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Tracklist
01. Malpensa (con Cochi e Renato)
02. É la vida la vida
03. Vengo anch'io no tu no
04. Pedro pedreiro (con Enzo Jannacci)
05. La gallina
06. Banana à milanesa
07. Madonina
08. Eu vi um rei
09. João telegrafista
10. Canção inteligente (con Cochi e Renato)
11. La Quiniela
12. Silvano (con Enzo Jannacci)
13. La cosa rosa
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Marco
Drago è scrittore, animatore culturale, conduttore radiofonico
ed ora anche produttore discografico. C'è lui, assieme al
suo socio Gaetano Cappa dietro la vera esplosione a Milano del fenomeno
Selton, un gruppo di giovani ragazzi brasiliani che ha appena terminato
un disco dedicato alla musica di Enzo Jannacci tradotta in portoghese.
Cosa può avvicinare dei brasiliani a un milanese doc come
Jannacci? Ce lo racconta appunto Marco Drago: un cocktail di furbizia,
di marketing e di fiuto.
Marco,
allora come nasce questo progetto?
Avevamo conosciuto
i quattro ragazzi a Barcellona e avevamo deciso di intraprendere
questa iniziativa. Io e il mio socio, Gaetano Cappa, siamo titolari
di questa factory, Istituto Barlumen, con cui facciamo un programma
radiofonico tutti i sabato notte sui RadioTre Rai: abbiamo fatto
diversi audiolibri, sai quelli delle fiabe per i bambini. Facciamo
tanto audio, ma la produzione musicale propriamente detta era
un aspetto che ci sarebbe piaciuto coltivare, ma che avevamo seguito
in maniera occasionale. Con i Selton è stata la prima volta
che ci siamo messi in testa di prendere degli artisti e lavorarci.
Come è maturata la scelta?
In modo molto naturale: col fatto che erano molto giovani ed erano
lì a Barcellona che suonavano, ma senza alcuna pretesa,
canzoni dei Beatles al Parc Guell. Così abbiamo pensato
bene di lavorare con loro, ma proprio come si faceva una volta.
Abbiamo detto loro: venite a Milano, vi paghiamo tutte le spese,
registriamo il vostro materiale e poi vediamo cosa fare, passo
dopo passo. Poi ci siamo trovati a lavorare, oltre che sui loro
pezzi, anche sulle canzoni di Jannacci, perché loro hanno
iniziato a canticchiare spontaneamente La canzone
intelligente già a Barcellona, quando avevamo
registrato la trasmissione italo-spagnola di Fabio Volo a Mtv.
E così hanno iniziato a informarsi su chi l’avesse
scritta, anche perché avevano voglia di conoscere un po’
la musica italiana. Da lì abbiamo fatto sentire loro un
doppio album di canzoni di Jannacci che a loro è piaciuto
tantissimo. E abbiamo scoperto il perché: Jannacci, tutto
sommato, si potrebbe definire un tropicalista italiano. Il tropicalismo
è un genere musicale latinoamericano degli anni ’60,
gli anni in cui Enzo, tra l’altro, collaborava con Chico
Buarque. Allora l’umorismo amaro dei testi, il nonsense
e anche certe strutture musicali, li hanno intrigati moltissimo.
Da lì a dire la prima cosa che facciamo assieme per entrare
nel mercato italiano ci sembra più “furbo”
tra virgolette, appoggiarsi a un autore conosciuto e in fondo
nelle loro corde, come era Jannacci. Jannacci ha una certa riconoscibilità
in Italia, i testi sono belli.
Un paio sono di Dario Fo
Quando l’abbiamo spiegato ai Selton e abbiamo detto che
erano testi di un premio Nobel e che stavano traducendo in portoghese
i testi di un Nobel si sono sentiti un po’in ansia, compresi
nella parte: allora stiamo facendo qualcosa di importante! All’inizio
erano un po’ titubanti. Sai, anche loro, capisci, a vent’anni
cosa vuoi che ne sappiano di Jannacci e della sua importanza nella
canzone d’autore in Italia? Adesso sono consapevoli di avere
fatto un bellissimo lavoro di un materiale sonoro e letterario
importante. Le canzoni sono in portoghese, sono rivolte al mercato
italiano inizialmente, ma io sono convinto che sia solo una tappa
e che queste canzoni hanno una forza tale e l’interpretazione
anche che possano avere una loro storia anche sul mercato brasiliano
che è ben più ricco e grande di quello italiano.
Almeno numericamente è più importante del mercato
italiano.
Al
di là di tutto (e di qualsiasi considerazione sul valore
artistico dell’operazione) è una magnifica operazione
di marketing.
Forse sarebbe
stato più semplice partire con un disco di cover di vari
cantanti italiani, mettendoci dentro da Battisti a Volare a Tiziano
Ferro. Magari risultava più popolare … Certo che
concentrarsi su Jannacci mica è facile spiegare il progetto
alla gente. Potrebbe anche darsi che la gente ti dica: ma chi
se ne frega di Jannacci nel 2008? E invece devo dire che questo
cotè un po’ intellettuale la rende quella che poi
è: un’operazione abbastanza preziosa.
Infatti.
Nell’altro modo avreste forse venuto qualche copia in più,
ma qui c’è tutto un lavoro di prestigio, col suo
ritorno di fama. E’ un’operazione preziosa in Italia,
se poi riesce anche ad avere successo su un versante estero tanto
meglio.
Secondo me
vale la pena di ascoltarlo il disco, indipendentemente da tutto.
Suona bene. Vedrai che anche in Brasile piacerà.
I
Selton quanti sono?
Sono quattro
ragazzi nati tra l’83 e l’85. Due studenti i psicologia,
uno di marketing e un laureato in marketing, Tutti e quattro (Ricardo
Fischmann, voce e chitarra; Ramiro Levy, chitarra e voce; Eduardo
Stein Dechtiar, basso e voce; Daniel Plentz, batteria, percussioni
e voce) di Porto Alegre, nel nord del Brasile, una zona diversa
dal Brasile che conosciamo qui. E’ una città ricca,
europea. Hanno tutti cognomi tedeschi, polacchi, perché
sono figli e nipoti di ebrei rifugiati in Brasile durante la seconda
guerra mondiale. Che altro resta da dire? Sono 4 polistrumentisti
cantano molto bene, hanno stuiato musica da giovani e hanno influenze
poco brasiliane, perché hanno ascoltato tanto rock: dagli
Who, agli Small Faces, alla musica psichedelica, i primi Pink
Floyd, Syd Barrett. Sono un po’ intrisi del clima musicale
degli anni ’70.
E
adesso nel loro carnet c’è anche Jannacci …
E adesso
c’è Jannacci, In più hanno una grande passione
per samba, bossanova e mischiano un po’ tutte queste influenze.
Hanno un bel sound originale e anche i loro pezzi che usciranno
nel prossimo disco, sono molto rock & roll, ma hanno una brasilianità
di fondo, si fanno molto ballare. Insomma, sono molto interessanti.
Nel
disco c’è anche qualche pezzo loro?
C’è
un pezzo loro e uno del mio socio Gaetano Cappa, che si chiama
“La cosa rosa” e speriamo sia il singolo dell’estate,
perché ha un testo in italiano molto ammiccante: una bella
bossanova. Il pezzo loro è quello che dà il titolo
all’album, Banana Milanhesa che riassume un po’ tutto
il senso dell’operazione. E’ una canzone che cerca
di far vedere che gli stereotipi reciproci tra Italia e Brasile
sono abbastanza aleatori, perché a Porto Alegre fa speso
freddo, loro sono stati a Milano l’estate scorsa e sono
morti di caldo.
Comunque
li avete “coltivati” bene. Un ottimo lavoro di sostegno.
Guarda che
è come avere quattro figli! Quattro figli in età
da Università non è facile: metterli assieme, tenerli
insieme … perché poi litigano tra di loro e tu devi
fare da paciere. Non è una roba facile. Poi anche l’alloggio,
le pratiche per farli lavorare qui, le norme della Bossi-Fini
… abbiamo fatto tutto noi coi nostri soldi, il nostro tempo,
i nostri mezzi. Speriamo che i dischi vendano. I dischi sono distribuiti
da Family affair, prodotto da Barlumen. L’etichetta è
molto piccola, la distribuzione buona, però abbiamo stampato
un numero limitato di dischi e speriamo di doverli ristampare.
Barlumen
adesso fa altro?
Sta facendo
una trasmissione radiofonica ogni sabato mezzanotte su Radio Tre
Rai. Ripresa il 7 gennaio e va avanti fino giugno. Continuiamo
il lavoro i consulenti musicali, stiamo preparando altri audiolibri,
ma sono “top secret” per ora. Tra le altre cose che
abbiamo fatto l’anno scorso è stato un disco di canzoni
per bambini, dove c’erano anche i Selton, che si chiama
“Felici e cantanti” che è uscito assieme a
un libro per la Fabbri con i testi illustrati e le canzoni di
Pacifico, Frankie Hi-Nrg, Mauro Pagani e altri che si sono prestati
a fare canzoni per bambini con i titoli della fiabe: c’è
Capuccetto rosso, la Bella addormentata eccetera. E i Selton hanno
scritto, composto e cantato la canzone di Biancaneve. E’
stato il loro esordio discografico in Italia.
Un’ultima
domanda: Marco Drago come lo scrittore. Casualità?
Sono io!
L’ex scrittore.
Come
mai non scrivi più? Io sono un tuo lettore.
Ah che bello.
E’ che non ho più tempo! Bisognerà aspettare
ancora un po’. Scrivere un romanzo è una cosa da
pazzi, con tutte queste cose assieme. Dovrei prendermi tre mesi
di ferie per scrivere il romanzo! Comunque ho ancora un contratto
per un libro con la Feltrinelli, prima o poi me lo chiederanno.
Magari scrivo la storia dei Selton che è già un
bel romanzo.