| Tempi
Grammy per Amy |
Winehouse ottiene cinque
premi su sei ma non il più prestigioso, quello riservato
al disco dell’anno  |
I vincitori
della 50esima edizione |
| (la lista completa su www.grammy.com)
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Album dell’anno
River: The Joni letters, Herbie Hancock |
Registrazione dell’anno
Rehab, Amy Winehouse |
Canzone dell’anno
Rehab, Amy Winehouse |
Artista rivelazione
Amy Winehouse |
Miglior performance vocale pop
femminile
Rehab, Amy Winehouse |
Miglior performance vocale pop
maschile
What goes around..., Justin Timberlake |
Miglior album pop vocale
Back to black,
Amy Winehouse |
Miglior album rock
Echoes, silence,
patience, grace,
Foo fighters |
Miglior album r&b
Funk this, Chaka Khan |
Miglior album rap
Graduation, Kanye West |
Miglior album pop strumentale
The mix-up, Beastie boys |
Miglior album pop vocale tradizionale
Call me irresponsable, Michael Bublé |
Miglior canzone rock
Radio Nowhere,
Bruce Springsteen
(dall’album Magic) |
Miglior album musica alternativa
Icky thump, The white stripes |
Miglior duetto Pop
Gone Gone Gone, R. Plant & A. Krauss |
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11/02 - Collegata via satellite da un club
di Londra – tra lacrime e abbracci con mamma e papà
– Amy Winehouse ha dominato la 50° edizione dei
Grammy Awards, gli Oscar della musica consegnati ieri sera
a Los Angeles. Amy ha vinto cinque statuette (ma non quella
per il miglior disco, finita a Herbie Hancock) e ha cantato
in diretta Rehab (in italiano: Riabilitazione) e You know
I’m no good (Sai che non sono brava). Due canzoni in
qualche modo autobiografiche, visto che la tormentata 24enne
inglese è appena uscita da un centro di riabilitazione
e non ha potuto andare ai Grammy proprio perché le
autorità americane le avevano ritirato il visto a causa
dei suoi problemi di droga. Amy non è sembrata al massimo
della forma, ma ha portato a termine la sua performance, cosa
che negli ultimi concerti non sempre le era riuscita. Ha dedicato
i premi «al mio Blake in carcere» (il fidanzato
detenuto per rissa) e ha ricordato che «Camden Town
sta bruciando» (riferendosi a una delle zone più
belle di Londra, colpita sabato
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da un
incendio). Oltre all’esibizione di Amy Winehouse, altri
grandi momenti della serata sono stati i duetti: Andrea Bocelli
con Josh Groban, Tina Turner con Beyoncé, e Alicia Keys
in virtuale con Frank Sinatra. Grande soddisfazione di Herbie
Hancock per il premio raggiunto con River: the Joni letters,
il disco tributo a Joni Mitchell: «Sono 43 anni che questo
premio non andava a un artista jazz.
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È
un nuovo giorno per la musica». Nessun volto nuovo e poca
fantasia negli altri premi della serata: premiato per l’ennesia
volta Bruce Springsteen, come cantante e autore rock. Scontati
i premi ai White Stripes, Michel Bublé. i Beastie Boys,
Justin Timberlake, i Maroon 5 e i Chemical Brothers. Forse un
più di fantasia nel premiare il duetto tra Robert Plant
e Alison Krauss o il rock dei Foo Fighters.
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| Standing
ovation per Andrea Bocelli
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In duetto con Josh
Groban, ‘Stasera canto per Luciano’
Una standing ovation per Andrea Bocelli, l'unico artista
italiano che ha partecipato ai Grammy Awards di Los Angeles.
L'evento si è svolto all'insegna dei festeggiamenti dei
cinquant'anni della manifestazione a cui Bocelli ha reso omaggio
interpretando il brano The Prayer
in duetto con Josh Groban emozionando il pubblico
che ha risposto con un'entusiasta standing ovation. Prima dell'esibizione
Bocelli ha ricordato Luciano Pavarotti: 'Sono qui stasera
per onorare la memoria di uno dei più grandi artisti
del nostro tempo – ha detto Bocelli - Luciano
Pavarotti ha regalato al mondo emozioni e momenti indimenticabili.
Non è più con noi, ma la sua voce e la sua generosità
resteranno nei nostri cuori. Stasera canto per Luciano.' |
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