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Le BiELLE Interviste
Marco Drago : I Selton, il marketing e Jannacci
Banana à milanesa ma anche discretamente furba
di Giorgio Maimone


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3/6/2005 Milano

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Tracklist

01. Malpensa (con Cochi e Renato)
02. É la vida la vida
03. Vengo anch'io no tu no
04. Pedro pedreiro (con Enzo Jannacci)
05. La gallina
06. Banana à milanesa
07. Madonina
08. Eu vi um rei
09. João telegrafista
10. Canção inteligente (con Cochi e Renato)
11. La Quiniela
12. Silvano (con Enzo Jannacci)
13. La cosa rosa

Marco Drago è scrittore, animatore culturale, conduttore radiofonico ed ora anche produttore discografico. C'è lui, assieme al suo socio Gaetano Cappa dietro la vera esplosione a Milano del fenomeno Selton, un gruppo di giovani ragazzi brasiliani che ha appena terminato un disco dedicato alla musica di Enzo Jannacci tradotta in portoghese. Cosa può avvicinare dei brasiliani a un milanese doc come Jannacci? Ce lo racconta appunto Marco Drago: un cocktail di furbizia, di marketing e di fiuto.

Marco, allora come nasce questo progetto?

Avevamo conosciuto i quattro ragazzi a Barcellona e avevamo deciso di intraprendere questa iniziativa. Io e il mio socio, Gaetano Cappa, siamo titolari di questa factory, Istituto Barlumen, con cui facciamo un programma radiofonico tutti i sabato notte sui RadioTre Rai: abbiamo fatto diversi audiolibri, sai quelli delle fiabe per i bambini. Facciamo tanto audio, ma la produzione musicale propriamente detta era un aspetto che ci sarebbe piaciuto coltivare, ma che avevamo seguito in maniera occasionale. Con i Selton è stata la prima volta che ci siamo messi in testa di prendere degli artisti e lavorarci.

Come è maturata la scelta?

In modo molto naturale: col fatto che erano molto giovani ed erano lì a Barcellona che suonavano, ma senza alcuna pretesa, canzoni dei Beatles al Parc Guell. Così abbiamo pensato bene di lavorare con loro, ma proprio come si faceva una volta. Abbiamo detto loro: venite a Milano, vi paghiamo tutte le spese, registriamo il vostro materiale e poi vediamo cosa fare, passo dopo passo. Poi ci siamo trovati a lavorare, oltre che sui loro pezzi, anche sulle canzoni di Jannacci, perché loro hanno iniziato a canticchiare spontaneamente La canzone intelligente già a Barcellona, quando avevamo registrato la trasmissione italo-spagnola di Fabio Volo a Mtv. E così hanno iniziato a informarsi su chi l’avesse scritta, anche perché avevano voglia di conoscere un po’ la musica italiana. Da lì abbiamo fatto sentire loro un doppio album di canzoni di Jannacci che a loro è piaciuto tantissimo. E abbiamo scoperto il perché: Jannacci, tutto sommato, si potrebbe definire un tropicalista italiano. Il tropicalismo è un genere musicale latinoamericano degli anni ’60, gli anni in cui Enzo, tra l’altro, collaborava con Chico Buarque. Allora l’umorismo amaro dei testi, il nonsense e anche certe strutture musicali, li hanno intrigati moltissimo. Da lì a dire la prima cosa che facciamo assieme per entrare nel mercato italiano ci sembra più “furbo” tra virgolette, appoggiarsi a un autore conosciuto e in fondo nelle loro corde, come era Jannacci. Jannacci ha una certa riconoscibilità in Italia, i testi sono belli.

Un paio sono di Dario Fo

Quando l’abbiamo spiegato ai Selton e abbiamo detto che erano testi di un premio Nobel e che stavano traducendo in portoghese i testi di un Nobel si sono sentiti un po’in ansia, compresi nella parte: allora stiamo facendo qualcosa di importante! All’inizio erano un po’ titubanti. Sai, anche loro, capisci, a vent’anni cosa vuoi che ne sappiano di Jannacci e della sua importanza nella canzone d’autore in Italia? Adesso sono consapevoli di avere fatto un bellissimo lavoro di un materiale sonoro e letterario importante. Le canzoni sono in portoghese, sono rivolte al mercato italiano inizialmente, ma io sono convinto che sia solo una tappa e che queste canzoni hanno una forza tale e l’interpretazione anche che possano avere una loro storia anche sul mercato brasiliano che è ben più ricco e grande di quello italiano. Almeno numericamente è più importante del mercato italiano.

Al di là di tutto (e di qualsiasi considerazione sul valore artistico dell’operazione) è una magnifica operazione di marketing.

Forse sarebbe stato più semplice partire con un disco di cover di vari cantanti italiani, mettendoci dentro da Battisti a Volare a Tiziano Ferro. Magari risultava più popolare … Certo che concentrarsi su Jannacci mica è facile spiegare il progetto alla gente. Potrebbe anche darsi che la gente ti dica: ma chi se ne frega di Jannacci nel 2008? E invece devo dire che questo cotè un po’ intellettuale la rende quella che poi è: un’operazione abbastanza preziosa.

Infatti. Nell’altro modo avreste forse venuto qualche copia in più, ma qui c’è tutto un lavoro di prestigio, col suo ritorno di fama. E’ un’operazione preziosa in Italia, se poi riesce anche ad avere successo su un versante estero tanto meglio.

Secondo me vale la pena di ascoltarlo il disco, indipendentemente da tutto. Suona bene. Vedrai che anche in Brasile piacerà.

I Selton quanti sono?

Sono quattro ragazzi nati tra l’83 e l’85. Due studenti i psicologia, uno di marketing e un laureato in marketing, Tutti e quattro (Ricardo Fischmann, voce e chitarra; Ramiro Levy, chitarra e voce; Eduardo Stein Dechtiar, basso e voce; Daniel Plentz, batteria, percussioni e voce) di Porto Alegre, nel nord del Brasile, una zona diversa dal Brasile che conosciamo qui. E’ una città ricca, europea. Hanno tutti cognomi tedeschi, polacchi, perché sono figli e nipoti di ebrei rifugiati in Brasile durante la seconda guerra mondiale. Che altro resta da dire? Sono 4 polistrumentisti cantano molto bene, hanno stuiato musica da giovani e hanno influenze poco brasiliane, perché hanno ascoltato tanto rock: dagli Who, agli Small Faces, alla musica psichedelica, i primi Pink Floyd, Syd Barrett. Sono un po’ intrisi del clima musicale degli anni ’70.

E adesso nel loro carnet c’è anche Jannacci …

E adesso c’è Jannacci, In più hanno una grande passione per samba, bossanova e mischiano un po’ tutte queste influenze. Hanno un bel sound originale e anche i loro pezzi che usciranno nel prossimo disco, sono molto rock & roll, ma hanno una brasilianità di fondo, si fanno molto ballare. Insomma, sono molto interessanti.

Nel disco c’è anche qualche pezzo loro?

C’è un pezzo loro e uno del mio socio Gaetano Cappa, che si chiama “La cosa rosa” e speriamo sia il singolo dell’estate, perché ha un testo in italiano molto ammiccante: una bella bossanova. Il pezzo loro è quello che dà il titolo all’album, Banana Milanhesa che riassume un po’ tutto il senso dell’operazione. E’ una canzone che cerca di far vedere che gli stereotipi reciproci tra Italia e Brasile sono abbastanza aleatori, perché a Porto Alegre fa speso freddo, loro sono stati a Milano l’estate scorsa e sono morti di caldo.

Comunque li avete “coltivati” bene. Un ottimo lavoro di sostegno.

Guarda che è come avere quattro figli! Quattro figli in età da Università non è facile: metterli assieme, tenerli insieme … perché poi litigano tra di loro e tu devi fare da paciere. Non è una roba facile. Poi anche l’alloggio, le pratiche per farli lavorare qui, le norme della Bossi-Fini … abbiamo fatto tutto noi coi nostri soldi, il nostro tempo, i nostri mezzi. Speriamo che i dischi vendano. I dischi sono distribuiti da Family affair, prodotto da Barlumen. L’etichetta è molto piccola, la distribuzione buona, però abbiamo stampato un numero limitato di dischi e speriamo di doverli ristampare.

Barlumen adesso fa altro?

Sta facendo una trasmissione radiofonica ogni sabato mezzanotte su Radio Tre Rai. Ripresa il 7 gennaio e va avanti fino giugno. Continuiamo il lavoro i consulenti musicali, stiamo preparando altri audiolibri, ma sono “top secret” per ora. Tra le altre cose che abbiamo fatto l’anno scorso è stato un disco di canzoni per bambini, dove c’erano anche i Selton, che si chiama “Felici e cantanti” che è uscito assieme a un libro per la Fabbri con i testi illustrati e le canzoni di Pacifico, Frankie Hi-Nrg, Mauro Pagani e altri che si sono prestati a fare canzoni per bambini con i titoli della fiabe: c’è Capuccetto rosso, la Bella addormentata eccetera. E i Selton hanno scritto, composto e cantato la canzone di Biancaneve. E’ stato il loro esordio discografico in Italia.

Un’ultima domanda: Marco Drago come lo scrittore. Casualità?

Sono io! L’ex scrittore.

Come mai non scrivi più? Io sono un tuo lettore.

Ah che bello. E’ che non ho più tempo! Bisognerà aspettare ancora un po’. Scrivere un romanzo è una cosa da pazzi, con tutte queste cose assieme. Dovrei prendermi tre mesi di ferie per scrivere il romanzo! Comunque ho ancora un contratto per un libro con la Feltrinelli, prima o poi me lo chiederanno. Magari scrivo la storia dei Selton che è già un bel romanzo.

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Ultimo aggiornamento: 21-01-2008
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