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Le BiELLE Interviste
Luca Barbarossa: un rock tollerabile, biologico
"Esprimersi senza fare i conti col mercato"
di Giorgio Maimone



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Luca Barbarossa è personaggio raro. Educato, colto, con idee sul ruolo del cantautore e su presente e futuro della musica. Starlo ad ascoltare diventa un piacere. E molte delle sue idee sono condivisibili: da quelle su Sanremo e sulla letargia della discografia italiana, alla necessità di trovare nuovi sistemi comunque per comunicare. Che siano le radio, internet, MySpace o quant'altro possa servire allo scopo. Se remunerativo bene, altrimenti anche senza andare incontro al mercato. Comunicare è un'esigenza troppo alta.

Luca allora, finalmente un disco nuovo: “Vie delle storie infinite”

Esce venerdì 25 aprile. Il 15 aprile ha debuttato nella distribuzione digitale. Si scarica legalmente insomma

Erano cinque anni che non uscivi con un album di inediti.

Ho battuto il mio record

Come mai?

Tanti motivi. In questi anni ho lavorato molto sul live, meno sui dischi, anche perché i dischi come sai sono materia controversa ultimamente.

Non rendono nulla

E non hai più molti compagni di viaggio quando vuoi realizzare un nuovo progetto, Io da artigiano quale sono con le piccole etichette indipendenti ho fatta molto più fatica di quanta ne può fare una multinazionale. Però poi ci ho lavorato per tre anni. Ero partito con altre produzioni. Poi ho cercato molto sia il suono che i musicisti che andassero bene. Poi ho individuato in Adriano Pennino il musicista che andava bene per questo progetto, Ci abbiamo lavorato insieme ed è venuto come volevo. Però, prometto, la prossima volta ci metto di meno. Mi sento un po’ in colpa (ridiamo)

Che tipo di progetto è venuto fuori? Cantautorato acustico?

E’ un disco molto acustico, non perché manchino le chitarre elettriche ma perché è un disco “suonato”, suonato da essere umani di grane talento: discesi musicisti!

Genere raro …

Genere raro e ancora più raro è che ci si trovi insieme in un grande studio di registrazione a suonare tutti insieme e non a sovrapporre le varie parti, ma un vero ensemble dal vivo, in presa diretta, Ognuna di queste canzoni è un vero live in studio, E questo ha fatto sì che questi arrangiamenti, queste canzoni avessero un’anima. Vicino a quello che avevo scritto.

Come una serie di piccoli live in studio

E’ un disco di studio, ma è concepito per essere suonato insieme. Come si fa nel jazz, come si fa nella musica classica., Come si fa nella musica. Punto! Oramai il computer ce l’ha fatta dimenticare questa abitudine, Mi rendo conto di come i costi di produzione siano più elevati, dallo studio di registrazione al coinvolgere pià persone, ma sono felicissimo di avere fatto questa scelta e di aver scelto musicisti italiani e molti napoletani, visto ch Napoli è una splendida risorsa umana e non solo una discarica. C’è un bello staff meridionale di cui vado particolarmente fiero.

Le canzoni sono nate negli ultimi cinque anni o sono tutte dell’ultimo periodo?

Sono nate negli ultimi tre anni e sono tutte nate per questo progetto. Le prime che ho scritto sono state superate dalle cose più recenti, In un progetto su parte sempre in un modo e si finisce in un altro. Il nucleo centrale di questo progetto era costituito da Via delle storie infinite, la canzone che non a caso dà il titolo al disco e da Un altro giorno che è la seconda traccia del disco. Attorno a questo ho poi costruito le altre.

"Via delle storie infinite" ha un titolo molto intrigante ed evocativo. Di cosa parla?

Parla delle storie di ieri , degli amori di ieri, è una conversazione con una persona amata con la quale non si sta più insieme ma è un amore infinito che non passa, che ci accompagna non come tormento ma come formazione. Le vere passioni, i veri amori, le cose che ci hanno toccato l’anima per fortuna le portiamo con noi. Sono le proteine, sono le cellule. Impariamo anche ad amare grazie agli amori vissuti ieri. Quindi è una canzone di ricordi, di suggestioni, di immagini, di stato d’animo. Come tutte le canzoni poi va sentita. Parlarne è sempre difficile e anche patetico.

E le altre? Io non ho ancora sentito il disco, me lo porti tu in questo momento ...

Un altro giorno è la canzone dell’abbandono. Non riesce a fingere anche se ci prova. Invece no è la canzone della passione, della scelta, le scelte difficili che poi si rivelano le più importanti. Nel mio caso la scelta di fare musica. La scelta di avere inseguito le mie passioni a fronte di percorsi probabilmente più semplici, ma anche più piatti, più omologati. Scelte che ti complicano la vita, ma delle quali oggi vado fiero.

Greta è una storia d’amore con una donna molto più giovane. Una ragazza che sfugge ai luoghi comuni che si dicono sui giovani, che ascolta Jacques Brel. E’ un anziana ragazza (ridiamo) e il suo modo d’essere mi fa ben sperare. E’ come se la sua innocenza riscattasse e salvasse il mondo intereo. Aspettando il 2000 è una canzone generazionale, dissacrante, divertente ed amara. E Dio non è è chiaramente una canzone che parla della strumentalizzazione della religione e della fgede che è in atto da diversi anni.

Tu oltre a fare musica la ascolti. Che tipo di musica ami?

Ascolto non moltissimo perché sono per un ascolto attento e non distratto. Ascoltare attentamente presuppone avere tempo. In questi ultimi anni ho ascoltato molto i Coldplay, gruppo che mi piace molto, il mio gruppo di riferimento. E comunque ascolto sempre un rock tollerabile, biologico.

Amichevole per le orecchie

Non amo questo rumore di fondo che ci siamo abituati ad avere nei ristoranti, nei taxi, ovunque, Questo utilizzo dissennato di un sottoprodotto della musica che è in realtà una sorta di fastidio mentre stai parlando. Preferisco vivere, andare ai concerti, ascoltare dischi.

Nella tua formazione invece chi ha contato? James Taylor?

Proprio. Pensa che per il mio compleanno mi hanno regalato il biglietto per il suo concerto. L’ennesimo.

Ci ho preso in pieno

Hai azzeccato subito. Ho visto tutti i suoi concerti che sono passati da Roma,. La mia cultura musicale, se ce n’ho (ridiamo) viene da lì: la west coast americana, gli Eagles,. Neil Young, moltissimo Neil Young, Corsby Stills &Nash, Carol ing. Abbiamo frequentato questa musica da quando facevo con un mio amico molto caro il musicista di strada, abbiamo girato in lungo e in largo l’Europa suonando Teach your children o Love the one you ‘re with

Non ti è mai venuta voglia di fare un album di cover?

Sì, mi piacerebbe molto. Sono sempre in dubbio perché le versioni originali sono incredibili ancora oggi, perché quei dischi sono dischi storici, Bisognerebbe trovare un modo. Però non ti nascondo che la tentazione c’è stata.

Tu parlavi prima delle difficoltà che ci sono a fare dischi e della miglior possibilità di andare in giro a suonare. La situazione è davvero così critica? O è peggiore ancora?

La situazione non è buona, per parafrasare Celentano. Comunque questa è la nostra vita. E’ un esigenza quella di esprimersi che non può fare i conti solo col mercato. Noi dobbiamo tentare di comunicare le nostre emozioni. Se c’è vendita bene, se non c’è vendita pazienza. Importante è la radio, perché le nostre idee arrivano. Così come internet, Myspace, il sito, la distribuzione digitale. Veicolare le nostre idee è importante. Un mondo senza idee non è un mondo tollerabile, non è divertente. Bisogna trovare un modo, pur non remunerativo per fare arrivare le idee. Se si chiama disco continuerò a fare i dischi, se si chiama file farò i file.

Tu hai fatto molti Festival di Sanremo, vero?

Sette. Incredibile!

Quest’anno Sanremo è stata messa pesantemente in discussione. Dal punto di vista degli ascolti perché come vendite è poi andata bene. Cosa ne pensi di una manifestazione così. Ci andresti ancora?

Sanremo è sempre una grande opportunità per un cantante. Fare ascoltare una canzone a dieci milioni di persone.

Poi nel tuo caso sei emerso proprio a Sanremo con “Roma spogliata”

Sì, è stato il mio debutto nell’81. Sai, non è che capita sovente di presentare un disco di fronte a 10 milioni di persone. Se anche c’è crisi degli ascolti e invece che davanti a dieci la presenti a otto milioni, sono sempre tanti! Io la sera faccio i concerti e al massimo sono 3-4000 e se vado nei club qualche centinaio. Dire a dieci milioni di persone “Ascoltate questa cosa che ho da dirvi” è già un miracolo! Affinché avvenga questo bisogna fare i conti con le ansie da prestazione che una rete televisiva ha. Sanremo è un compromesso tra le esigenze televisive e quelle musicali. Direi che in Italia parliamo un po’ troppo di Sanremo e un po’ poco di musica. Non diamo a Sanremo tutta la croce della musica italiana. Se la musica è rappresentata solo da Sanremo c’è qualcosa che non va o se il mondo discografico si aggrappa solo Sanremo come ultimo baluardo promozionale c’è qualcosa che non va. Noi dobbiamo creare delle altre occasioni. Non perché abbiamo qualcosa in particolare contro Sanremo ma proprio perché farebbe bene al nostro ambiente non andare in letargo durante l’anno, per risvegliarsi solo in questa settimana di fine febbraio.

Manifestazioni come X-Factor o Amici? Dove si cercano i talenti in tv …

Se cercano i talenti vanno bene. Se cercano di stupire con effetti speciali no. La cultura de reality non mi appartiene, però so ad esempio che a X- Factor c’è stato uno sforzo per portare giovani che sanno fare che sanno esprimersi. Spesso ho visto solo giochettini televisivi.

Adesso che abbiamo il disco cosa ti attende? Il tour?

Un tour promozionale nei club con chitarra e voce e un intervistatore con me sul palco e io racconto in un intreccio continuo tra vita e musica. Questo fa sì che venga fuori uno spettacolo che sia confidenziale sì, ma anche brillante,m perché non ci prendiamo troppo sul serio. Bisogna anche spiegare alcune cose, i retroscena che ci sono dietro le canzoni, ma anche ricordare aneddoti che stanno dietro le mie canzoni, la mia storia che sono anche coloriti.

Molti cantautori hanno il libro nel cassetto. E tu?

(Ride) Io non l’ho fatto. Di questo almeno non potete accusarmi. Proprio zero., Già faccio fatica a scrivere canzoni. Il libro è una canzone lunghissima.

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Intervista rilasciata il 24-04-2008
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