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The Beatles
Love |

AAVV
Butchering the Beatles |
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Caro Mark,
lo so, lo so… I patti non erano questi. Mi dispiace, che dirti?
Qualche cosa è andata storta. Non so... Mi viene anche difficile
scriverti, che posso dirti? Ti ho tradito per la seconda volta.
La prima per quella storia sugli ideali della nostra generazione,
la seconda per il finto assassinio e tutto il resto.
Ora, se la cosa ti dovesse fare piacere, sono anche io incarcerato
come te: da oltre vent’anni sepolto vivo in questo cesso di
appartamento. Yoko, che intasca soldi dalle nostre canzoni e si
è rifatta una bella carriera da vedova inconsolabile, a me
di tanto in tanto mi passa le briciole. Per alcol e droghe, più
che altro.
Dannato 1969, anno maledetto. Da quando l'ho conosciuta mi ha rovinato
la vita. Tutte quelle cazzate, sai il bed-in, i semi della
pace... Quanto mai le ho dato retta.
Io sono un ragazzo spinto alla ribellione, come tutti quelli che
son cresciuti in famiglie separate, con una zia rigida e la tragedia
di mia madre scomparsa per un incidente d’auto.
Mi piaceva la musica e mi piacevano le droghe che prendevo, grazie
a quel cameriere.... Come si chiamava? Boh. Beh, a me piaceva suonare
e vivere cosÌ, divertendomi. Poi un giorno, un tizio che
era venuto a vederci suonare, mi ha convinto a collaborare con lui...
Si ti parlo di Paul, quel fottuto bastardo. I soldi, amico, piacciono
a tutti. CosÌ come la fama. E di sicuro non li ottieni con
prodotti di grande impegno, ammettiamolo una volta per tutte: facevamo
canzonette. Erano altri tempi, fortunati per i giovani. C'era un
pubblico che andava in delirio, sarà stata la fine della
guerra. Non so.
Siamo stati un prodotto massificante, squisitamente borghese. A
me piaceva esibirmi, avevo la lingua tagliente. Ma era uno show,
capisci? Quando sei famoso, devi costruirti una tua immagine e saperla
recitare. Fanno tutti così, guarda Bob ad esempio: ha fatto
la voce della protesta perché¨ frequentava quel tipo
di ambiente, ma ora rinnega tutto.
I rivoluzionari veri non fanno una bella vita, chiedilo a Trockji.
Non era nostra intenzione essere presi a picconate, anche se Yoko
quando parlavamo del mio delitto, aveva preso in considerazione
una fine trockjista per me... Meno male che ci ha ripensato! Insomma,
lei mi dice che son cambiati i tempi: la guerra nel Vietnam, le
pantere nere, una gioventù che se ne frega se "lei
mi ama ye ye ye". Paul non le capisce queste cose, lui
vuole solo fare pop, come sempre. Il problema è che allora
eravamo in tanti, tantissimi. Non sapevamo come sarebbe andata finire,
potevamo permetterci di rimanere fuori da una fetta di mercato così
grande, così importante.
Ecco, quindi che Yoko ordina - e io eseguo come sempre - di diventare
un supereroe della rivoluzione. Con comodo però, infatti
cominciamo con quel fottuto bed -in. Ma cazzo non aveva
letto delle piaghe da decubito? Si, ho rischiato... Beh, lasciamo
stare.
Così mi metto a frequentare quei tipi, tanti discorsi sulla
pace. Va benissimo, buona materia, no? Si possono fare un bel po'
di quattrini, me lo diceva Yoko. Tanto quegli sciocchi non potevano
quasi crederci: una rinomata superstar che vive e lotta insieme
a loro! Forse ci ho creduto un tantinello anche io. Tanto che la
Cia e l'Fbi mi hanno reso la vita difficile. E per cosa? Una canzonetta
sulla pace. Beh, forse qualcuna di più, ma cazzo questi americani
sono davvero permalosi. Qualsiasi essere umano abbastanza normale,
avrebbe intuito che erano canzonette per alternativi dalla bocca
buona, buonissima. Cioè, signori a me della rivoluzione non
interessava un cazzo. Yoko mi ha trascinato in un gioco più
grande di me sfruttando il fatto che di natura sono un ribelle,
"sono un ribelle mamma!", sì questo era il mio
intento.
Verso la metà degli anni ‘70, sta banzai ha
un'altra brillante idea: la nostra separazione. Si, io frequento
la sua segretaria e poi big surprise... toh, che ritorniamo
insieme. Una mossa pubblicitaria assolutamente perfetta. Parlano
di noi. Questa volta perlomeno non ho quei matti delle pantere nere
- oh, Bobby Seals e company, la vogliono davvero fare una rivoluzione.
Che cazzo... ecco, perché ho Cia e Fbi che mi rompono i coglioni.
Che compagnie mi ordina di frequentare Ono? Il resto lo sai anche
tu, no? Per caso mi mettono in contatto con te. Una cura disintossicante,
mi pare. Beh, tu eri un mio devoto fan. Non avevi mai avuto una
bella vita, diciamolo. Sei sempre stato un poveraccio, un perdente.
Mi viene l'idea... Organizzare il mio delitto, per vivere libero
e felice senza Yoko in mezzo ai coglioni! Un finto omicidio, che
mi costa parecchio denaro. Speso benissimo, speso per la mia libertà.
Bellissima la tua frase, hai buona fantasia: "ehi, mr Lennon
sta per entrare nella storia". Roba da film western, a
Ringo - il buon ringo - sarebbe piaciuta, sai lui si è divertito
un casino a fare un film western, si chiama.... ehm, ah si! "Blindman".
È una roba italiana, ben fatta. Lui è un bandito messicano
crudelissimo. Ovviamente mentre lui si divertiva, io sotto la guida
e la vigilanza di Yoko, mi rompevo le palle con tutta quella roba
artistica e psichedelica... Ah, un bel western l'avrei fatto volentieri
anch’io.
Beh, qualcosa è andata male. Lo so che i patti non erano
questi, ma entrambi siamo prigionieri. Io vivo nascosto al buio
in questo monolocale squallido. Bottiglie vuote, pastiglie, allucinogeni
e la certezza di essere braccato. Yoko mi ha mandato la yakuza
a cercarmi, e anche se non ho ancora le prove anche degli alieni.
Li ha contattati... perché¨ lei non è umana. I
giapponesi non lo sono, vengono da un pianeta lontano per invaderci
non lo sai? Ecco, io ho scritto alla Casa Bianca nell'anniversario
del bombardamento nucleare su Hiroshima e Nagasaki... Più
o meno, la lettera diceva così: Carissimi americani, visto
che avete la passione dei bombardamenti umanitari, non è
che per caso potete gettare una bomba atomica su Yoko Ono? Mi sono
rotto i coglioni di vivere segregato o segregrato - grato de che
poi? - in questa topaia.
Non mi hanno accontentato. Sai, io bramavo talmente tanto la mia
libertà conquistata. anche perché per la prima volta
non mi lasciavo condizionare da quella giapponese e mi prendevo
la mia vita nelle mie mani, che ho anche dovuto... ehm, compiere
dei delitti? Si, pensa che ironia... Il tizio di Imagine
che ha ammazzato alcune persone per proteggere sè stesso,
la sua libertà conquistata e la paura che potessero avvisare
quella maledetta Yoko. La prima volta è stato un tizio, un
mio fan. Ho commesso l'errore di uscire a prendere da bere, quello
stronzo mi ha riconosciuto. Io ho tentato di negare, ma lui insisteva...
insisteva. Insisteva! Poi mi ha detto: "tu e yoko formate
una coppia bellissima!" Cosaaa??? CosÌ l'ho colpito
selvaggiamente! Ero libero, libero capisci? E quello stronzo stava
urlando ai quattro venti che ero vivo e vegeto. Già immaginavo
la banzai che si riprendeva la mia vita e mi gestiva come
ha sempre fatto. Un marchio, un'operazione di marketing soffocata
sotto tonellate di presunta arte del cazzo.
Mi è capitato altre tre o quattro volte. La paura di perdere
la mia libertà, che casino! Ti sei beccato quanti anni? 20?
Per avere ucciso solo me, e io che cosa dovrei prendere allora?
La libertà purtroppo non esiste. La fama, la celebrità,
il lavoro, la chiesa, la famiglia, la militanza politica, i legami
sentimentali, il sesso, il cibo, la moda, l'idea che gli altri hanno
o potranno farsi di te, l'isolamento, la solitudine… Non c'è
scampo. Non puoi essere libero. Mai! Tu in prigione e io qui.
Dicevo, ho cambiato diverse città, fino a quando i soldi
me lo hanno permesso. Persi quei pochi rimasti, per poter vivere
... ho rubato. Da solo, si perché se prendevo qualche complice
poi quello capiva chi ero, e insomma dovevo eliminarlo... Per paura,
no?
Un giorno entro in un appartamento, uno schifo di appartamento:
disordine, bottiglie di alcol e siringhe usate. Beh, cerco qualcosa
e a un certo punto appare il proprietario. Un tipo strafatto e completamente
fuso. Mi ossessiona con lo spirito di un indiano che ha preso possesso
del suo corpo - e dove l'ha trovato un toro seduto frocio qui?.
No, cioè, mica mi trovavo in una riserva - e poi attacca
a leggermi una serie di stupidissime poesie. Blablablabla. Un tipo
saccente, di quelli che vogliono fare i maudit. Io cerco di svignarmela,
ma lui insiste. E il re lucertola di qui, e lo sciamano di là…
Insomma, ho preso un coltello e l'ho massacrato. Poi, mi ha preso
il panico. Dove cazzo nascondo il cadavere? Si, oltre alla yakuza,
agli alieni, alla Cia e agli agenti federali, avevo lasciato in
giro tanti di quei cadaveri, che mi sentivo braccato dalla polizia.
Ho peggiorato e di brutto le cose, volevo solo essere libero di
suonare come ai vecchi tempi dei Quarry man. Non ci sono riuscito.
Come vedi, non sono in giro a divertirmi. Beh, non sapevo dove nasconderlo
e così… come dire? L'ho mangiato. Non ci sono effettivamente
prove, tranne quelle che lasciamo nelle fogne in forma di merda.
Credo, però, che nessun membro di Csi andrà mai ad
indagare laggiù. Un metodo che ho poi usato con successo
in altre situazioni. Ero senza soldi e quei pochi che mi riuscivo
a racimolare li spendevo in alcol e droghe. Insomma… Dovevo
pur mangiare! Non c’è nulla di meglio che della buona
carne. Sana, come quella degli occidentali. Figli del progresso
ricchi di vitamine!
Così vivo braccato, nascosto, non suono più. Esco
solo per cercare da mangiare, come un animale feroce. Come siamo
finiti?Avevamo forse sognato un mondo migliore, di essere umani
e forse io ci ho anche creduto a un certo momento, forse. No, caro
Mark. Siamo bestie, della peggiore specie. La crudeltà, la
violenza, queste sono le cose che ci mantengono vivi. Uccidiamo
a sprangate perchè qualcuno ci ha rubato una scatola di biscotti.
Bombardiamo popoli per liberarli da dittature che noi stessi - come
occidentali -abbiamo creato. Leggi la storia, la nostra storia come
una storia di esseri umani: sangue, violenza, dolore e morte. Anche
la libertà la ottieni distruggendo la vita altrui. Sai, ho
nostalgia di quelle canzonette piene di ingenuo ottimismo; mi fa
malissimo cantarle o sentirle ora. Io sono diventato come questo
mondo: un assassino cannibale, drogato e disperato. Che lenta agonia!
Eppure... eppure qualcosa è successo. Qualcosa di buono.
Tempo fa suonavo in un locale gestito da una donna; suo figlio era
il nostro batterista. Successivamente Peter ha lasciato la band...
Proprio quando noi stavamo diventando popolarissimi in tutto il
mondo. Ha vissuto assai male, poverino. Beh, un giorno stavo cercando
la mia cena e vedo questo tizio. Già pensavo di farlo alla
brace, con carote e zucchine, quando improvvisamente... mi ricordo
di lui. Peter!
Siamo così strani noi uomini, chissà da cosa dipende.
Io ero ormai un mostro sanguinario, puro istinto animale. Da qualche
parte, nei posti dove teniamo i nostri sogni e le nostre speranze
migliori che non vogliamo vedere sconfitte dal tempo, mi son ricordato
di lui. Era Peter! L'ho abbracciato e lui è svenuto! Non
per l'emozione, ma per il mio aspetto... Insomma, diciamo che faccio
paura. Freddy Kruger in confronto sembra un modello di bontà
oltranzista!
Abbiamo parlato, ci siamo raccontati le nostre delusioni, le nostre
paure e poi il resto è venuto da solo. Una chitarra, una
batteria... ho ricominciato a suonare. Niente di che, ma sai, mi
sono ripreso. Lentamente, con fatica. Non caccio più, Peter
mi da una mano. Intanto quelle scomparse sono state attribuite a
due giovani africani, prontamente linciati da un gruppo di onesti
cittadini. Questo è il mondo! Ora però sto meglio...
sono pronto a riprendermi la vita!
Ciao,
tuo John
La donna osserva, come ogni giorno, il
prigioniero nella sua cella. Dall'oblò, vede solo che lui
piangendo e ridendo istericamente, scrive. Più tardi leggerà
quali fandonie sul suo conto ha inventato. Ma non le interessa
nemmeno più di tanto; dopotutto ha ottenuto quello che
voleva: fama, soldi, trasformare la sua vita in una spietata e
feroce opera artistica. L'idea della morte e resurrezione dell'artista,
che bella trovata. Non era stato nemmeno difficile trovare l'uomo
giusto. Un tossico, un poveraccio. John poi, non si era nemmeno
ribellato. Come sempre. Si, alla fine siamo intrappolati nello
show. Ci sono parti da recitare, cause da sposare per 15 minuti
di purificazione mediatica.
Tanti non capiscono e vivono benissimo, nell'illusione di un candore,
di una speranza. Lei, a 74 anni non ha niente da sperare. E accarezzando
attraverso l'oblò il volto del marito prigioniero, per
un attimo vorrebbe chiuderlo, lo show che ha creato. Ma solo per
un attimo.
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