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Il
brano è bello ma difficile. Tricarico nella
prima serata forse non l’ha reso al meglio e
non ha concesso né un sorriso, né una
parola. Ma “Una vita tranquilla” va ascoltata
con cura.
Sulla base dei miei preascolti la tua
canzone è una delle migliori del lotto: interessante
d’atmosfera. E poi c’è questo gioco
di rimandi con la Vita Spericolata di Vasco Rossi.
È un po’ una risposta a distanza, no?
No, non c’è nessun rapporto con Vita
spericolata di Vasco Rossi. E’ una cosa mia.
Una mia visione della spericolatezza, nel senso che
è legata ad accogliere delle emozioni e a viverle
intensamente ed esageratamente. Abbandonandosi un
po’ troppo alle cose che accadono. All’interno
di una vita non tranquilla e cercando una speranza
all’interno di una vita che è già
spericolata di suo. Quando sei giovane magari non
decidi tu, nella prima infanzia non decidi tu. Sono
cose legate alla famiglia, senza andare nello specifico.
Cose che magari non ti sei scelto, ma hai subito,
perché la tua famiglia la scegli solo fino
a un certo punto. Una visione della vita non semplice.
Muoversi all’interno di un contesto difficile.
Il tema dell’infanzia in fin dei conti è
un tema ricorrente nella tua opera...
Non è che sia ricorrente, Né che io
sia fermo lì.
Però anche “Io sono Francesco”
partiva da tematiche infantili
Non sono il primo a dirlo, ma sono i primi anni in
cui si forma la tua persona. I fatti dell’infanzia
te li porti dietro per il resto della vita. E’
un imprinting. Che ti appartiene o ti condiziona in
modo positivo o negativo, per cui ti permette di realizzarti,
di essere te stesso, quindi di poter amare di poter
fare quello che vuoi. Se questo non ti viene permesso
per vari motivi la situazione è più
difficile. Perché devi capire il meccanismo
che non ti permette di esprimerti. Non è che
a me interessi l’infanzia più di tanto.
È che fa parte di te e parlando di te ti tocca
affrontarla.
Penso che in ogni momento ci sia dentro tutto. Anche
nel futuro, a 80 anni, se ci arriverò e lo
spero molto, sarà presente l’infanzia
e tutto il resto della vita. Ogni cosa è legata
all’altra. Non puoi prescindere o immaginarne
un’altra senza sapere cosa è successo
prima. Tutto è legato.
Dal punto di vista musicale come la definiresti?
Musicalmente è una ballata acustica. Ma forse
puoi dirmelo meglio tu.
Sì, una ballata acustica, con qualche affinità
con quella che hai scritto per Celentano: “La
situazione non è buona”
Bella canzone quella. Mi piacerebbe molto poterla
cantare prima o poi...
Non c’è quindi nel tuo disco nuovo?
No. Appartiene a Celentano.
Il disco nuovo si chiama “Giglio” e uscirà
a fine festival. Cosa ci puoi dire a proposito?
Il clima in “Giglio” sarà molto
vario anche le canzoni saranno molto diverse le une
dall’altra: rock, ballate, testi fantasiosi
che toccano temi disparati. Ma il disco è soprattutto
da sentire. Ne parleremo quando lo avrai ascoltato.
Subito dopo Sanremo mi precipito
Me lo auguro.
A Sanremo farai un duetto col Mago Forrest. Come sarà?
Il mago Forrest ovviamente non canta ma la interpreta
visivamente. Ma non come intendi tu! Nel senso della
sua anima poetica. Secondo me verrà fuori una
bella cosa. Sarà una sorpresa.
Come è stata la scelta di partecipare a Sanremo?
Era un desiderio in questo momento. E’ il festival
della musica italiana e io non ho niente da dire contro.
Non ci vedo nulla di male.. La gara, per quanto, non
è importante. Adesso non ci sono molte possibilità
per la musica popolare in Italia,. Quindi la mia presenza
qui è legata all’interesse di proporre
la mia canzone a un pubblico ampio. E poi il fatto
di essere stato scelto è già un riconoscimento.
E poi mi auguro che la mia canzone possa toccare qualcuno.
Mi auguro che possa riguardare non solo me. Sono curioso
di vedere questo.
Anche se la tua canzone è un’anomalia
a Sanremo, perché è una canzone d’autore.
Ma ben venga che al Festival ci sia spazio anche per
ascoltare canzoni come questa!
Io sono contento di essere stato scelto.
Ho visto che hai vinto il Premio a Lunezia, a Recanati,
ora c’è Sanremo … ti manca il Club
Tenco poi hai fatto tutto il cursus honorem di un
cantautore.
Così avrei tutte le targhette (ride). Anche
se in questi anni non è che abbia sempre avuto
i riflettori puntati addosso. Ho lavorato molto nell’ombra.
Un po’ mi è dispiaciuto, un po’
forse era scontato. Ora avrei voglia di prendere un
po’ di sole.
E Sanremo è un posto ottimo per prendere il
sole.
C’è il mare e mi auguro che il tempo
resti splendido.
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