| Ottimo
esordio, un noir d’atmosfera, tra cigni e canali
di Giorgio Maimone
Il talento lo si scopre dappertutto: nel montaggio
rarefatto e non conseguente, nei dialoghi di rara sapidità,
nella recitazione straniata eppure presente degli ottimi attori
(tre e tutti e tre in primo piano: Colin Farrell, Brendan
Gleeson e Ralph Finnies), nelle inquadrature fiabesche di
Bruges, magica città belga di canali, case antiche
e cigni, paradiso o inferno sceso in terra.
Il talento si svela anche quando il regista è un’esordiente,
come il giovane drammaturgo Martin McDonagh (38enne), che
porta al cinema la sua passione per la scrittura e in dote
un Oscar per il corto Six shooters.
Due killer irlandesi sono in fuga dopo aver per errore ucciso
un bambino. Il loro spietatissimo boss londinese ordina di
recarsi a Bruges e non muoversi da lì, in attesa di
ordine. L’ordine, quando arriva, è che il più
esperto deve uccidere il più giovane.
Ma al di là della trama (che non sveleremo oltre) c’è
il gioco dei caratteri tra i due killer: il giovane (Farrell),
impaziente e infastidito dalla permanenza nella città
delle Fiandre e quello più anziano (Brendan Gleeson)
affascinato invece dalla cultura, dall’arte e dalla
storia di Bruges.
Tra Aspettando Godot di Beckett e un Maigret di Simenon. I
contenuti speciali sono tutto un’omaggio a Bruges. Speciale.
La frase: "Il purgatorio è quando non
sei troppo male, ma neanche troppo bene. Come il Tottenham!".
Harry: Chiedi scusa per aver parlato male dei miei figli del
cazzo! Ken: Scusa per aver parlato male dei tuoi figli del
cazzo
Da
vedere: Per capire come si può fare un film
azzeccando tutti, ma proprio tutti gli ingredienti.
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