La
scena progressiva in Italia ha creato un modo di fare musica assai
rivoluzionario e talvolta sovversivo : un modo di gestire la musica
in pura libertà creativa, lontana dalla rigide regole del
pop massificante. Musica per viaggi mistici o concreti, che ha rigenerato
e rigenera il mondo canzonettaro tanto quanto l'avvenuta dei cantautori
storici. Di questa tendenza fanno appunto parte i Malaavia. Ne parliamo
con Pes Scarpato, anima e deus ex machina del gruppo.
Partiamo dalla base:come nasce il progetto
Malaavia?
I Malaavia
nascono dalla fusione di diverse anime artistiche e sono espressione
di una esigenza di condividere un percorso artistico e di vita.
Ci siamo formati nel 1998.
Come
nasce l'amore per il genere prog, un disco in particolare?O la
filosofia artistica di questo genere?
Ci siamo
trovati ad essere prog a nostra insaputa. Ce lo hanno detto gli
altri.
E’ ovvio, ognuno di noi aveva ascoltato la musica dei ‘70.
Noi, 10 anni fa, eravamo molto attratti dagli Osanna e dalle Orme,
senza trascurare la musica popolare e il grande patrimonio che
ci hanno lasciato Roberto de Simone, la NCCP e Musicanova.
Venivamo però quasi tutti dalla musica classica. Dopo abbiamo
approfondito.
La nostra visione di “prog” è quella di una
musica assolutamente evolutiva e totale.
L'idea di Vibrazioni Liquide,come è nata? Da quale
urgenza sociale e politica?
Vibrazioni
Liquide è una vera e propria esigenza, la necessità
di calarci nel testo mistico ed estrarne il messaggio sociale,
alieno dalla confessionalità e dal dogma.
Ciò che abbiamo trovato lo si può ascoltare tra
i solchi dell’album.
L'importanza della filosofia oltre che dei gruppi prog
dei 70, si avverte nei vostri lavori.
Quando sostieni che il tuo lavoro è ispirato da Hegel,che
intendi di preciso?
Una impostazione
che risente molto del metodo hegeliano e della fenomenologia dello
spirito secondo la quale vi è risoluzione del finito nell'infinito
(fenomenologia significa Scienza di ciò che appare). La
fenomenologia è la storia della coscienza individuale che
esce dalla sua individualità per farsi universalità:
è come se nella dottrina hegeliana esistessero due piani
separati che s'intersecano e sovrappongono quando l'Assoluto s'incarna
nello Spirito soggettivo. La nostra musica è assolutamente
questo.
La
filosofia in questi tempi può essere una delle salvezze
dell'uomo dalla deriva reazionaria e cialtrona?
La filosofia
è da sempre un invito al pensiero di essere produttivo,
speculativo, libero e indipendente. Oggi si è troppo dipendenti
da tutto e non vi è quasi mai possibilità di sviluppo
armonico dell’ Essere. In questo senso, la scienza filosofica
può essere d’ausilio, ma bisogna essere disposti
e motivati. Non serve buttarsi a capofitto in impostazioni new
age o in pseudo antiche credenze orientali : queste servono solo
a mascherare vuoti di pensiero.
Quali
sono i filosofi principali,del cui insegnamento non possiamo fare
a meno e perchè?
Ritengo importante
conoscere il pensiero di Gurdjieff , ma anche ei mistici sufi
e una sana rilettura in chiave moderna (non sistemica) di Marx.
Questi 3 pensieri costituiscono la vera alternativa alle brutture
che conosciamo.
Vi è capitato di suonare con grandi band del genere,quali
possono essere le differenze maggiori tra la vostra proposta e
i classici?
Abbiamo condiviso
il palco con Yes, Banco del mutuo soccorso, PFM, Delirium, Gianni
Leone (Balletto di bronzo), Jenny Sorrenti ed altri.
I classici restano tali e in riferimento a questi nomi, non possiamo
fare altro che ammirarne la maestosità e l’onestà.
Il nostro approccio alla musica trae insegnamento da questi, ma
va oltre: gli anni ‘70 sono finiti da un pezzo e tutto è
cambiato.
Il prog è un genere che unisce massima libertà
compositiva e una certa rigidità,regole precise, eppure
è il genere più anarchico per un musicista ,perchè
pone al centro diversi stili di composizione ed esecuzione?
Il prog è
tale solo se è evolutivo e progressista, sempre alla ricerca
di nuove soluzioni.
Chi oggi fa musica ( in questo genere) alla stessa maniera dei
miti dei ’70 non fa prog ma una sorta di revival, seppur
con brani originali.
Poi, si sa, la progressive music vive di tante sfumature. Noi
abbiamo un nostro percorso che tutti dicono d’essere originale
e non derivativo. I riferimenti ci sono e si sentono, ma in questi
anni abbiamo creato il MALAAVIA – Sound, unico.
In questo senso, il prog è davvero una musica libera.
La salute del progressive ,in Italia, a che punto è?
Gode di ottima
salute ed interesse, soprattutto da parte dei giovanissimi.
Quale
il reale interesse del popolo?
I giovani
italiani sono stufi dei polpettoni sanremesi e cercano altro.
In questo caso, piattaforme come il myspace o progarchives.com
sono davvero ottime per trovare questa musica per menti aperte.
Quali
i suoi pregi e difetti?
Gli investimenti
scarsi delle etichette tra i difetti. I pregi li abbiamo già
elencati.
La verità è rivoluzionaria,diceva uno che
la sapeva lunga,ma - aggiungerei- anche l'arte.
Credi che oggi si possa fare un discorso di rivoluzione della
musica ,sia al suo interno -quindi nel mondo della discografia
,spesso in crisi- che come elemento che possa portare le masse
a una coscienza di classe, a un risveglio dell'individuo...Chi
sono i nemici,i collaborazionisti di classe all'interno di un
discorso artistico-rivoluzionario?
E’
vero, la discografia (quindi il potere borghese) è in crisi,
ma non la musica.
I vari discografari di turno vogliono solo spremere gli artisti
e farli diventare delle macchinette per produrre danaro. Almeno
questo è stato fino a poco tempo fa.
Tutto ciò ora è in crisi per diverse ragioni. Questa
è già una prima rivoluzione. La musica deve ritornare
ad essere musica suonata davvero. Il disco è solo un accessorio
che può esserci o non esserci e per questo, non deve essere
un problema per l’artista autentico.
L’arte evolve. E’ intelletto vivo, è aliena
dal senso borghese del volgare ed è sempre popolare, anche
quando è difficile. In questo senso, ciò che tu
definisci nemici di classe sono quelli che producono cose pre-confezionate
che non permettono lo sviluppo del pensiero e l’evoluzione.
Fai tu stesso dei nomi.
La tradizione,la musica locale e folkloristica sono un
punto di partenza anche per chi fa prog?
Per noi il
folk e la musica dei vari cantacronache degli anni ’50 è
stata determinante. Non abbiamo però trascurato Luigi Nono
ed i grandi compositori classici o Jazz.
Ciò è avvertibile negli album dei Malaavia.
Qualche pseudo-critico da quattro soldi invece ritiene che il
richiamo a dialetti e stilemi folk nel prog costituisca un limite.
Limitato sarà lui !
Cosa
pensi del recupero dei dialetti e del folk in parte della musica
attuale.Ottiene successo per un reale valore artistico,o è
pura forza di rappresentazione di un dato popolo?
Crediamo
che la rappresentazione folklorica fine a sé stessa sia
un dato assolutamente negativo. Il popolo si evolve e genera forme
nuove, in linea o in opposizione con una tradizione antica. Il
dialetto, come le lingue locali si trasformano e coniugano nuovi
slang.
Ciò che è pura forza artistica deve tenere presente
tutto ciò e farlo proprio. Solo così sarà
autentica. Diversamente, è fiction. Il valore artistico
devi misurarlo in base alla capacità di trasformazione
della realtà sociale in chiave musicale. Esempi massimi
di ciò che ti dico possono essere rappresentati in Peter
Gabriel, Paul Simon, Franco Battiato, PFM, NCCP ed altri, a torto,
definiti minori. Uno di questi è Antonello Paliotti. Cercalo
in rete. La musica di Antonello è vero prog !
Comprendi bene che non stiamo parlando dei Green day o dei Blue.
Allegato alla recensione c'è anche un link dove
i lettori possono ascoltare il disco.Come vivete le possibilità
di usfruire la musica in modi diversi rispetto a quelli tradizionali?
Abbiamo sempre
pensato a questo tipo di cose. Ora lo abbiamo realizzato grazie
all’impegno del nostro discografico Tiziano Giupponi della
MULTIMATI.
Pensiamo che il supporto fisico nell’era dell’IPOD
sia pressoché inutile, a meno che uno non sia cultore dell’oggetto
in quanto tale e quindi se lo compra.
Io, per esempio, compro solo LP. Oggi quasi tutti i nuovi dischi
sono stampati anche in vinile.
Quando lo metto sul piatto è tutta un’altra musica
e non c’è mp3 che tenga.
E’ però un capriccio di nicchia. I mp3 sono più
comodi ed il CD è superatissimo.
Potere
democratico che porta la musica come mezzo pubblico di istruzione
e intrattenimento popolare?
Sicuramente,
il Player multimediale è alla portata di popolo più
che il supporto fisso.
O
temete che il capitalismo sappia introdursi e inquinare anche
gli spazi liberi di sapere in internet?
Il capitalismo
in quanto prodotto scellerato dello sfruttamento si insinua ovunque,
è la storia che ce lo insegna. Cosa ben diversa è
l’investimento sano,equo e pulito. Internet offre enormi
possibilità in questo senso ed attraverso la rete è
quasi sempre possibile smascherare i trucchetti dell’ancien
regime borghese.
Farete un live?
Si, il tanto
sospirato MALALIVE. Speriamo che qualcuno possa credere in questo
nuovo progetto. Confidiamo in un interessamento di Aerostella-Immaginifica
dell’amica Iaia De Capitani.
Come
sarà strutturato?
Ci saranno
3 parti :
1. Brani
nostri e qualche brano del disco solista del nostro Joe La Viola.
2. Villanelle napoletane del 500 arrangiate alla nostra maniera.
3. Alcuni delicati omaggi ad artisti dei 70 come Battiato, Le
Orme, Pfm, ma si tratta di brani spesso trascurati dal grande
pubblico.