Sotto la paglia: ci sono piaciuti

Banda Putiferio: "Attenzione, uscita operai"
Disco coraggioso a cui non manca niente. Anzi, ha pure un po' di più rispetto al necessario. Oltre al cd la confezione prevede un libro della collana Contagi, edito da No Reply che aggiunge racconti (di Andrea Bajani, Valter Binaghi, Giorgio Falco, Franz Krauspnehaar, Marino Magliani, Lucca Ricci) alle canzoni a cui hanno contribuito Sergio Berardo dei Lou Dalfin, Fiamma Fiumana, Gang, Paolo Milanesi, Lorenzo Monguzzi dei Mercanti di Liquore, Alberto Morselli, Steve Piccolo, Antonio Rezza e gli Yo Yo Mundi. Il tema è quello del lavoro. In altre epoche si sarebbe parlato di disco militante e in effetti spira una bella aria retrò. Piccolo grande disco.

Levia Gravia: "Il contributo"
Oh, ecco un altro bel disco! Uno di quelli che si può mettere sugli scaffali più in vista ed ascoltare con grande piacere. I Levia Gravia sono un gruppo che fa ottima musica e, per completare l'opera, la correda di buoni testi, il tutto riunito in un'elegante confezione con un libretto completo in ogni sua parte. Tutto il necessario per metterci di buon umor. Se ci aggiungiamo che la prima canzone "Cinque soldati" prende subito abbiamo il quadro completo. Fabio Raiola e Alfonso De Chiara hanno composto, arrangiato e prodotto, ma il risultato è un disco di un gruppo che suona musica gentile, con il primo De Gregori nell'anima e un'attitudine delicata al porgere che potrebbe ricordare i Sulutumana.

Davide Vietto:"Nivoro"
Nulla so di Davide Vietto. Il disco è poco più che un demo, ma convince. La voce è forte e l'approccio è sanamente rock. Davide presenta questo "Nivoro" con le collaborazioni diAndrea Mosso,Dario Balducci,Stefano Amen (ecco la garanzia) e quindi esce dal crogiuolo torinese. Su My Space si presenta così: "Riflessioni sulla società..su sentimenti come l'amore, l'ansia di sentirsi soli e impotenti di fronte al potere...alla vita, ....rifletto su me stesso..su di voi...e l'unico desiderio è gridarvelo!!! Quando salgo sul palco...di fronte a voi vorrei essere nudo..per rendere l'idea...nessuna maschera...anche se spesso mi spaventa". Il disco è robusto e ben costruito. D'altra parte tra gli "amici" troviamo Gianluca Bargis, Federico Sirianni, Matteo Castellano ... tutta gente di cui abbiamo già parlato bene. Merita più di un ascolto.

Luca Serio Bertolini: "Manca la polvere da sparo"
Grinta, carica, voglia di farsi ascoltare. Luca Serio Bertolini ci spara un disco che si impone, memore delle lezioni di Davide Van De Sfroos e dei Modena City Ramblers. I Modena peraltro partecipano come ospiti con: Arcangelo “Kaba” Cavazzuti, batteria, Antonio "Rigo" Righetti, asso e Luca Giacometti, banjo e bouzouki.Con Luca suonano Gianmaria Iori (basso), Arcangelo Cavazzuti (batteria), Andrea Fontanesi (pianoforte, fisarmonica), Alessio Berrè (violino) e Luigi Del Villano (sax). Insieme fanno una bella macchina da guerra. Luca viene da Reggio Emilia ed è nato a Bologna nel 1976. Su My space viene ricordato che prima dell'esordio folk-rock solista, Luca ha fatto parte per 4 anni degli Jaele (rock italiano) con cui ha inciso 4 album. La title track "Manca la polvere da sparo" è anche il brano migliore del lotto.

Marco Messineo: "Scatola Nera"
Rock. E che altro? E con una gran grinta


Valerio Piccolo: "Manhattan Session"


Via Medina: "Via Medina"


Asteriskos: "Asino siculo"


38° parallelo: "Instabili terre"


Taranteana: "Sacc' na canzucella alla ruvescia"
E' probabile che quello che mi succede con Celentano mi capiti anche con la musica napoletana. Mi sembrano quasi tutti belli gli ultimi album che mi capitano sotto mano. Questi della Taranteana non so nemmeno bene chi siano, ma quelli che ringraziano le carrozzerie e i bar mi stanno tanto simpatici. Il disco sta bbuono dall'inizio alla fine (e sono 12 pezzi!). Sono canti popolari teanesi, come dice Sergio Romano nella breve introduzione all'album. Ottime le voci femminili e la strumentazione. Quasi inesistente l'apparato note sul disco. Cercate di saperne di più. Io farò altrettanto.

AAVV: "L'accolita dei Rancorosi - Omaggio a Vinicio Capossela"
Disco coraggioso e da premiare anche per questo motivo. Omaggi a Capossela non ce ne sono ancora e questo è un'esempio di come, dal basso, può partire la spinta per fare e fare bene. E il manufatto nonè per niente artigianale come potrebbe essere. ci sono Bugo, i Bevano est, gli Aut, Robert Carrieri, Federico Sirianni, i C|O|D e altri a interpretare canzoni note e meno note del nostro nuovo piccolo principe. Il risultato finale è più che buono. Per averlo cercate su www.irancorosi.com. E non perdetelo!

Stefano Giaccone (e altri): "Come un fiore"
C'è Stefano Giaccone, ma non è solo: con lui Dylan Fowler, Airportman, Art,Ale Malaffo, Gigi e Tomi dei Perturbazione. Il risultato è Come un fiore, un disco di canzoni sulla morte (un bel temino leggero!). Sul morire di solitudine, di isolamento, di povertà, di droga, di vuoto. Contro tutto questo ecco un disco che gronda vita e umanità nel senso pieno delle parole. Dieci canzoni con un tema comune forte come un macigno, due sole "prese in prestito": "Adesso sì" di Sergio Endrigo (ma l'aveva scritta Lucio Battisti) e "Albion" di Chris Wood. I testi delle canzoni (da non dimenticare) sono sul sito www.la-locomotiva.com.

Lautari: "Arrè"
Secondo disco nel giro di poco più di un anno per i Lautari, il gruppo siciliano scoperto e sostenuto da Carmen Consoli. Confermate tute le buone impressioni dell'esordio, che,anzi, ne escono rafforzate. Undici brani che partono dalla tradizione della musica popolare, nonostante la masterizzazione sia stata fatta a New York. Tra i "tradizionali" si segnala "La Malarazza" di Domenico Modugno in cui la voce solista è quella di Carmen Consoli, mentre in "Cantu di la curuna" (altro motivo popolare) al canto troviamo un'altra nostra amica di lungo corso: Rita Botto.

Sotto la paglia: ci sono piaciuti ... un po' meno

Chantango: "Bestiario d'amore"


Corrado Sciò: "Storie da Barr(i)o"


Pilar: "Femminile singolare"
Stefano Centomo: "Respirandoti"


Zerovolume: "Squilibri"


Luca Bussoletti: "E' soltanto un salto nel vuoto"


Massimo De Ciechi: "Questo strano viaggio"




Giuliano Dottori: "Lucida"
Intendiamoci, non ha assolutamente niente che non vada questo cd. Suona molto bene e le atmosfere sono costruite con cura. Ma se devo dire che è il tipo di musica che mi fa sognare no, non lo è. O meglio, la musica sì, il canto meno. E' corretto, quasi oltre il limite, levigato fino a sfiorare il pop, ma emoziona solo in qualche passaggio, come "Endorfina", molto bella. Se vogliamo un ibrido tra nuovo rock alla Afterhours e atmosfere più morbide con reminiscenze di country Usa. Per chiarire ancora meglio è un magnifico disco da 6/7, gli manca un nulla per salire al gradino superiore. Prometto di riascoltarlo, però: i numeri ci sono.

I Nuovi Trovieri: "Gira ra rova"
Musica popolare tradizionale. in senso stretto. Forse bisognerebbe amare più questa che quella di derivazione irlandese. Eppure, per quanto siano bravi, dopo un po' insorge il senso del dejà vu. Sono 28 canzoni, tra cui Donna Lombarda o la Canzone delle uova o La sposa morta, tutte di tradizione popolare. Suonati e cantati con molta passione da Gianni Ghé (voce), Gianfranco Calorio (voce e chitarra), Raffaella Scala (violino), Giorgio Penotti (voce, sax soprano e flauto), Daniela Caschetto (basso) e Massimo Grecchi (batteria). Ma è proprio materiale per appassionati. Molto ben eseguito.