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Le BiELLE Interviste
Bandabardò: Ottavio
Un lungometraggio fatto di canzoni
di Lucia Carenini



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S'intitola 'Ottavio' ed è uscito il 5 settembre il nuovo album della Bandabardò. Strutturato come un dramma teatrale, racconta in quattordici brani suddivisi in quattro atti la vita e le opere di Ottavio, nome che nella commedia dell'arte rappresenta l'innamorato. Il lavoro, un vero e proprio concept, in quest’epoca dove trionfano singoli e compilation più o meno personalizzate, narra le vicende di un uomo che sin dall'infanzia intraprende un viaggio – esteriore e interiore - alla ricerca dell'amore. Durante le sue avventure incontra tutta una seie di personaggi: un vero e proprio campionario della razza umana. I nobili si alternano ai poveracci, i preti alle bellissime di cui il nostro protagonista si innamora. E una di loro gli spezza il cuore. Ma Ottavio non demorde e dopo una crisi profonda stipula una tregua, un vero e proprio armistizio con la vita. Cosa che gli permetterà di rialzarsi dal baratro per tornare a credere nel potere della fantasia. Gli interpreti del 'dramma' sono i componenti della Band (Erriquez, Finaz, Orla, Don Bachi, Nuto e Ramon) affiancati da quattro ospiti d'eccezione: Tonino Carotone, Stefano Bollani, Adriano Murania e Clemente Ferrari. Proprio da Erriquez ci siamo fatti raccontare meglio le vicende di Ottavio, alla vigilia dell’uscita del disco.

Innanzitutto complimenti per Ottavio, un lavoro che conquista fin dal primo ascolto.
Grazie, anche perché ha il difetto di essere un disco da più ascolti
, se un difetto può essere.

Perché la scelta di un album in forma di dramma teatrale?
Beh, le parole dramma teatrale vanno utilizzate tra virgolette. Noi abbiamo sempre fatto delle canzoni-cortometraggio, in cui si sviluppa tutta la storia. Questa volta ci siamo divertiti a realizzare un lungometraggio fatto di tante storielline legate tra di loro. Ne sono uscite le vicende di Ottavio, personaggio la cui vita è votata all’amore, dalla nascita al gran finale, il momento in cui si verifica uno strano pareggio, uno strano equilibrio che lui trova con se stesso. E' un viaggio di vita e d´amore di chi senza amore proprio non sa stare.
Poi la scelta è dovuta al fatto che noi abbiamo sempre dato molto peso alle parole, che sono anche il filo conduttore tra un disco e l’altro. Questa volta, abbiamo scritto tutto il lavoro di getto ed è uscito il ritratto di questo personaggio che ci appassiona molto, così abbiamo pensato di costruirgli un “teatro” attorno.

Un vero e proprio ritorno al concept album ai tempi di i-Tunes. Un voler andare controtendenza o credete che ci sia ancora spazio per i lavori con la elle maiuscola in forma di disco?
A parte che puoi immaginare quanto ci importi della parola tendenza, il punto è proprio che noi crediamo che un disco non debba contenere un singolo e dei riempitivi ignominiosi. Sono già stati fatti danni enormi in questo senso. E questo lo dico sia per rispetto verso chi compra, che per il rispetto che i musicisti dovrebbero avere verso se stessi. Noi facciamo dischi perché abbiamo qualcosa da dire e poi perché sono momenti che fissano ricordi, speranze, idee. Ottavio è stato coccolato oltre misura, credo che la gioia stia proprio nel farli i dischi, e non per venderne tanti, perché bisogna essere l’ingranaggio di una macchina produttiva.

E il fatto che Ottavio è il vostro ottavo disco? Solo un gioco di parole o c’è un pensiero dietro?
E’ effettivamente l’ottavo disco e Ottavio è il personaggio della Commedia dell’Arte che impersona l’innamorato: Già la cosa ci piaceva moltissimo. Ed è l’unico che non porta la maschera, ha solo un baffetto arricciolato e lo sguardo angelico. Amore allo scoperto, dunque. E lui fa solo la parte dell’innamorato, a volte con successo, a volte sopraffato da altri. Ma per tutta la vita lui cerca l’amore. Con una tenacia e una forza emozionanti. Noi l’abbiamo sentito molto vicino, Poi trovaci le metafore che vuoi.

Che tipo di musica c'è dentro?
C'è di tutto, c´è tantissima roba. C'è la strada e c'è persino un tango. Fatto a modo nostro, chiaramente. E poi ci sono delle ballate, oltre naturalmente alle classiche ritmiche targate bardò

A fianco delle vostre canzoni avete scelto di inserire nell’album – oltre a Bambino che è una cover di 'Guaglione' di Renato Carosone - La mauvaise reputation di Georges Brassens e Viva la campagna di Nino Ferrer. Mi è piaciuta la scelta di fare Brassens in Francese e ancor di più mi è piaciuta quella di inserire in questo contesto Nino Ferrer, che oltre ad essere uno dei grandi dimenticati è stato anche un autore misconosciuto, rimasto intrappolato in una maschera da clown pop. Pochissimi sanno che Ferrer in realtà era una persona profonda e appassionalta, legata all’antimilitarismo, all’ecologia, alla libertà.
Brassens è un mito in tutti i sensi e Ferrer fa parte della mia crescita francese. Oltralpe ha fatto una carriera strana ed enorme, ricoprendo I francesi sì di canzoncine, ma anche di canzoni di protesta. E per di più non si è mai riconosciuto nel modo superficiale con cui veniva visto dal pubblico. Era il mio totem di vita. Viveva di musica e di passione. Suonava dal jazz alla classica. Poi è finito male. Ho dovuto cambiare totem di vita…
Però ci ha riempito di allegria, e non è facile dare allegria in tre minuti.

In Ottavio la Banda è affiancata da quattro ospiti d'eccezione: Tonino Carotone, Stefano Bollani, Adriano Murania e Clemente Ferrari. Ci racconti qualcosa in più su questa collaborazione?
Il nostro rapporto con gli ospiti è sempre molto bello, i nostri amici suonano volentieri con noi. Non solo per stima, ma anche perché il nostro approccio è far loro sentire la canzone e lasciarli assolutamente liberi di viverla e di aggiungervi i loro colori, senza porre alcun limite o obbligarli con richieste particolari. Con Stefano Bollani ormai c'è questo ritmo meraviglioso a dischi alterni; questa volta gli toccava ed è venuto e ci ha deliziato con la sua arte con la A stramaiuscola trasformandosi nel pianista della locanda ne La vedova Begbick Lui è davvero un grande, come musicista e come persona.
Con Tonino Carotone, dopo esserci trovati tre-quattro volte in live, ci eravamo da tempo ripromessi di trovarci in sala di registrazione. La sua interpretazione di Bambino è estremamente stradaiola e confidenziale, con questo raspo che ha nei polmoni è veramente bravissimo. Marchia i pezzi e li trasporta nella caille, come dice lui. Gli altri sono forse meno noti al grande pubblico, ma sono delle bestie, come Antonio Murania, che oltre a suonare musica classica, si fa tutti i concerti di Carmen Consoli. E' arrivato e gli ho detto che doveva interpretare il violinista di un saloon. Mi ha guardato e ha detto "Ok". E' davvero meraviglioso che artisti di questa bravura si abbassino alla Banda, diano tutti se stessi e siano anche contenti di averlo fatto. Per noi è davvero una grandissimo dimostrazione di stima oltre che di affetto. Suonare con gli ospiti è stato uno dei momenti più belli della realizzazione del disco.

Beh, abbassarsi mi sembra una parola un po' pesante… Ci sarà presto un tour, che tipo di spettacolo metterete in scena per portare in giro Ottavio?
Come in tutte le estati abbiamo appena terminato un mese di Sud indiavolato: 26 date in 30 giorni. Facciamo questa scelta perché ci sono poche strutture e diventa difficile raggiungere queste persone fuori dalle piazze. Molti nostri colleghi snobbano queste situazioni, a noi invece piace andare a suonare davanti a persone che aspettano un concerto per un anno e ne parlano per altri due anni dopo. Abbiamo conosciuto della gente bellissima, stabilito dei rapporti intensi con delle microrealtà. Persone che hanno fatto sforzi enormi per accoglierci come fratelli che tornano a casa dopo una lunga assenza.
Ora inizia un Feltrinelli-Ricordi-Fnac tour in cui presenteremo Ottavio nelle librerie più grandi dove potremo suonare in acustico 6-7 pezzi nuovi. Poi noi siamo poco cerimoniosi, e facciamo sempre un'altra mezz'ora di canzoni anche vecchie, per far sentire come tutto è collegato. Da sempre. La nostra è una storia che continua e si integra. Dopo le librerie ci saranno 4 palzzetti: Napoli, Roma, Firenze e Milano. Sarà uno spettacolo molto articolato, perché il palco cambierà radicalmente aspetto per tre volte. Si inizia in un bar, si finisce su una spiaggia… insomma succedono delle cose. E' ancora tutto molto nella mia testa…però prima o poi mi deciderò a discuterne con gli altri e a concretizzarlo. Poi saremo all'estero in Spagna, Francia, Belgio, Germania e Lussemburgo. Sono posti in cui abbiamo un bel pubblico, soprattutto grazie all'Erasmus al quale accendiamo ogni giorno ceri di ringraziamento. Sant'Erasmus vive e lotta con noi. Una cosa incredibile. Ci ha permesso di andare a suonare amadrid, che già avevamo addosso un'emozione incredibile - nessuno di noi c'era mai stato nemmeno come turista - e tutti conoscono i pezzi, i gesti, cantano…una cosa bellissima. Dopodiché, ciliegina sulla torta, inizierà il tour vero e proprio, quello nei club italiani che dovrebbe essere bello lungo e trasportarci fino all'estate in cui si tornerà al sud. A settembre 2009, infine si dovrebbe concretizzare l'obiettivo finale di Ottavio, ovvero la Banda per la prima volta nei teatri. Luoghi per noi sacri che tratteremo come tali, cercando di inventarci una cosa all'altezza con attori, colori, abiti di scena. Ed è una cosa che ci attrae, anche se ci spaventa un po'.

Non vedo l'ora di che sia pronto, questo spettacolo…
Anche noi, ti assicuro. Fare teatro, raccontare con attori e attrici le nostre canzoni è' il nostro grande sogno. E nel nostro girovagare per l'Italia abbiamo incontrato delle persone che possono condividere con noi il loro talento e il loro affetto per il progetto. Parlo di attori, registi, costumisti. Ci sentiamo in buone mani e in buona compagnia. Sarà un'esperienza bellissima.

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Ultimo aggiornamento: 02-09-2008
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