Conversazioni
con Lilli Greco, su trent'anni di storia
della musica italiana con partecipazioni straordinarie
di
Giorgio Maimone
Uno
di quei bei libroni grandi che dà soddisfazione tenere
in mano. Uno di quei bei libroni per leggere i quali ci vuole
molto tempo davanti. Sono 350 pagine di grande formato, ricche
di immagini ma anche di testimonianze. Un lavoro che deve
essere costato parecchia fatica e parecchio tempo all'autore
e curatore Maurizio Becker: dall'idea alla realizzazione tre
anni di lavoro, come spiega nell'introduzione. Anche perché
quello che sembra un libro di agiografia aziendale (la Rca,
ora come quasi tutte le case discrografiche inglobata nella
Sony) è in realtà un'agiografia personale, tutta
rivolta alla figura di Lilli Greco, celebre nel mondo della
canzone d'autore per la frase di Francesco De Gregori: "Lilli
Greco non capisce / ma che iddio lo benedica / tra un bicchiere
e una bistecca mi diverte" ("Marianna al bivio"
da "Alice non lo sa").
E chi è Lilli Greco e perché merita
un libro di 350 pagine king size? Lilli è stato uno
dei produttori principi della Rca negli anni in cui la casa
discografica americana, o meglio la sua filiale romana, era
al centro della politica culturale italiana, in particolare
per quanto riguarda i cantautori. Da lì sono passati
in tanti: se la storia del cantautorato italiano muove i primi
passi (quelli storici) da Milano con Nanni Ricordi che era
riuscito a conoscere il talento di Gino Paoli, Luigi Tenco,
Giorgio Gaber, Bruno Lauzi, Fabrizio De André, i passi
successivi, ossia la seconda ondata dei cantautori, viene
fuori da Roma, dalla Rca, dalla triade Micocci, Melis, Lilli
Greco, rispettivamente dierettore artistico, big boss e produttore
della Rca. Vogliamo fare dei nomi? Paolo Conte, Lucio Dalla,
Piero Ciampi, Francesco De Gregori, Antonello Venditti.
Ma non sono i soli. Tra le "grinfie" di Lilli Greco
sono passati anche Gianni Morandi, Patty Pravo, Gabriella
Ferri, gli Avion Travel, Nada, Gianni Meccia (il cantautore
per cui venne coniato il termine "cantautore"),
Edoardo Vianello Rita Pavone, i Rokes, Jenny Sorrenti, Angelo
Branduardi e persino, per un breve periodo, ma quello culminato
nel successo di "Vengo anch'io, no tu no"
Enzo Jannacci.
E allora, diciamocelo subito, il personaggio che viene fuori,
Lilli Greco così come lui stesso si racconta e come
viene fuori dai racconti degli artisti e dei collaboratori
a vario livello, è un personaggio tutt'altro che simpatico.
Presuntuoso, umorale, assolutamente sicuro delle sue idee
e poco disposto ad ascoltare quelle degli altri, sempre sicuro
di essere nel giusto e con idee musicali ispirate a una formazione
classicheggiante. DIce di lui Vincenzo Micocci (il Vincenzo
che Fortis avrebbe volentieri ammazzato: "Vincenzo, io
ti ammazzerò") che Lilli Greco "sbagliava
le gomme" agli artisti che produceva. "in fin dei
conti - dice Micocci - non credo che Greco abbia la ntaura
dei discografico: gli sfugge quel punto delicatissimo che
è il contatto con il mercato".
La lettura quindi del maxi-volume diventa tanto più
importante quanto più si lascia Lilli Greco dietro
le quinte e in questo la scrittura e l'importazione del volume
da parte di Becker aiuta. Ogni pezzo delle memorie di Lilli
Greco è affrontata per temi coerenti, magari approfondendo
un'artista o una canzone e, a fianco, come incastonata nel
testo, ma differenziata da un fondino di un colore diverso
c'è sempre l'intervista di un'artista o di un tecnico
o collaboratore della Rca che racconta la sua versione dei
fatti. E queste interviste, che rappresentano un po' il controcanto
alle elucubrazioni di Lilli sono la parte vincente del libro,
quelle che ne fanno una sorta di "Imperdibile" per
chi voglia percorrere la storia della musica d'autore e italiana
in genere dagli anni sessanta al duemila.
A livello diverso intervengono Paolo Conte con una prefazione
di suo pugno, Vincenzo Micocci, Venditti, Meccia, Jimmy Fontana,
Sergio Bardotti, Francesco De Gregori, Edoardo Vianello, Luis
Bacalov, Lina Wertmuller, Franco Migliacci, Patty Pravo, Gianni
Morandi, Armano Trovajoli, Ennio Morricone, gli Avion Travel
e Mario Castelnuovo. Molto piacevoli anche i titoli dei capitoli
che vanno da: "Magic moments in via Tuburtina" a
"E morricone soffiò", da "Duello in
sala A" a "In provino veritas" e terminano
con "Il disco è finito"
Di particolare interesse i due capitoli dedicati a Patty Pravo,
il cui destino si è più volte mischiato con
quello di Lilli Greco. Il primo è "Sconcerto per
Patty" e si riferisce a un bizzarro episodio che, in
un certo senso, è coinciso con uno dei cambi pelle
di Patty Pravo, quello che da ragazza del Piper la trasformò
in signora della musica italiana. Il disco era "Concerto
per Patty" e proponeva nello spazio di un Lp, un brano
di 12 minuti e 20", inciso con un'orchestra di 80 elementi
che fu uninsucceso clamoroso. Secondo capitolo dedicato a
Patty è "Duello in sala A" e si riferisce
a cinque anni dopo. Per un lustro le strade professionali
di Lilli Greco e Patty Pravo non si erano più mischiate
dopo l'insuccesso precedentemente descritto. Siamo a tempi
di "Pazza idea" che Patty afferma di avere inventato
in proprio e Lilli racconta in maniera differente. I due però
lavorano come separati in casa: Lilli fa le basi prima e chiama
Patty solo per cantare, a lavoro finito. Clima molto teso,
ma ancora più teso nel 1988 ai tempi di "Pigramente
signora", dal clima teso si era passati ai dispetti.
Buffo che Patty, in un'intervista a fianco, ricordi molto
pacatamente il periodo e non pretenda rivincite di sorta.
Molto più signora.
Di grandissimo livello la parte iconografica che comprene,
nonostante le ifficoltà di reperimento e la mancanza
di aiuto da parte della Rca, molte copertine d'epoca e fotografie
originali e in buona parte inedite, anche di momenti "dietro
le quinte" dell'epopea Rca: da Lucio Dalla che canta
in mutande, allo stesso Dalla e a Baglioni con gli occhiali
in campo per giocare a pallone a Melis e Paul Anka che giocano
a tennis insieme, a Dino e Oscar Prudente in posa su una pista
da bowling (entrambi mancini). Da incorniciare infine una
dichiarazione di Lilli Greco (in fondo è il suo libro!):
"Per me Batsti incarna la decadenza della musica leggera
italiana. E' da allora che in Italia non si fanno più
canzoni". Transeat.
C'era
una volta la Rca (Conversazioni con Lilli Greco)
Maurizio Becker
Coniglio Editore - 2007 (finito di stampare nel mese di settembre)
352 pagine - € 48,00
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