bruce Springsteen
(dall’album Magic)
Miglior album musica alternativa
Icky thump, The white stripes
Miglior duetto Pop
Gone Gone Gone, R. Plant & A. Krauss
11/02 - Collegata via satellite da un club di Londra – tra lacrime e abbracci con mamma e papà – Amy Winehouse ha dominato la 50° edizione dei Grammy Awards, gli Oscar della musica consegnati ieri sera a Los Angeles. Amy ha vinto cinque statuette (ma non quella per il miglior disco, finita a Herbie Hancock) e ha cantato in diretta Rehab (in italiano: Riabilitazione) e You know I’m no good (Sai che non sono brava). Due canzoni in qualche modo autobiografiche, visto che la tormentata 24enne inglese è appena uscita da un centro di riabilitazione e non ha potuto andare ai Grammy proprio perché le autorità americane le avevano ritirato il visto a causa dei suoi problemi di droga. Amy non è sembrata al massimo della forma, ma ha portato a termine la sua performance, cosa che negli ultimi concerti non sempre le era riuscita. Ha dedicato i premi «al mio Blake in carcere» (il fidanzato detenuto per rissa) e ha ricordato che «Camden Town sta bruciando» (riferendosi a una delle zone più belle di Londra, colpita sabato
da un incendio). Oltre all’esibizione di Amy Winehouse, altri grandi momenti della serata sono stati i duetti: Andrea Bocelli con Josh Groban, Tina Turner con Beyoncé, e Alicia Keys in virtuale con Frank Sinatra. Grande soddisfazione di Herbie Hancock per il premio raggiunto con River: the Joni letters, il disco tributo a Joni Mitchell: «Sono 43 anni che questo premio non andava a un artista jazz.
È un nuovo giorno per la musica». Nessun volto nuovo e poca fantasia negli altri premi della serata: premiato per l’ennesia volta Bruce Springsteen, come cantante e autore rock. Scontati i premi ai White Stripes, Michel Bublé. i Beastie Boys, Justin Timberlake, i Maroon 5 e i Chemical Brothers. Forse un più di fantasia nel premiare il duetto tra Robert Plant e Alison Krauss o il rock dei Foo Fighters.
Standing ovation per Andrea Bocelli
In duetto con Josh Groban, ‘Stasera canto per Luciano’
Una standing ovation per Andrea Bocelli, l'unico artista italiano che ha partecipato ai Grammy Awards di Los Angeles. L'evento si è svolto all'insegna dei festeggiamenti dei cinquant'anni della manifestazione a cui Bocelli ha reso omaggio interpretando il brano The Prayer in duetto con Josh Groban emozionando il pubblico che ha risposto con un'entusiasta standing ovation. Prima dell'esibizione Bocelli ha ricordato Luciano Pavarotti: 'Sono qui stasera per onorare la memoria di uno dei più grandi artisti del nostro tempo – ha detto Bocelli - Luciano Pavarotti ha regalato al mondo emozioni e momenti indimenticabili. Non è più con noi, ma la sua voce e la sua generosità resteranno nei nostri cuori. Stasera canto per Luciano.'
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