Il primo ospite a parlare all'ultimo Song
Drink delle 12 per il Tenco 2008
al Roof dell’Ariston è Eugenio
Finardi accompagnato da due esponenti
di Sentieri Selvaggi, ensemble
di musica colta contemporanea. L'inedito sodalizio
ha realizzato un progetto, nato come uno spettacolo
live e concretizzato in un cd, sull’opera
di Vladimir Vysotsky, mitico
cantautore russo, peraltro poco noto in Italia.
Nel lavoro, come ci ha spiegato lo stesso Finardi
in una recente intervista,
c'è anche lo zampino di Sergio
Secondiano Sacchi, che ha tradotto i
testi con il preciso obiettivo di rispettare non
solo il significato ma anche - o soprattutto -
la metrica e la scansione ritmica, in modo di
consentire a Finardi, Targa Tenco all’interprete,
di far rivivere la teatralità di Vysotsky.
A Filippo Del Corno, che ha riscritto
le partiture colorandole di melodie che mancavano
alla scarna musicalità degli originali,
si deve invece il rispetto dell’anima popolare
russa nelle pennellate di colore date alla rabbia
di Volodja (così veniva definito il cantautore).
A Carlo Boccadoro - direttore dell'ensemble -
l’aver aggiunto, come ha detto Finardi,
"le palle" al tutto. “Quando
ho compiuto 50 anni di vita e 30 di attività
– ha spiegato l'autore di Musica
Ribelle – ho accantonato la
vena cantautorale per non ripropormi sempre uguale
a me stesso e per mettermi in gioco con con iniziative
l’una diversa dall’altra - dal blues
al fado - dando rilievo soprattutto alla musica
e all'interpretazione”.
Segue Banda Elastica Pellizza,
la vincitrice del Premio Siae/Club Tenco per gli
autori emergenti a giudizio unanime del Direttivo.
"La
parola che consola", loro opera
prima prodotta da Daniele Lucca,
storico amico del Tenco, ha avuto come numi tutelari
personaggi del calibro di Antonio Marangolo
e Franco Lucà, già
Premio Tenco all'Operatore Culturale.
Frankie Hi nrg racconta di essersi
divertito "una cifra" a esibirsi
con Caparezza ieri sera: “Siamo amici
- spiega Frankie - Non mi reputo un maestro,
come ha detto Michele, piuttosto un bidello della
scena musicale. Trovo che Capa sappia fare molto
bene il rap, che ci metta dentro del contenuto
senza bisogno di scandali per arrivare al pubblico.
E' un portatore sano di idee proprie. Il rap è
parola, si può essere d’accordo o
criticarla. L’importanza dei rapper italiani,
da Jovanotti a Fabri Fibra, Mondo Marcio alle
band meno conosciute è di avvicinare i
giovani al genere e di far capire loro che ‘si
può fare’. La mia prima canzone nel
2008 diventa maggiorenne - spiega Frankie
- eppure c’è chi ancora si stupisce
che il rap entri al Tenco. Mi piace lavorare con
altri artisti non necessariamente musicisti
- conclude il rapper torinese -
negli ultimi due cd ho avuto ospiti attori di
teatro come Paola Cortellesi e anche per il futuro
ho in mente delle collaborazioni estemporanee
e sopra le righe”.
Conclude il Song Drink Davide
van de Sfroos, Targa Tenco (per la seconda
volta) per il disco in dialetto con ‘Pica!’.
La sua amicizia con il Club risale al 1999, quando
vinse la Targa Imaie-Siae per l'autore emergente:
“Mi ero appena sposato e quello fu il
mio viaggio di nozze! I riconoscimenti devono
essere uno stimolo - aggiunge - messi
in bacheca, rimangono sterili”. E continua:
“Mi sento un antropologo più
che un cantautore. Durante la realizzazione del
disco sono sceso quattro volte in miniera, ho
cantato nelle carceri e la Regione mi ha chiamato
a testare lo stato delle tradizioni nelle scuole
della Valtellina. Da questo e dal fatto di aver
sfogato nel cd le emozioni del momento, la malattia
e morte di mio padre e la nascita di una bambina,
deriva quella credibilità che mi consente
di arrivare a tutti. Non c’è solo
il rispetto - conclude Davide - sono
riuscito a risvegliare qualcosa che 10 anni fa
sembrava morto e a riempire il Forum di Assago
più dei Deep Purple!”.