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collegati

Ivan Segreto
Porta Vagnu |

Ivan Segreto
Fidate correnti |

Sergio Cammariere
Dalla pace del mare lontano |

Sergio Cammariere
Sul sentiero |

Franco Battiato
Dieci stratagemmi |

Rita Botto
Stranizza d'amuri |
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Qual
è il segreto di Segreto? Piace. Melone-music
di
Leon Ravasi
C'è un segreto dietro Ivan Segreto: piace a tutti.
A Franco Battiato, come ai fan di Cammariere (ci sono fan di Cammariere?),
a noi come a quelli di XL. Fa una musica facile? Neanche facilissima.
Lunghe suite di sei minuti ognuna, molto strumentali, con pochissime
parole. I testi sono degli spunti, degli appunti. Eppure non sono
inutili. A volte buffi ("Feto amato non ancora voluto"),
a volte strani ("traspare affiorando da un abissoso mare"),
altri ripetitivi ("Dondola dondolo dondola dondoliamo").
Suggestivi ("Ghiaccio artico che nasconde in sè la passione"),
esistenziali ("la notte è lunga e sembra strano / noi
contuiamo a guardare le stelle"). Ma i testi sono funzionali
alla musica e la musica ha in sè le qualità del mantra
e dell'incanto.
La forma musicale procede a spirale, si avvolge e stringe,
si svolge e tende all'infinito. Comunque sia è ciclica e
si perde verso l'immenso. Quasi come fossero dei "raga"
indiani. La musica di Ivan Segreto ha qualcosa di spirituale che
colpisce. New age music? Forse, in parte. Ma riferimenti diretti
non ce ne sono. C'è un afflato cosmico che ce la fa sempre,
per miracolo, a non diventare comico.
Sostanzialmente è l'effetto di questo piano leggero che si
mischia con il resto della strumentazione e che raggiunge effetti
superbi quando si incrocia con il flicorno di Paolo Fresu in "L'inverno
in estate" o con il violoncello di Giovanni Sollima
nella intro di "Dondola". Solo
6 canzoni e due intro in tutto il disco che sgrana 37'20" di
minutaggio, a conferma di quella nuova ricerca di snellezza che
traspare dagli ultimi dischi italiani in uscita che sembrano tutti
voler tornare alla dimensione ottimale dei vecchi lp. O forse, aggiornamento
ai tempi, si pensa che l'accelerazione media della vita e degli
ascolti non possa reggere il passo di un'ora e oltre di musica.
Sostanzialmente in fenomeno è irrilevante: la musica non
si paga (ancora) a peso. Conta la qualità.
E in Ivan Segreto di qualità ce ne sta. Forse oscillante
a volte: in "Porta Vagnu" la title track
aveva tutte le qualità che emergono anche in questo lavoro,
con in più il vantaggio di essere una sorta di folk jazz
in dialetto siciliano, ma il resto del disco si ammosciava. "Fidate
correnti" era complessivamente moscio.
"Ampia" è un disco "rinfrescante":
passa in un attimo e non porta danni, Come un buon temporale estivo.
La cascata di note che offre lo fa particolarmente apprezzare, la
ripetitività delle frasi ha un che di ipnotico che contribuisce
al piacere. "Dondola" è
il brano che illustra al meglio tutte le doti già segnalate.
Ma "L'inverno in estate" segue
a corta incollatura e pure "Ampia"
la canzone, con la collaborazione di Battiato impone di essere seguita.
Se vogliamo i brani migliori sono quelli con ospiti, ma è
una sfumatura: di sicuro gli altri non sfigurano e, anzi, "Occhi
notte" presenta a sua volta al meglio le qualità
di Ivan, pianoforte e voce.
Insomma, pur essendo nato cammarieriano, ma forse solo assimilato
per il periodo di uscita del primo disco, Ivan Segreto risulta complessivamente
molto più interessante del cantautore calabro, anche se si
sono persi gradatamente i riferimenti alla Sicilia e alla sua anima
popolare che erano il punto forte di "Porta Vagnu".
Peraltro, recenti dichiarazioni di Segreto fanno pensare a un futuro
più radicale, meno "arrangiato" e più proiettato
verso i mercati mondiali. Intanto godiamoci "Ampia",
disco d'estate ma non per l'estate.Così fresco, così
gradevole, piace a tutti: che sia la nuova corrente del 2007? La
Melone music?
Ivan
Segreto
"Ampia"
Bmg/Sony - 2007
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