Tutta
la verità su Bennato? Agiografico
di
Giorgio Maimone
"Tutta
la verità, solo la verità, niente altro che
la verità raccontata da Aldo Foglia, uno degli amici
i infanzia del cortile di Bagnoli". Questo è quanto
promette, spero con un briciolo di autoironia, lo strillo
di copertina. La narrazione però prosegue con fatica,
senza scegliere adeguatamente su quale pedale puntare e restando
molto spesso sospesa a metà strada. Per essere il primo
libro che parla di Edoardo Bennato era forse normale attendersi
qualche cosa in più.
Innanzitutto sotto il profilo dell'apparato critico.
Ora che un libro sia scritto da un tuo amico d'infanzia, peraltro
facente parte del giro del management dell'artista, non è
garanzia di imparzialità, ma sarebbe onestà
critica ospitare almeno parte delle ragioni della "parte
avversa". Eh sì, perché il clima che si
respira, dall'inizio alla fine nel libro è che vi sia
stata una congiura cosmica contro Edoardo, fin dai tempi del
faticato esordio, quella che normalmente si chiama gavetta,
che Bennato ha fatto prima a Roma e poi alla corte di Lucio
Battisti a Milano, riuscendo a portare a casa solo due 45
giri, smarriti tra le passioni dei collezionisti di memorabilia.
Dopo un primo album, "Non farti cadere le braccia",
bello ma sfortunato e non notato quasi da nessuno, c'è
stato il successo. Grande, strepitoso, incontrastato. Un successo
che è partito da una piccola cerchia ai tempi di "Arrivano
i buoni" per arrivare ai grandi numeri della
trilogia favolistica: "Burattino senza
fili", "Sono solo canzonette"
ed "E' arrivato un bastimento"
(già in fase calante). Poi siamo entrati nel porto
delle nebbie da cui Edoardo Bennato è riuscito a uscire
a sprazzi, ma senza mai ritornare alla celebrità incontrastata,
fino a questi "stramaledetti anni zero" in cui il
suo nome rischia di essere dimenticato, nonostante il cantautore
si senta e si ritenga in servizio permanente e effettivo da
rockstar.
Il libro ripercorre tutti gli anni dell'attività di
cantautore di Edoardo, dai difficili inizi, da "figlio
del popolo" a Bagnoli, fino ai concerti a San Siro (pare
che Edoardo sia stato il primo italiano a fare i grandi numeri
nello stadio di Milano) o all'estero. Ma cosa sia veramente
successo in questi anni non bisogna cercarlo sul libro che
si intorcina in una serie di pallide geremiadi sulle occasioni
mancate, sui dischi non ascoltati, sulle radio nemiche, sulle
case discografiche deficienti, sugli organizzatori di concerti
farabutti. E la maggior parte dei farabutti, guarda caso,
sta a sinistra. Esattamente nel bacino di utenza in cui Edoardo
Bennato pescava negli anni d'oro e, prima ancora, ai tempi
del debutto.
Edoardo era un compagno? Non lo so. Non si capisce e dal libro
proprio non si può dire. Ma di sicuro lavoravo molto
con quell'area (la sinistra extraparlamentare), ma anche con
la sinistra "ufficiale" del Partito Comunista. Nonostante
le sue lamentele Edoardo ne ha perse ben poche di Feste dell'Unità.
Eppure il personaggio è controverso e il libro non
fa nulla per chiarire il suo percorso. Ne parla come di un
incazzoso, uno difficile da prendere, uno "tossico"
anche per i suoi stessi amici.
Le passioni vere? Per Bennato pare che siano state soprattutto
le donne ("LE RAGAZZE!!!" come scrive Aldo Foglia)
e in secondo luogo il pallone, il calcio, non come fenomeno
esibito, come tifo, ma come calcio giocato, con gli amici
e non in pubblico. Nonostante i numerosi inviti infatti Edo
non ha mai fatto parte della Nazionale cantanti di Gianni
Morandi. Sulle ragazze non saprei che dire (se non che "fanno
grandi sogni"), ma il primo disco d'amore Bennato lo
ha messo insieme solo nel 1995.
Altre informazioni utili? Bennato non ha mai tradito gli amici
(nè gli amici lui), ma da tutti gli altri ha raccolto
solo delusioni. Il giro dei musicisti napoletani gli è
sempre stato vicino (da Bob Fixx a James Senese, dal fratello
Eugenio e tutta la Nuova compagnia di Canto popolare a Tony
Esposito). Con Tony Edo aveva in comune l'avversione per il
fumo (sigarette) e anche per qualsiasi tipo di droga (leggera
o pesante), nonché l'amore per "LE RAGAZZE!!!".
Ma i gossip sulla vita privata del nostro cantautore si fermano
qui. Nessun nome di donna, nessuna storia raccontata, nessun
matrimonio, nessun figlio. Unico dettaglio concesso l'amicizia
con Fabrizio De André (c'è anche una foto di
loro due), ma ormai Fabrizio è un santino buono per
tutti gli usi.
Insomma, un libro sostanzialmente modesto, scritto in modo
sciatto e poco personale che poco aggiunge alla conoscenza
del musicista. Agiografico quanto basti per dare fastidio
e per niente critico. Mai! Possibile che Bennato non abbia
sbagliato nemmeno un disco? Possibile che non abbia mai avuto
un calo di ispirazione? Possibile che non ci siano brani che
lui stesso ritiene minori? Tutto questo sul libro di Aldo
Foglia non c'è. Occasione perduta. Aspettiamo che qualcun
altro abbia voglia di scriverlo un libro su Edoardo Bennato.
Lo leggeremo con piacere.
Edoardo
Bennato. Così è se vi pare
Aldo Foglia
Baldini Dalai Castoldi - 2008
(finito di stampare nel giugno 2008)
208 pagine - € 16,50
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