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Le BiELLE Interviste
Andrea Satta: "Al Tour ma senza bicicletta"
Per i Tetes De Bois in vista un album sul ciclismo
di Giorgio Maimone



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Smontano da un camioncino e salgono su una bicicletta. I Tetes De Bois affrontano la vita con trasporto. un trasporto particolare, perchè nella scelta di Andrea Satta, frontman e cantante del gruppo romano, di recarsi al Tour de France pesa sì la scelta artistica, ma ancora di più una vecchia e radicata passione per la bicicletta, coltivata e condivisa con Gianni Mura, firma principe del giornalismo sportivo italiano dai tempi immediatamente successivi a Gianni Brera. Abbiamo sentito Andrea telefonicamente, dalla Francia, nel giorno di riposo del Tour.

Allora Andrea, se non siete in camioncino siete in bici! Come nasce questa idea?

Nasce dal nostro amore per la bici, Giorgio, ma anche dalla voglia di impostare questo lavoro sulla bicicletta che faremo coinvolgendo anche Gianni Mura. E allora una volta Gianni mi ha fatto una battuta. Ha detto: "ma allora Andrea, come possiamo lavorare insieme se io vado al Tour dal '67 e tu non ne hai mai fatto uno?". Io non sono assolutamente in grado di fare neanche un ottavo dei chilometri che fanno i ciclisti in bici, anche se ci vado, ma ci vado da appassionato. E allora lui mi fa: "Dai, fai l'inviato!" E mi è venuta l'idea di proporlo al Manifesto e loro sono stati felicissimi. Mi hanno detto "ma che bella idea! Dai, parti" e così eccomi qui. E come vedi parlo dei trasferimenti giorno per giorno. Il Tour no, ma i linguaggi si assomigliano.

E alla fine tutto questo confluirà in un progetto?

Certo, confluirà in un progetto di cui non so ancora delinearti le linee guida. Se ti devo dire cosa può diventare, bene ben non lo so nemmeno io, ma di sicuro ne uscirà magari un disco tutti insieme (e sarai tra i primi ad averne una copia!)

Ci tengo particolarmente perché sono appassionato a mia volta della bicicletta. Praticante, ma non sportivo.

Allora in questi giorni, quando io scrivo sul manifesto, se ti va rispondimi che io io piacere di interagire!

Senz'altro, ma parlami del Tour. Com'è la prima volta per un neofita assoluto?

Assolutamente! La prima sensazione è quella di essere un grande portaforturna, perché da quando sono arrivato ha vinto due volte Riccò e una Piepoli. Sinceramente sarà la fortuna del principiante, ma io ho puntato sul 25 rosso ed è uscito tre volte, quindi ... (ridiamo). Meglio di così non poteva andare. penso che adesso mi chiamerà il presidente della Federazione ciclistica e mi dirà "Satta, devi venire al Tour tutti gli anni, pensiamo a tutto noi! Qui ci servi!"

Peccato che i mondiali sono a Varese quest'anno. Sennò potevi farti invitare anche lì.

Sto andando forte insomma.

A proposito di andare forte, come lo vedi Riccò? Ha i numeri per vincere? Per vincere il Tour intendo, le tappe abbiamo già visto che ce la fa.

Sai, da quello che ho visto io, lui è un po' come tutti i corridori molto giovani, non ha ancora 24 anni e non si è ancora visto ad altissimi livelli quali possano essere i suoi limiti. E soprattutto qualò è la sua tenuta in tutte le situazioni. Nessuno si immagina se Riccò in una cronometro può prendersi sei minuti o uno e mezzo. Perché alla fine la differenza sta tutta lì. Che in questo momento Riccò in montagna non lo possa staccare nessuno, anzi è lui che se vuole stacca gli altri, è sicuro.Dopo di che il Tour e lungo e bisogna vedere se puoi tenere questo ritmo e questa condizione fino a Parigi (e manca ancora tanto) e se soprattutto nella cronometro ci sono degli specialisti che possono darti magari 5 minuti che poi in montagna non riesci a recuperare. Però è una grandissima sorpresa! Abbiamo un altro grande corridore che un po' alla volta sta entrando nel cuore della gente. Ma a me del Tour ha colpito soprattutto quello che sta intorno.

Stavo proprio per chiederti quello. Il Tour è notoriametne corsa, ma anche viaggio, ambiente, paesaggi geografici e paesaggi umani.

Sì, il contorno è essenziale per farti un quadro d'assieme, la macchina che si muove, la carovana, il fiume di gente. Tutto questo. E poi la Francia che attraversi da un capo all'altro. E' un'occasione unica, anche perché non decidi tutto tu. Devi andarci, sai che hai l'itinerario. Anche tu che scrivi capirai quanto può essere bello avere un tema obbligato che è la corsa, un pezzo che devi scrivere determinato da alcune cose, poi in quello spazio tuo lavori, improvvisi e vai.

Poi avendo Gianni Mura nella carovana ci saranno anche le tappe eno-gastronomiche da non sottovalutare.

Sì, siamo in mezzi diversi, perché lui c'ha il suo Carlo, va con la sua equipe storica. Io mi sono portato una pittrice, Marta Dal Prato; una giornalista musicale, Timisoara Pinto; una ricercatrice di storia, Elisabetta Malantrucco; un fotografo che è anche cameraman ed esperto di animazione, Licio Esposito e un analista ambientale Gianni Abbruzzese. Questa è la formazione della nostra piccola spedizione. E viaggiamo con quasi un giorno d'anticipo sui corridori. Noi vediamo l'arrivo e alla sera dormiamo alla tappa successiva.

Adesso dove sei?

In questo momento sono a Lourdes, dove passerà il tour e domani (mercoledì 16 - NdR) voglio >scrivere una cosa su qui, su questo luogo di culto, proprio perché attraversiamo la Francia e vogliamo dar conto del suo umore profondo,; così come scrivo sui Rom in Camargue o sulle terre occitane. Attraversando si legge la realtà. Abbiamo controllato che i prezzi dei ceri fossero sempre "calmierati" (ridiamo). Non sappiamo se stanno nel paniere. Se stanno nel paniere l'inflazione sale!

Senti e gli altri dei Tetes dove sono? In vacanza? O sempre sul camioncino?

Gli altri Tetes stanno lavorando. Si sono presi cinque giorni di vacanza, ma mi raggiungono nel pezzo delle Alpi del Tour. Appostiamo la tromba sulle curve dell'Alpe d'Huez, de la Bonette, del'Amiel. Su questi colli estremi ci piazziamo la tromba e la fisarmonica.

Nel frattempo continuate a portare in giro Avanti Pop.

Eh certo, anzi nelle prossime giornate devo rientrare a Roma per tre concerti importanti, il 17,18,19 tanto sono tre tappe di pianura. Poi torno di corsa qui al Tour e poi in agosto siamo in giro con il nostro spettacolo. Ci leggeremo, guardando indietro, quello che abbiamo scritto durante questo viaggio del Tour che stiamo affrontando e ci permetteremodi assaporarlo anche dopo che sarà finito.

E poi c'è tutto il nuovo progetto sul ciclismo a cui pensare, ma per ora è ancora presto.

Un po' sì.

Va bene, ti ringrazio allora Andrea

Usciamo in bici, Giorgio?

E perché no?


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Intervista rilasciata il 16-07-2008
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