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dittatura e pallone: il Brasile anni '70
di Giorgio Maimone
È quasi più lungo il titolo del film.L’opera
di Cao Hamburger (2006) prende le mosse dall’estate
del 1970, quando il Brasile sta per vincere, contro l’Italia,
la terza e definitiva Coppa Rimet.
Ma la situazione politica del Paese è molto meno rosea
di quella calcistica. I genitori del protagonista infatti,
militanti di sinistra, sono costretti a lasciare il figlio
in quanto attivisti politici.
Mauro, un ragazzino di 10 anni, viene lasciato a casa del
nonno dai genitori costretti all’esilio o alla clandestinità,
ma proprio poco prima del suo arrivo il nonno muore.
Mauro viene così adottato dal condominio e dal quartiere
intero, che lo stringe in una coltre d’affetto nella
quale pensare il meno possibile all’assenza dei genitori.
Ma per Mauro c’è la grande speranza che, come
promesso dal papà, torneranno prima della finale della
Coppa. Politica e vita privata si mescolano, come i giochi
da bambino di Mauro fanno da contraltare ai provvedimenti
della dittatura militare e il quartiere multietnico di San
Paolo diventa gradatamente protagonista di un film che commuove,
diverte e avvince.
Possono giocare nella stessa formazione Pelé e Tostao?
E in quanti modi può passare il tempo un ragazzino
lasciato solo? Poetico.
La frase: "Ho capito che un esiliato è
un uomo che fa tanto ma tardo ritardo che non arriva mai più"
.
Da
vedere: Perché ancora ne conosciamo poco.
Quando lo sguardo si allarga oltre il cortile ancora ci stupiamo.
Ma prima di stupirci conviene informarsi.
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