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Tiromancino
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Mattia Donna
Sul fianco della strada |

Trio Milonga
Oltre i vetri |
|
Sopra
la soglia della gradevolezza
di
Moka
Neanche il tempo di uscire ed è già disco
d'oro solo sulla base delle prenotazioni. Il nuovo
album dei Tiromancino si presenta così: 9 canzoni inedite
e 4 brani strumentali dalla colonna sonora oroginale del film Nero
bifamiliare. In entrambi i progetti il nome è uno solo: Federico
Zampaglione, ossia i Tiromancino e regista ed ideatore di Nero bifamiliare.
A noi che stiamo in mezzo, avvolti nella spirale di questo super-esibizionismo
travestito resta l'album: "L'alba di domani" che è
un buon album. Inesorabilmente. I Tiromancino (e andiamo avanti
a utilizzare questo ridondante nome collettivo) fanno sempre tutto
come si deve. I loro dischi, uno dopo l'altro, ristagnano naturalmente
sopra la soglia della sufficienza, anzi, di più, sopra la
soglia della gradevolezza. E "L'alba di domani" non fa
eccezione.
Intendiamoci, niente per cui strapparsi le vesti o gridare al miracolo,
ma un insieme di canzoni di totale correttezza. I Tiromancino non
mancano l'appuntamento e riescono con l'uso di pochi ingredienti,
ma sempre rimescolati e di buona qualità di fondo, a sfornare
canzoni degne di nota. Qualcosa in più del pop: ritmi rallentanti,
voci sussurrate, impressione di densità e di ripensamento,
forse superiori alle stesse intenzioni degli autori (lo stesso Federico,
suo fratello Francesco, il padre Domenico e Claudia Gerini).
Fatto
sta che, restando questi gli ingredienti (è come fare ottimi
sughi disponendo solo di pomodori, olio e cipolla: dipende da come
li si usa) i Tiromancino suscitano atmosfere tra il rilassante e
l'inquietante, tra il sonno e la veglia, tra il suggerito e l'intuìto.
Per questo si è portati a dare loro più credito del
dovuto. Tu dimmi quello che vuoi, ma se lo affermi con voce calma
e la giusta intenzione riuscirai a catturare la mia attenzione.
Forse è difficile a memoria discriminare Nina
de luna da Kill the pain
(non fosse che una è cantata in spagnolo e l'altra in inglese,
una da una donna e l'altra da un uomo: piccoli dettagli), ma è
senz'altro facile affermare che entrambi si impongono anche solo
al primo ascolto e, automaticamente, ne richiamano altri.
Questione di musica? Questione di testi? Questione di quello strano
melange che ne fa canzoni. E queste sono canzoni che suonano bene
e che vanno bene suonate anche a lungo.
Potrebbe
restare il dubbio sui brani musicali, quelli della colonna sonora,
ma non è così, anche perché qui gioca a favore
il doppio ruolo di Zampaglione (regista del film e autore delle
musiche) e anzi, uno dei brani migliori, più affascinanti
e inquietanti è proprio uno dei pezzi della colonna sonora,
"Linea di confine", sostenuto da
un basso continuo su cui si inseriscono, in modo parco e discreto,
gli altri strumenti, riuscendo però a evocare un clima, un
ambiente, un'immagine.
Forse richiamandosi anche a schemi abbondantemente già sentiti
eppure originali, con una funzione narratrice che non può
essere presa sottogamba. Parlo ovviamente senza avere visto Nero
bifamiliare, ma il fatto è che ciò nonostante, grazie
al titolo e alla musica, ho una visione, un'immagine, un'impressione
di ciò che potrebbe essere il film.
Ma
sarebbe irrealistico affermare che la parte musicale ha la predominanza
sulle canzoni. Non è così. La parte musicale scorre
molto bene (e anche "Roma nuda"
suona magnificamente e rende il clima globale o almeno quello che
uno si aspetta da una musica con questo titolo. Forse didascalica,
ma di sicuro centrata), ma sono le canzoni a far sì che l'album
si venda a grappoli.
L'alba
di domani, ad esempio, come singolo è uscito
un paio di mesi prima dell'album ed è subito andato in testa
alle classifiche con la sua aria da electric-pop d'autore, di buona
digestione e ottima fattura. Non la canticchiate ancora? E' perché
non la conoscete. "Angoli di cielo"
è forse ancora più accattivante (e non a caso apre
l'album) con un riff vocale che vi si incisterà al volo nelle
consunete aree della memoria: diecimila rimandi e un un modo nuovo
di cucinarli. "Un altro mare"
è un altro lento d'atmosfera e d'effetto. Già sentito?
Può essere, ma la mano del cuoco domina e copre tutti i sapori
dejà vu.
C'è qualcosa dei mitici sixty nella musica di Zampaglione,
qualcosa di beat, qualche magico ingrediente che gli consente di
concentrare in tre minuti un paio di parole d'ordine, un riff vincente
e una frase musicale da mandare a memoria. Una ricetta? Forse un
po'. Vedremo quanto ripetibile.
Tiromancino
"L'alba di domani"
Cservizi - 2007
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