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Le BiELLE RECENSIONI
Tiromancino: "L'alba di domani"

 

 

 

 




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Neanche il tempo di uscire ed è già disco d'oro solo sulla base delle prenotazioni. Il nuovo album dei Tiromancino si presenta così: 9 canzoni inedite e 4 brani strumentali dalla colonna sonora oroginale del film Nero bifamiliare. In entrambi i progetti il nome è uno solo: Federico Zampaglione, ossia i Tiromancino e regista ed ideatore di Nero bifamiliare. A noi che stiamo in mezzo, avvolti nella spirale di questo super-esibizionismo travestito resta l'album: "L'alba di domani" che è un buon album. Inesorabilmente. I Tiromancino (e andiamo avanti a utilizzare questo ridondante nome collettivo) fanno sempre tutto come si deve. I loro dischi, uno dopo l'altro, ristagnano naturalmente sopra la soglia della sufficienza, anzi, di più, sopra la soglia della gradevolezza. E "L'alba di domani" non fa eccezione.

Intendiamoci, niente per cui strapparsi le vesti o gridare al miracolo, ma un insieme di canzoni di totale correttezza. I Tiromancino non mancano l'appuntamento e riescono con l'uso di pochi ingredienti, ma sempre rimescolati e di buona qualità di fondo, a sfornare canzoni degne di nota. Qualcosa in più del pop: ritmi rallentanti, voci sussurrate, impressione di densità e di ripensamento, forse superiori alle stesse intenzioni degli autori (lo stesso Federico, suo fratello Francesco, il padre Domenico e Claudia Gerini).

Fatto sta che, restando questi gli ingredienti (è come fare ottimi sughi disponendo solo di pomodori, olio e cipolla: dipende da come li si usa) i Tiromancino suscitano atmosfere tra il rilassante e l'inquietante, tra il sonno e la veglia, tra il suggerito e l'intuìto. Per questo si è portati a dare loro più credito del dovuto. Tu dimmi quello che vuoi, ma se lo affermi con voce calma e la giusta intenzione riuscirai a catturare la mia attenzione.

Forse è difficile a memoria discriminare Nina de luna da Kill the pain (non fosse che una è cantata in spagnolo e l'altra in inglese, una da una donna e l'altra da un uomo: piccoli dettagli), ma è senz'altro facile affermare che entrambi si impongono anche solo al primo ascolto e, automaticamente, ne richiamano altri.

Questione di musica? Questione di testi? Questione di quello strano melange che ne fa canzoni. E queste sono canzoni che suonano bene e che vanno bene suonate anche a lungo.

Potrebbe restare il dubbio sui brani musicali, quelli della colonna sonora, ma non è così, anche perché qui gioca a favore il doppio ruolo di Zampaglione (regista del film e autore delle musiche) e anzi, uno dei brani migliori, più affascinanti e inquietanti è proprio uno dei pezzi della colonna sonora, "Linea di confine", sostenuto da un basso continuo su cui si inseriscono, in modo parco e discreto, gli altri strumenti, riuscendo però a evocare un clima, un ambiente, un'immagine.

Forse richiamandosi anche a schemi abbondantemente già sentiti eppure originali, con una funzione narratrice che non può essere presa sottogamba. Parlo ovviamente senza avere visto Nero bifamiliare, ma il fatto è che ciò nonostante, grazie al titolo e alla musica, ho una visione, un'immagine, un'impressione di ciò che potrebbe essere il film.

Ma sarebbe irrealistico affermare che la parte musicale ha la predominanza sulle canzoni. Non è così. La parte musicale scorre molto bene (e anche "Roma nuda" suona magnificamente e rende il clima globale o almeno quello che uno si aspetta da una musica con questo titolo. Forse didascalica, ma di sicuro centrata), ma sono le canzoni a far sì che l'album si venda a grappoli.

L'alba di domani, ad esempio, come singolo è uscito un paio di mesi prima dell'album ed è subito andato in testa alle classifiche con la sua aria da electric-pop d'autore, di buona digestione e ottima fattura. Non la canticchiate ancora? E' perché non la conoscete. "Angoli di cielo" è forse ancora più accattivante (e non a caso apre l'album) con un riff vocale che vi si incisterà al volo nelle consunete aree della memoria: diecimila rimandi e un un modo nuovo di cucinarli. "Un altro mare" è un altro lento d'atmosfera e d'effetto. Già sentito? Può essere, ma la mano del cuoco domina e copre tutti i sapori dejà vu.

C'è qualcosa dei mitici sixty nella musica di Zampaglione, qualcosa di beat, qualche magico ingrediente che gli consente di concentrare in tre minuti un paio di parole d'ordine, un riff vincente e una frase musicale da mandare a memoria. Una ricetta? Forse un po'. Vedremo quanto ripetibile.


Tiromancino
"L'alba di domani"

Cservizi - 2007
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Tracklist

Angoli di cielo
L'alba di domani
Un altro mare
Stop making numbers
Kill the pain
Nina de luna
Poveri uomini
Nero bifamiliare
Non per l'eternità
Linea di confine
Empty can
Roma nuda
Blu


 

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Ultimo aggiornamento: 05-04-2007
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