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Le BiELLE Interviste
Tricarico, la poesia dell'ansia
"Una visione della vita non semplice"
di Giorgio Maimone



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Il brano è bello ma difficile. Tricarico nella prima serata forse non l’ha reso al meglio e non ha concesso né un sorriso, né una parola. Ma “Una vita tranquilla” va ascoltata con cura.

Sulla base dei miei preascolti la tua canzone è una delle migliori del lotto: interessante d’atmosfera. E poi c’è questo gioco di rimandi con la Vita Spericolata di Vasco Rossi. È un po’ una risposta a distanza, no?
No, non c’è nessun rapporto con Vita spericolata di Vasco Rossi. E’ una cosa mia. Una mia visione della spericolatezza, nel senso che è legata ad accogliere delle emozioni e a viverle intensamente ed esageratamente. Abbandonandosi un po’ troppo alle cose che accadono. All’interno di una vita non tranquilla e cercando una speranza all’interno di una vita che è già spericolata di suo. Quando sei giovane magari non decidi tu, nella prima infanzia non decidi tu. Sono cose legate alla famiglia, senza andare nello specifico. Cose che magari non ti sei scelto, ma hai subito, perché la tua famiglia la scegli solo fino a un certo punto. Una visione della vita non semplice. Muoversi all’interno di un contesto difficile.

Il tema dell’infanzia in fin dei conti è un tema ricorrente nella tua opera...

Non è che sia ricorrente, Né che io sia fermo lì.

Però anche “Io sono Francesco” partiva da tematiche infantili

Non sono il primo a dirlo, ma sono i primi anni in cui si forma la tua persona. I fatti dell’infanzia te li porti dietro per il resto della vita. E’ un imprinting. Che ti appartiene o ti condiziona in modo positivo o negativo, per cui ti permette di realizzarti, di essere te stesso, quindi di poter amare di poter fare quello che vuoi. Se questo non ti viene permesso per vari motivi la situazione è più difficile. Perché devi capire il meccanismo che non ti permette di esprimerti. Non è che a me interessi l’infanzia più di tanto.

È che fa parte di te e parlando di te ti tocca affrontarla.

Penso che in ogni momento ci sia dentro tutto. Anche nel futuro, a 80 anni, se ci arriverò e lo spero molto, sarà presente l’infanzia e tutto il resto della vita. Ogni cosa è legata all’altra. Non puoi prescindere o immaginarne un’altra senza sapere cosa è successo prima. Tutto è legato.

Dal punto di vista musicale come la definiresti?

Musicalmente è una ballata acustica. Ma forse puoi dirmelo meglio tu.

Sì, una ballata acustica, con qualche affinità con quella che hai scritto per Celentano: “La situazione non è buona”

Bella canzone quella. Mi piacerebbe molto poterla cantare prima o poi...

Non c’è quindi nel tuo disco nuovo?

No. Appartiene a Celentano.

Il disco nuovo si chiama “Giglio” e uscirà a fine festival. Cosa ci puoi dire a proposito?

Il clima in “Giglio” sarà molto vario anche le canzoni saranno molto diverse le une dall’altra: rock, ballate, testi fantasiosi che toccano temi disparati. Ma il disco è soprattutto da sentire. Ne parleremo quando lo avrai ascoltato.

Subito dopo Sanremo mi precipito

Me lo auguro.

A Sanremo farai un duetto col Mago Forrest. Come sarà?

Il mago Forrest ovviamente non canta ma la interpreta visivamente. Ma non come intendi tu! Nel senso della sua anima poetica. Secondo me verrà fuori una bella cosa. Sarà una sorpresa.

Come è stata la scelta di partecipare a Sanremo?

Era un desiderio in questo momento. E’ il festival della musica italiana e io non ho niente da dire contro. Non ci vedo nulla di male.. La gara, per quanto, non è importante. Adesso non ci sono molte possibilità per la musica popolare in Italia,. Quindi la mia presenza qui è legata all’interesse di proporre la mia canzone a un pubblico ampio. E poi il fatto di essere stato scelto è già un riconoscimento. E poi mi auguro che la mia canzone possa toccare qualcuno. Mi auguro che possa riguardare non solo me. Sono curioso di vedere questo.

Anche se la tua canzone è un’anomalia a Sanremo, perché è una canzone d’autore. Ma ben venga che al Festival ci sia spazio anche per ascoltare canzoni come questa!

Io sono contento di essere stato scelto.

Ho visto che hai vinto il Premio a Lunezia, a Recanati, ora c’è Sanremo … ti manca il Club Tenco poi hai fatto tutto il cursus honorem di un cantautore.

Così avrei tutte le targhette (ride). Anche se in questi anni non è che abbia sempre avuto i riflettori puntati addosso. Ho lavorato molto nell’ombra. Un po’ mi è dispiaciuto, un po’ forse era scontato. Ora avrei voglia di prendere un po’ di sole.
E Sanremo è un posto ottimo per prendere il sole.
C’è il mare e mi auguro che il tempo resti splendido.
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Intervista rilasciata il 27-02-2008
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