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| BiELLE
Eventi |
Come un airone lungo il fiume
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Lucio
Battisti, il tempo di morire |
Dr.
Battisti
Non
ci piace e non ci è mai piaciuta questa passione
"funeraria" che prende così tanto i fan
musicali italiani, ma puntualmente constatiamo, anche
su Bielle, che in occasione degli anniversari della scomparsa
di un grande nome della musica, gli accessi si moltiplicano.
Lucio Battisti è un caso particolare nella canzone
italiana. Cantautore? Certo. Genio? Anche. Dimenticato?
Questo mai. Ma di chi ci si ricorda? Il lato A o il lato
B? Quello con Mogol o con Panella (peggio di Coppi e Bartali!),
il misantropo o l'avaro? E perché quasi mai ci
si ricorda del musicista? Eppure quello, soprattutto,
era. |
Mr.
Lucio
Lucio Battisti muore il 9 settembre 1998 all'ospedale
San Paolo di Milano. Ma già dal 1980 era assolutamente
scomparso dalle scene. ritiro che progressivamente diventerà
sempre più assoluto, durante il periodo degli album
bianchi registrati su testi di Pasquale Panella tra il
1986 e il 1984, anno dell'ultima uscita discografica:
"Hegel", l'unica sua opera non uscita in vinile.
Si parla poco del ritiro di Battisti. Nessuno conosce
i veri motivi. Tranne la moglie, Grazia Letizia Veronesi,
ma lei non parla, feroce custode solitaria della memoria
di Lucio. La ricerca della privacy assoluta. |
| Pregi
e difetti e un canzoniere di soli numeri uno
di
Giorgio Maimone
Ci
sono alcuni punti notevoli su Lucio Battisti su cui
vale la pena di soffermarsi. Ad esempio le passioni
musicali. Che non erano banali: seguite un po' la lista,
compilata seguendo le indicazione degli amici più
stretti. Tra le passioni di Lucio stavano: Bob Dylan,
i Byrds, Donovan, Cat Stevens, i Cream, Jimi Hendrix,
Otis Redding, James Brown, Sam & Dave. Che è
un po' come dire il Gotha della musica d'autore degli
anni sessanta/settanta. Tutte queste influenza sono
state prese, rimasticate, digerite e "sputate fuori"
in un pacchetto di canzoni che, non poche volte, non
avevano niente da invidiare agli augusti modelli. Indiscrezioni
più che credibili dicono che "Era",
una delle primissime canzoni, precedenti all'era Mogol,
seppure con un altro testo e titolo, fosse ispirata
a "Catch the wind"
di Donovan e la somiglianza, in effetti, c'è.
"La canzone del sole"
invece dovrebbe qualcosa a Dylan ("Positively
4th street"?), ma comunque sia il
prodotto artigianale di Battisti è tutto farina
del suo sacco: 19 album, 25 singoli e tanti numeri 1.
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"Ma c'è
qualcosa che non scordo": la storia con Mogol
Coordinati da Franco Zanetti, lo scorso anno, vedono la
luce due libri dedicati a Lucio: "Ma c'è qualcosa
che non scordo", scirto da Renzo Stefanel che parla
degli anni con Mogol con competenza, ma anche con una
certa tendenza alla sopravvalutazione culturale del fenomeno.
Che fenomeno è stato, ma soprattutto di artigianato.
Piacevole lettura. |
"Specchi
opposti": l'afasia panelliana
"Specchi
opposti" di Ivan Rebustini è
il secondo libro coordinato da Zanetti e dedicato al periodo
con Panella, preceduto da un saggio di Luca Bernini su
"E già", il
disco del 1980 che non è né di Panella nè
di Mogol, ma di Velezia, ossia Grazia Letizia Veronesi.
Testi molto bistrattati, ma forse i più vicini
al pensiero del cantante. Lettura sfiziosa. I due volumi
sono editi da Arcana e andrebbero, rigorosamente, letti
in sequenza. |
"Sulle corde di
Lucio". Bertoncelli e Di Cioccio sulle tracce del
mito.
Ultimo nato della bibliografia (non sterminata) su Lucio
Battisti è "Sulle corde di Lucio" di
Riccardo Bertoncelli e Franz Di Cioccio, uscito buono
buono per il decennale (non puzza un po' questa sospetta
coincidenza di tempi?) e tutto sommato non tra i libri
più utili per capire Lucio. Anche perché
i due, che hanno intervistato altri amici (da Roby Matano
a Pietruccio dei Dik Dik, a Cesare Monti, il fotografo,
al tecnico di incisione) non si sono peritati di rivedere
la congruenza tra quello che scrivevano loro e quello
che dicevano gli intervistati. Non fondamentale. |
"Lucio Battisti.
Pensieri e Parole" di Luciano Ceri
E' universalmente ritenuto come il miglior libro su Lucio
Battisti. Ed ha altri pregi. E' uscito con Battisti ancora
in vita (due anni e mezzo prima della sua morte), è
uscito in un periodo di oscuramento mediatico di Lucio,
in cui già iniziava a spegnarsi la memoria dello
splendido cantore dell'altra metà degli anni '70,
comprende tutta l'opera musicale e discografica di Lucio,
arrivando fino a Hegel, ultimo lavoro con Panella, ed
è rimasto insuperato da tutti i volumi un po' incensatori
usciti dopo la scomparsa di Lucio.(segue) |
"Ci
ritorni in mente", il tributo
jazz
Se
"il lutto si addice ad Elettra", il jazz si
addice a Battisti. Io ho una particolare predilezione
per i tributi fatti in vita, senza aspettare che l'oggetto
del tributo sia defunto. Quando ci si trova davanti a
un "Canti randagi" o "Disertori" o
a un disco come questo si può sorridere ed evitare
di scadere in bassi maneggi della destra economica al
fine di scongiuro. Di "Ci ritorni in mente"
si può forse dire di tutto, ma non che sia un disco
tetro. Un po' aiutano le canzoni di Battisti (e in questo
caso quasi mai anche di Mogol. Nel senso che spesso è
solo musica) e molto le esecuzioni, tutte senza timor
accademico alcuno.
(segue)
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"Respiriamo
liberi", il tributo rock
L’idea era senz’altro bella, i
nomi scelti anche, l’iniziativa meritoria, il risultato
modesto. Eppure il Mucchio l’aveva pensata bene:
prendere esponenti del nuovo rock o della nuova canzone
d’autore e metterli a operare sul materiale “grezzo”
di uno dei più grandi autori popolari del secolo
scorso. Quel Lucio Battisti che ha scritto alcuni dei
motivi più conosciuti e cantati in Italia dagli
anni 60 agli anni ’80, quasi sempre assieme a Mogol
(il tributo infatti va inteso a tutti e due, solo due
delle canzoni scelte non appartengono alla penna di Giulio
Rapetti, in arte Mogol, gran guru delle parole italiana
applicate alla musica da 50 anni a questa parte).
(segue) |
Chi
dopo Lucio?
di Moka
Vogliamo provare a fare un gioco? Chi
è il Lucio Battisti dopo Lucio? La risposta è
fin troppo semplice: non c'è. Ci sono però
cantautori che hanno "qualcosa" di Lucio.
forse una naïvité di fondo. Come Dente.
Ops, che sproposito! Un disco solo (e mezzo) e già
paragoni così ingombranti? Appassionati di Battisti
sono anche Cristina Donà (che avrebbe voluto
inserire una sua cover in "Piccola faccia"),
Francesco De Gregori (che dal vivo propone "Anche
per te"), Eugenio Finardi (che, oltre
ad aver fatto delle cover bellissime di Lucio ha anche
composto "La forza dell'amore"
in cui cita esplicitamente una serie di canzoni battistiane).
Non avessi paura di essere lapidata direi che qualcosa
di Lucio si ritrova in alcune scelte armoniche di Zucchero
(ma siamo al diavolo e all'acqua santa). Ma in fin dei
conti di Battisti sono figli un po' tutti: Vasco, Ligabue
e altri hanno debiti con il rocker di Poggio Bustone.
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