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BiELLE Film
"Caos Calmo" di Antonello Grimaldi


Titolo originale:
Caos Calmo

Regia:
Antonello Grimaldi
Soggetto:
Sandro Veronesi

Sceneggiatura:
Nanni Moretti
Laura Paolucci
Francesco Piccolo

Distribuzione: Fandango
Durata: 112'
Data uscita in Italia: 08/02/2008
Genere: Drammatico

"Demorettizzarlo" è impossibile! Ma funziona
di Shaz Moughi

E' lui: è Nanni Moretti con tutti i suoi tic, le sue idiosincrasie, i suoi scatti d'ira e le sue dolcezze. Appena un po' temperato, perché in questo caso non è Michele Apicella, ma Pietro Paladini, manager in carriera (lavora comunque nel cinema), a cui, un brutto giorno, muore per un incidente domestico la moglie. Visto che era assente al momento dell'incidente viene rimproverato dalla figlia Claudia, di 7/8 anni. Da quel momento Nanni/Piero decide di non staccarsi più dalla bambina , invece di andare a lavorare, resta ad aspettarla davanti a scuola, seduto su una panchina. Inizialmente per un giorno, poi per due, tre, finché non diventa un abitudine.

Pietro non va più a lavorare, ma è il lavoro che viene a trovare lui. E la panchina in cui si è isolato per fermare il tempo, bloccare il dolore e proteggere la bambina, diventa meta di un pellegrinaggio inesausto. Lo vengono a trovare capi, grandi capi e colleghi, segretarie, cognate, fratello, amici e conoscenti. E, a poco a poco, Nanni/Pietro, diventa una presenza famigliare per tutta la piazza: gli studenti che vanno a scuola, le mamme, il baracchino del bar al centro del giardino, la bella ragazza col cane che passa ogni mattino, il ragazzino down che è convinto che il lampeggiare della macchina di Pietro quando si apre e si chiude sia una strizzata d'occhi riservata a lui e anche gli abitanti della piazza che, non passerà molto tempo e lo inviteranno a cena.

Tutto questo in assenza costante del dolore. Sia da parte del padre che della figlia. E, incamminatasi così la storia avrebbe potuto continuare ancora a lungo (Pietro non solo non perde il lavoro ma viene promosso e riesce persino ad avere una fugace storia di sesso, quasi catartica) se non ché la bambina, prima di Natale, chiede al padre un regalo: di non restare più nella piazza perché in classe iniziano a prenderla in giro. Il film finisce qui. Con un sorriso. Ma i sorrisi nel corso del film in realtà sono tanti, anche se "Caos calmo" viene rubricato sotto la voce "drammatico".

Il dramma in realtà resta sempre fuori dalla storia. E' marginale, tangente. Incostante. Forse troppo. E' un po' una rimozione. Ma di sicuro la moglie del film non era tanto amata. Si respira aria di distanza. Tutto un altro climax drammatico rispetto a quello, peraltro molto forte, che Nanni stesso ci aveva fatto respirare ne "La stanza del figlio". Nanni in questo caso è attore e collaboratore alla sceneggiatura. Ma la sua presenza carismatica è talmente forte che, per tutti noi, resterà un film di Nanni Moretti.

Parte della critica sottolinea negativamente la sua partecipazione a un film così "intimamente borghese" e quindi lontano dalla cinematografia di Nanni, altri invece riconoscono la prova d'attore, peraltro alle prese con un personaggio a lui così affine e reso ancora più affine dalle elaborazioni morettiane sulla sceneggiatura. Il libro di Sandro Veronesi peraltro facilitava l'identificazione: il personaggio Pietro, per passare il tempo, elencava in puro stile Nick Hornby, le varie ricorrenze della vita: case in cui ho abitato, linee aeree con cui ho volato, posti in cui non metterò più piede.

Enfatizzata oltre ogni dire la scena di sesso tra Nanni e Isabella Ferrari non sfugge invece a una sostanziale banalità e forse anche parziale inutilità, se si vuole porre l'accento sull'aspetto di catarsi dal dolore. Ne resta un buon film, ben recitato, che si lascia seguire con partecipazione, servito da una colonna sonora superba che alterna brani dei Radiohead a musiche originali di Paolo Buonvino (già nelle colonne sonore dei film di Muccino), basati su un quartetto d'archi e un pianoforte, mentre sui titoli di coda passa, senza lasciare eccessiva traccia, un brano inedito di Ivano Fossati: "L'amore trasparente".

Inutile dire che la scena della panchina è già divenuta rapidamente una metafora a cui si appoggia l'intera società italiana. La scelta di chi decide di fermarsi. Non perfetto, ma da vedere. Più che Silvio Orlando, come spalla, spicca Alessandro Gassman, qui nel ruolo del fratello di Pietro. Non perfetto, ma senz'altro un film da vedere. In attesa di sapere come lo accoglieranno a Berlino, dove è in concorso per l'Orso d'Oro.

Cast
Nanni Moretti, Valeria Golino, Alessandro Gassman, Isabella Ferrari, Blu Yoshimi, Hippolyte Girardot, Kasia Smutniak, Denis Podalydès, Charles Berling, Silvio Orlando, Alba Caterina Rohrwacher.
Sul web  
Ultimo aggiornamento: 10-02-2008
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