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Vs
tutti? Ok, raccolgo la sfida: io contro di loro
di
Leon Ravasi
Ecco uno di quei magnifici dischi di cui si può solo
parlare male. Senza pentimenti, senza ritrosie, senza dubbi. Se
di Roy Paci detesto l'ideologia, protesa alle classifiche, ma apprezzo
la musica, della Famiglia Rossi non c'è proprio nulla che
mi piaccia. Anzi, nelle mie personali classifiche di gradimento
sono in lizza per un ultimo posto assoluto. Se in questo caso l'inizio
sembra essere più interessante ("L'ombra delle nuvole
che passano") il resto torna a essere, come prima, discorsi
da bar. Già il fatto di portare avanti questa fiacca pantomima
di chiamarsi tutti Rossi ... già non faceva ridere vent'anni
fa, quando lo facevano i Ramones e ora sa di muffa.
Il ripescaggio di "Uffà uffà"
di Bennato non aggiunge molto al quadro, ma è uno dei pezzi
migliori del cd, se non altro perché ci ricorda profeticamente
come la guerra contro gli arabi ("le crociate") fosse
già nell'aria da tempo. Roccaccio tirato, tutto sommato già
convenzionale all'epoca. Finito questo inizio decente non resta
che il vuoto. "Wanda che guidi la Panda / ti ho
visto alla Standa / compravi il caffè" è
al di là di qualsiasi considerazione. N.M.R. scriveva una
volta il Mereghetti per i film che non meritavano recensione. "Wanda"
sta in quel territorio di confine tra l'orripilante e il disgusto.
"Il ragno", "La palla" e "Sai
che c'è" sono canzoni al di sotto del
pelo dell'acqua della decenza. "La musica"
potrebbe anche essere divertente, ma il testo recita: "Tu sei
la musica / che non è solo d'estate / di notte e le donne
son matte". Che aggiungere? Il ritmo in questo caso almeno
è divertente. Canzone per l'estate.
Per
il resto sono trucchetti e cachinni: stupidate sparate dal Professor
Alessandro Amadori, ideologo ufficiale, citazioni improprie di Jannacci
(da querela!) in "Tienila spenta"
e liriche come "sai che c'è? Sai che c'è?
C'è che adesso mi faccio il bidè" Ohibò!
Oppure "tu hai le cinque giornate / io i miei cinque minuti"
o ancora "Non ti è mai capitato di voltarti all'indietro
/ per scoprire lì dietro cosa c'è / C'è un
ricordo bruciante, un dolore segreto / persistente, silente, indicibile"
("Sai che c'è?"): insomma
al signore, scusa la francezza compagno, ma gli brucia il culo!
E viene a cantarcelo per 5'28" di una canzone? Ma dove siamo
finiti? Nel cesso? O a culo?
"Fragile virtù" sta quasi
a galla, ma ha un testo che recita: "meritavo di morire per
quei baci malandrini / sulle braci, sulle braci ... la signora ...
era stanca della solita pietanza / gradiva varianza / nei sapori
e nei profumi di ogni stanza / e in vetro la virtù si trasformò".
Transeat. Se "Andare più piano"
è un ritmo in levare che si lascia ascoltare, "Un
nemico al giorno" è trucida: "Un
nemico ogni mattina / fa sparire ogni pensiero come fa / col mal
di testa l'aspirina / Tutto il resto sembra privo di importanza
/ non importa se han ciulato / anche il letto nella stanza".
"Say more" che, per fortuna
non ha testo, ma che è cantata come se dicesse "scemo"
in continuazione, chiude il disco, prima della ghost track che arriva
dopo 18 minuti di silenzio. Solo per distratti. Se non distrutti
dall'ascolto del disco. Ed è l'ennesima canzoncina insulsa.
Ok, abbiamo sbagliato a riprovarci una volta ancora. Bielle chiude
qui con le recensioni dalla Famiglia Rossi, stanchi di buttare soldi
in dischi inutili se non dannosi. Prossimamente "non"
parleremo della Famiglia Rossi.
La
Famiglia Rossi
"La Famiglia Rossi vs tutti"
Dischi Lampo - 2007
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