Sono i cinque
della Banda Elastica Pellizza
che, accompagnati dal sax di Vittorio Marangolo,
aprono l'ultima serata del Tenco 2008. Accolti
trionfalmente dal pubblico, suonano Et
voila Monsieur Hulot eLa
parola che consola che da il titolo
al loro album. Anche se non si percepisce un vero
e proprio stile innovativo, sono belli, caldi
e raffinati i suoni della band, e le loro minimaliste,
inequilibrio tra ironico e surreale volano sospesi
tra stile cantautorale ed echi di jazz e. E tutto
questo è valso loro loro la Targa Siae
2008.
Sale sul palco Davide Van De Sfroos che,
accompagnato dalla sua chitarra e da fisarmonica
(Davide Brambilla), violino (Anga
Persico), chitarra elettrica e dobro,
basso, batteria, presenta tre brani di Pica, il
suo ultimo lavoro che gli è valso la targa
Tenco per l'album in dialetto: New
Orleans, Il cotruttore
di motoscafi e coinvolge tutto il
pubblico con la bellissima Lo sciamano
presentata in una versione diversa rispetto al
disco, più ritmata e tribale... insomma,
più sciamanica!
Non convince invece il trittico di Moni
Ovadia, che esegue Il tarlo
dei Cantacronache e
I musicanti dei Pan
Brumisti In maniera alquanto piatta e
incerta. Meglio si esprime nel brano di Vysotsky
cantato in russo, anche se sentiamo una signora
sovierica presente in platea lamentarsi a riguardo
della pronuncia... Molto originale invece la formazione
che lo accompagna, composta da fisarmonica, tromba,
chitarra classica, violino e fagotto, che crea
particolari sonoritàQuesto non basta però
a smuovere la staticità dei e, sentiti
i primi due minuti, si inizia a sfogliare la scaletta
della serata per cercare di capire chi può
esserci dopo...
Arriva così il turno di Frankie
Hi Nrg che si esibisce in quattro suoi
pezzi, vestiti per l'occasione di un nuovo abito
acustico: suonano solo chitarra classica, basso
e batteria; nessuna programmaziane, niente sintetizzatori,
tastiere o chitarre elettriche. La cosa che stupisce
è che non se ne sente assolutamente la
mancanza! I rap di Frankie son perfettamente sostenuti
da questi arrangiamenti che arrivano a toccare
ritmi di flamenco, bossa nova, atmosfere brasiliane
e l'effetto è assolutamente riuscito, tanto
che l'Ariston espode in un fragoroso applauso
e in una mezza standing ovation quando
il rapper condanna le recenti parole di Cossiga
contro gli studenti manifestanti, leggendo parte
dell'intervista che l'ex-presidente ha rilasciato.
Frankie saluta il pubblico col pugno teso. E'
la seconda volta che capita al Tenco nel giro
di pochi anni. Chissà se qualche giornalista
avrà da ridire anche in questo caso?
Sale poi sul palco Eugenio Finardi accompagnato
da Sentieri Selvaggi (pianoforte,
violino, flauto,clarinetto, violoncello, vibrafono),
vincitori della Targa Tenco per l'interprete,
con l'omaggio a Vladimir Vysotsky. Molto fedele
al disco e di ottima qualità è la
loro esecuzione, testimonianza del grande lavoro
d'equipe realizzato sì dall'interprete
ma a monte anche da musicisti, traduttori, arrangiatori,
come ricorda Finardi durante la consegna della
Targa.
E' ora il momento di Stefano Bollani, apprezzato
pianista e storico amico del Club Tenco,questa
volta è stato invitato proprio come interprete
di canzoni d'autore. Esegue Il bene
mio, brano brasiliano tadotto da
Sergio Bardotti e ci regala poi
una bella versione di Gli argonauti,
pezzo di Caetano Veloso, tradotto
da Sergio Secondiano Sacchi nel
quale rielabora nel suo originalissimo modo la
musica brasiliana. Conclude infine la sua esibizione
con una delle sue immancabili parodie, questa
volta calandosi nei panni di un Fred Bongusto
alle prese con un amore esotico di nome Mafalda:
molto divertente!
Dopo averlo visto per tre serate nella veste di
Tappabuchi finalmente arriva il momento
in cui viene consegnato a Jimmy Villotti
(storico chitarrista di Guccini, Paolo Conte...)
il Premio I suoni della canzone.
Segue un'improvvisazione jazz di Villotti, accompagnato
al rullante da Ellade Bandini,
il primo musicista ad aver ricevuto tale premio.
E' compito di Roberto Vecchioni,
l'artista che in assoluto può vantare più
presenze alla rassegna, concludere la trentatreesima
edizione del Tenco. L'artista, che per motivi
famigliari da due anni non saliva sul palco dell'Ariston,
dedica ad Antonio Silva Les
Vieux di Jacques Brel tradotto
da Sergio Sacchi e ne esegue altri due, accompagnato
dai suoi musicisti tra i quali Michele
Ascolese alle chitarre e Lucio
Fabbri al violino.
Dopo i brevi saluti di Antonio Silva, cala così
il sipario su questo Tenco 2008, con un velo di
malinconia e in modo improvviso, dovuto alla mancanza
di tempo, senza nemmeno il tradizionale brano
corale cantato da tutti gli artisti che hanno
partecipato alla rassegna.