| Crudeltà
in commedia nel mondo dei Co.co
di Giorgio Maimone
La difficile situazione del mondo del lavoro contemporaneo
si può esprimere nel lucido disincanto di un film come
In questo mondo libero di Ken Loach, ma anche nei toni da
commedia del film di Paolo Virzì.
E non si tratta di buttarla in vacca.
Marta, 24enne, siciliana, neolaureata con bacio accademico,
cerca lavoro a Roma. Finisce in un call center, organizzato
come un villaggio vacanze: con le canzoncine e i balletti
per iniziare la giornata, l’ossessione di “fare
squadra” e i giochi sadici tra i venditori per ottenere
da loro il massimo.
Ne esce un’umanità disumanizzata e incanaglita,
dove “il migliore c’ha la rogna”, compreso
l’onesto, ma impalpabile sindacalista Valerio Mastandrea.
È un film collettivo a molte voci, che mescola cinismo
ed ironia, sguardo distaccato e partecipazione.
Uno spaccato di un’Italia che danza allegramente sul
baratro del presente, mentre il futuro si fa evanescente.
La parola d’ordine è: «siete tutte persone
speciali, perché fate un lavoro speciale», come
ripete ogni giorno la capotelefonista, una credibilissima
Sabrina Ferilli. Nota di merito per la giovane protagonista,
Isabella Ragonese. Buoni i contenuti speciali.
La frase: "Siete tutte persone speciali,
perché fate un lavoro speciale"
Da
vedere: Per capire come si è ridotto il mondo
del lavoro. Dove non solo gli sfruttati stanno male.Un regalo
di questi malefici anni zero.
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