Il
solito Bruce Willis con un guizzo in più d’ironia
di Giorgio Maimone
Tutto sommato i prodotti seriali non si differenziano
molto tra di loro. Die Hard - Vivere o morire non fa eccezione,
ma Bruce Willis, film dopo film invecchia e la sua aria da
fascista arrogante, si trasforma man mano in un’aria
da fascista simpatico.
Questo episodio, il quarto della saga del detective John McClane
è ben costruito, con dialoghi brillanti, la giusta
dose di ironia, una trama ficcante e molto ben congegnata
e alcune trovate da baraccone di effetti speciali.
Un gruppo di cyberterroristi ben organizzati decide di distruggere
l’intero sistema informatico degli Stati Uniti, gettando
il Paese nel panico. Solo il vecchio detective analogico e
il giovane hacker che nel frattempo diventa suo amico (e che,
en passant, è il testimonial Usa delle pubblicità
della Apple - piccola nota ironica addizionale), riescono
a sventare la trama criminale.
Ricchissimi i contenuti speciali dell’edizione in due
dischi. Contemporaneamente è uscita la quadrilogia
della serie.
La frase:"Devo scappare, non ho tempo
da perdere figurati per morire!".
Da
vedere: Se vi piacciono i film d'azione e i dialoghi
brillanti
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