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"Edoardo Bennato. Così è se vi pare" di Aldo Foglia


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"Tutta la verità, solo la verità, niente altro che la verità raccontata da Aldo Foglia, uno degli amici i infanzia del cortile di Bagnoli". Questo è quanto promette, spero con un briciolo di autoironia, lo strillo di copertina. La narrazione però prosegue con fatica, senza scegliere adeguatamente su quale pedale puntare e restando molto spesso sospesa a metà strada. Per essere il primo libro che parla di Edoardo Bennato era forse normale attendersi qualche cosa in più.

Innanzitutto sotto il profilo dell'apparato critico. Ora che un libro sia scritto da un tuo amico d'infanzia, peraltro facente parte del giro del management dell'artista, non è garanzia di imparzialità, ma sarebbe onestà critica ospitare almeno parte delle ragioni della "parte avversa". Eh sì, perché il clima che si respira, dall'inizio alla fine nel libro è che vi sia stata una congiura cosmica contro Edoardo, fin dai tempi del faticato esordio, quella che normalmente si chiama gavetta, che Bennato ha fatto prima a Roma e poi alla corte di Lucio Battisti a Milano, riuscendo a portare a casa solo due 45 giri, smarriti tra le passioni dei collezionisti di memorabilia.

Dopo un primo album, "Non farti cadere le braccia", bello ma sfortunato e non notato quasi da nessuno, c'è stato il successo. Grande, strepitoso, incontrastato. Un successo che è partito da una piccola cerchia ai tempi di "Arrivano i buoni" per arrivare ai grandi numeri della trilogia favolistica: "Burattino senza fili", "Sono solo canzonette" ed "E' arrivato un bastimento" (già in fase calante). Poi siamo entrati nel porto delle nebbie da cui Edoardo Bennato è riuscito a uscire a sprazzi, ma senza mai ritornare alla celebrità incontrastata, fino a questi "stramaledetti anni zero" in cui il suo nome rischia di essere dimenticato, nonostante il cantautore si senta e si ritenga in servizio permanente e effettivo da rockstar.

Il libro ripercorre tutti gli anni dell'attività di cantautore di Edoardo, dai difficili inizi, da "figlio del popolo" a Bagnoli, fino ai concerti a San Siro (pare che Edoardo sia stato il primo italiano a fare i grandi numeri nello stadio di Milano) o all'estero. Ma cosa sia veramente successo in questi anni non bisogna cercarlo sul libro che si intorcina in una serie di pallide geremiadi sulle occasioni mancate, sui dischi non ascoltati, sulle radio nemiche, sulle case discografiche deficienti, sugli organizzatori di concerti farabutti. E la maggior parte dei farabutti, guarda caso, sta a sinistra. Esattamente nel bacino di utenza in cui Edoardo Bennato pescava negli anni d'oro e, prima ancora, ai tempi del debutto.

Edoardo era un compagno? Non lo so. Non si capisce e dal libro proprio non si può dire. Ma di sicuro lavoravo molto con quell'area (la sinistra extraparlamentare), ma anche con la sinistra "ufficiale" del Partito Comunista. Nonostante le sue lamentele Edoardo ne ha perse ben poche di Feste dell'Unità. Eppure il personaggio è controverso e il libro non fa nulla per chiarire il suo percorso. Ne parla come di un incazzoso, uno difficile da prendere, uno "tossico" anche per i suoi stessi amici.

Le passioni vere? Per Bennato pare che siano state soprattutto le donne ("LE RAGAZZE!!!" come scrive Aldo Foglia) e in secondo luogo il pallone, il calcio, non come fenomeno esibito, come tifo, ma come calcio giocato, con gli amici e non in pubblico. Nonostante i numerosi inviti infatti Edo non ha mai fatto parte della Nazionale cantanti di Gianni Morandi. Sulle ragazze non saprei che dire (se non che "fanno grandi sogni"), ma il primo disco d'amore Bennato lo ha messo insieme solo nel 1995.

Altre informazioni utili? Bennato non ha mai tradito gli amici (nè gli amici lui), ma da tutti gli altri ha raccolto solo delusioni. Il giro dei musicisti napoletani gli è sempre stato vicino (da Bob Fixx a James Senese, dal fratello Eugenio e tutta la Nuova compagnia di Canto popolare a Tony Esposito). Con Tony Edo aveva in comune l'avversione per il fumo (sigarette) e anche per qualsiasi tipo di droga (leggera o pesante), nonché l'amore per "LE RAGAZZE!!!". Ma i gossip sulla vita privata del nostro cantautore si fermano qui. Nessun nome di donna, nessuna storia raccontata, nessun matrimonio, nessun figlio. Unico dettaglio concesso l'amicizia con Fabrizio De André (c'è anche una foto di loro due), ma ormai Fabrizio è un santino buono per tutti gli usi.

Insomma, un libro sostanzialmente modesto, scritto in modo sciatto e poco personale che poco aggiunge alla conoscenza del musicista. Agiografico quanto basti per dare fastidio e per niente critico. Mai! Possibile che Bennato non abbia sbagliato nemmeno un disco? Possibile che non abbia mai avuto un calo di ispirazione? Possibile che non ci siano brani che lui stesso ritiene minori? Tutto questo sul libro di Aldo Foglia non c'è. Occasione perduta. Aspettiamo che qualcun altro abbia voglia di scriverlo un libro su Edoardo Bennato. Lo leggeremo con piacere.

Edoardo Bennato. Così è se vi pare
Aldo Foglia

Baldini Dalai Castoldi - 2008
(finito di stampare nel giugno 2008)
208 pagine - € 16,50
Nelle librerie


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Ultimo aggiornamento: 06-08-2008
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