Volevo
sapere qualcosa su questo che non è un disco nuovo, ma dal
vivo. La registrazione di uno spettacolo teatrale durante la scorsa
tournèe. Non ha fatto dischi per quattro anni e poi ne ha
fatti due in pochi mesi.
Non è
che non ho fatto dischi per quattro anni, ma non ho fatto dischi
di canzoni. Però ho fatto un disco di un concerto cameristico
al teatro romano di Pompei e altre cose. In effetti questo è
un momento di iperproduzione nel senso che tra regie teatrale
e operistiche si è incastrato anche questo tour che peraltro
per ragioni di esperienza un tour magico e l’idea di registrare
un dvd live e anche un disco è venuta per la risposta che
non solo il pubblico, ma anche noi abbiamo ricevuto da questo
tour. Per cui volevo che ci fosse un documento che rimanesse.
In questi giorni al teatro Valli di Reggio Emilia ho concluso
la parte italiana del tour e poi inizierà la parte europa:
Mosca, Ginevra, Zurigo, Amsterdam, Madrid. Sarà quasi in
maniera formale la degna fine del tour. Questa è la documentazione
di questo tour che è nato anomalo e che strada facendo
lo è diventato di più, perché non è
un tour di canzoni, ma è una teatralizzazione delle canzoni,
con una scenografia …
…
e anche una regia teatrale vera e propria.
Una regia
teatrale che ho fatto io. Con un aiuto molto bravo direi, ancor
più che emergente, che si chiama Marco Alemanno e che è
il co-produttore con me del disco, quindi della parte precedente
il tour. In più c’è questa operazione che
con la presenza della teatralizzazione, ma la prevalenza musicale,
ci sarà la pubblicazione di un libro di Bompiani con un’altra
parte del tour, molto più teatrale che vedrà l’uscita
a settembre: libro con dvd accluso.
Cd
e dvd differiscono in modo sostanziale? Non solo per la presenza
delle immagini …
No, differiscono
nella forma e nei contenuti, per quanto il cd è sostanzialmente
un monouso ed è un po’ controtendenza, perché
è un supporto tecnologico che è un po’ messo
in disparte oggi. Nel dvd ci sono contributi, interviste, c’è
la possibilità di avere una presentazione delle canzoni
differente. Diciamo che è una forma tecnologicamente molto
più aggiornata, più contemporanea.
Poi
essendo stato un tour teatrale penso che il dvd lo rappresenti
al meglio.
Certamente.
Lo rappresenta nella sua logica e soprattutto è una rappresentazione
fedele del tour. Anche se in questo caso non lo è fino
in fondo, perché alcuni brani sono riservati all’uscita
di settembre: quelli più teatralizzati e meno musicali.
Il
repertorio c’è più o meno tutto a partire
da "4/3/43", ma senza la produzione con Roversi.
O sbaglio?
No, ce n’è
una che è Anidride solforosa.
E’ un omaggio che faccio a me stesso e anche un omaggio
che continuo a fare a Roberto Roversi che non è stato solo
un collaboratore, ma un leader nell’operazione che abbiamo
fatto assieme. Subito dopo aver lavorato con Roversi io ho iniziato
a scrivermi i testi da solo, quindi per me è stato anche
un riferimento, una scuola. Probabilmente avrei potuto fare i
testi anche prima, ma avendo a disposizione una collaborazione
di questo tipo ho preferito lavorare con lui. E così mi
sono preparato per scrivere i testi al momento opportuno.
E’
stata una specie di scuola …
Un master,
assolutamente (ridiamo). Roversi è ancora oggi un riferimento,
dato che ovviamente ci sentiamo sempre, abbiamo uno scambio quasi
continuo di opinioni, oltre alla piacevolezza e alla gratitudine
che ho nei suoi confronti.
Il
disco è stato presentato ufficialmente a Bologna.
Sì,
avendo registrato il concerto da cui è tratto a Bologna
e avendo l’occasione di precedere l’inaugurazione
di ArteFiera che è una manifestazione molto importante,
la più importante che c’è in Italia nel suo
genere e io in qualche modo ci sono legato perché avevo
fino a qualche anno fa una galleria e sono appassionato d’arte.
Inoltre, durante il concerto, c’è un’istallazione
di Lucia Tani che abbiamo curato insieme, perchè era una
sorte di occasione benefica tra virgolette, a favore dell’ospedale
uno dei più importanti per quanto riguarda la patologia
che c’è a Bologna.
In
questa occasione ha suonato non tutti i brani del disco, immagino.
Beh, non
ho fatto la parte finale che è una sorta di medley elettrico
molto spinto, perché in realtà il teatro comunale
di Bologna è storicamente il primo teatro lirico d’Italia
e quindi non avrebbe sopportato un “rumore” come quello.
Ci siamo dovuti limitare, finalizzare il livello acustico allo
spazio.
Ultimamente
ho visto due libri che parlano di lei. Quello sulla storia della
Rca rivissuta attraverso i ricordi di Lilli Greco e quello di
Maria Laura Giulietti, edito da Bompiani, su un solo album Come
è profondo il mare. L’ha letto?
Io li conosco,
ma il problema è che ogni volta che faccio una cosa ce
ne sono tre o quattro in attesa: dalla messa in scena della Beggar’s
opera per il teatro Comunale per cui sto già lavorando
adesso anche se comincerò le prove al ritorno dalla Russia.
Poi ho fatto la musica del film di Salemme. Insomma, non ho avuto
tempo per leggere i libri che parlano di me.(ridiamo). Da dopo
la Russia lo farò.
Comunque
è una bella esperienza trovare un libro che parla di una
album solo. Lei quando lo ha registrato sapeva già che
sarebbe stato un album storico? Lo sentiva?
Ma guardi,
al momento di scrivere canzoni non sai mai dove andranno a parare
e quali saranno le seduzioni che la creatività procura.
Non ho mai avuto la sensazione, la coscienza di quello che sarebbe
successo dopo l’uscita. Devo dire che mi sembrava, era il
periodo che smisi di lavorare con Roversi, che comunque fosse
destinato a essere, non dico una pietra miliare, ma un sintomo
di trasformazione nella storia della canzone che aveva, parlo
della canzone del cantautore, che aveva un assetto moralistico,
pedagogico, a volte anche fin troppo pretestuoso. Io volevo che
il meglio della canzone arrivasse alla gente, non solo alla gente
“intelligente” o presupposta tale. Ecco. Quindi il
mio lavoro sarebbe stato un lavoro di divulgazione senza una selezione
del pubblico al quale volevo rivolgermi.
E
ha funzionato alla grande!
E ha funzionato!
Poi soprattutto ha funzionato nel tempo, perché alcune
di quelle canzoni le faccio ancora adesso:è al centro di
tutto questo. Anche del lavoro che sto finendo. E’ stata
una canzone che non sarà stata una pietra miliare, perché
è un po’ stupido dire così, ma è stato
un anello di congiunzione tra un modo di concepire la canzone
e iniziare a concepire una cosa diversa.
Ma
il ritorno alla canzone, al concerto, a pubblicare dischi è
un buon segnale? Nel senso che possiamo aspettacene altri o sono
troppe le attività collaterali? Oppure non si sa ancora?
No, no, io
sto già preparando il prossimo … Ma devo dire che
comunque non è più come tanto tempo fa.. Mi muovo,
anche come operatività, più sul versante del teatro,
facendo le regie. L’anno scorso ad esempio ho fatto un mese
in Irlanda con Stravinskij e l’Arlecchino di Ferruccio Busoni
e quest’anno tornerà in scena a Liegi e altrove.
Però io non la seguo sempre, avendo fatto la regia e non
essendo l’interprete. In realtà credo di avere più
tempo per le prossime operazioni discografiche. Avendo lo studio
di registrazione anche in barca. E questo fa capire l’interesse
e il piacere di registrare.
Una
notizia che mi sembra di avere letto da qualche parte. E’
vero che Caruso non è la sua canzone preferita?
Ma no, in
realtà dal punto di vista dell’esecuzione è
sicuramente la canzone che preferisco, perché è
talmente uno sfogo! E questa poi è una delle ragioni per
cui molti cantanti l’hanno reinterpretata.
Perché
è bella da cantare.
E’
bella da cantare. Però ecco, se dovessi ascoltarla non
è la canzone che preferisco.
Che
invece è …?
Non ce n’è
una. Ad esempio ho riscoperto una canzone che non avevo mai fatto
dal vivo che è Liam, presente
in questo lavoro. E poi c’è Le rondini,
da "Cambio", che è un pezzo
che mi diverte moltissimo. Lei calcoli che ci sono almeno una
decina di pezzi che io non posso non fare, perché la gente
si sentirebbe non considerata e tradita. Sto parlando di L’anno
che verrà, o Attenti al lupo
che però nel tour non faccio. Ma se proprio me la chiedono
la inserisco come bis. Poi non posso non fare 4 marzo
e Piazza grande che però faccio
sotto forma di medley acustico. Cioè le camuffo un po’.
Me le sto tirando dietro da un bel pezzo. E quindi riscoprire
una canzone da riproprorre live come ho fatto in questo tour con
Le rondini è stato un vero piacere.