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Le BiELLE RECENSIONI
Nidi d'Arac: "Salento senza tempo"

 

 

 

 


 

 

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Non è il disco nuovo dei Nidi d'Arac, ma una escursione a piedi giunti nel territorio della musica popolare. Una magnifica escursione che verrebbe voglia di chiedere fosse ripetuta più spesso, anzi, il più spesso possibile. "Salento senza tempo" è da intendersi come un tributo acustico alla tradizione musicale salentina per raccontare la storia millenaria di una terra attraverso la sua musica. "La gente del sud che da padre a figlio, da generazione in generazione deve difendere, con memoria, creatività e rispetto, la propria identità nel grande mondo delle differenti culture" come dice Alessandro Coppola, anima dei Nidi d'Arac.

"Aremo rindineddah" è un brano tradizionale, uno dei brani più noti della cultura grika (la lingua della Grecia salentina, misto di greco e salentino), scritto a inizio '900, di spettacolare bellezza, ben servito dalla voce di Vera di Lecce e dal violino di Rodrigo D'Erasmo. Il brano è conosciuto su You Tube e in rete, per la versione di Carmen Consoli alla Notte della Taranta 2006. Circa la metà dei brani sono puri tradizionali come Sia benedettu ci fice lu mundu, Nnazzu nnazzu, Su rrivatu a San Frangiscu, Su vinutu luntanu luntanu, Pizzica pizzica e Pizzica tarantata. Altri, come "29 giugno" o "Salento senza tempo" sono scritti dal gruppo (da Coppola e D'Erasmo il primo, da Coppola e Claudio Prima il secondo. Ma la differenza è di carta. I brani trapassano l'uno nell'altro con un meccanismo di osmosi naturale: la tradizione deve tanto ai Nidi quanto loro devono alla tradizione.

Siamo un po' lontani dagli itinerari consueti a cui ci avevano abituato i Nidi: sono solo musiche acustiche, strumenti naturali, niente elettronica, niente contaminazione. E' musica popolare come è e come dovrebbe essere. Ossia un filone aurifero che scorre sopra la terra e che bisogna solo essere abili a rintracciare. Il risultato è mediamente incantevole: sia nei brani di nuovo conio come la splendida "29 giugno", sia nei traditional come "Su rrivato a San Frangiscu", ma più in generale non c'è un solo brano che stia sotto la soglia dell'ottimo. Alcuni arrivano a quella del commovente. Altri sono sono brevi frammenti come i 59" di "Sale e critao" o i 26" di "Mmalativa" o i 29" di "L'ecchi toi", ma non mi sentirei di rinunciare a niente di tutto ciò. Nemmeno alla briciole.


Insomma i Nidi d'Arac hanno staccato, per una volta la spina, e gliene siamo particolarmente grati. Il suono sorga nitido e puro come da cento fontanelle, l'arpeggio delle chitarre scintilla, l'impasto delle voci maschile e femminile è gestito con grande sapienza, il violino traccia solchi indelebili nella pelle e nell'anima e tutto il disco spira un'aria domenicale che è un piacere ascoltare. Musica popolare sì, ma più musica da giorno di festa che di lavoro.

Il piacere ulteriore è vedere quanto bene tradizione e brani d'autore si miscelano, senza stacco alcuno. "Un album - come dicono loro stessi - in cui la storia e le tradizioni dell'antico e rurale Salento viene raccontata dalle sue stesse canzoni: come la title-track "Salento senza tempo" che racconta l'essenza della radicazione salentina rappresentata da un anziano signore testimone intramontabile dei passaggi generazionali, o "29 giugno" ispirata al giorno in cui, annualmente, le tarantate si recavano alla basilica di S.Paolo a Galatina per ringraziare il santo della grazia ricevuta, fino ad "Ipocharia" (in griko malessere interiore) pizzica contemporanea composta pensando allo stato di angosciante tristezza che accompagnava i tarantati".

Ma io non trascurerei "Quante tarante?" splendido brano che si fa fatica a districare dalla tradizione e la conclusiva e dolcissima "Klama" che termina l'album quasi con una senso di circolarità rispetto all'iniziale "Aremo Rindineddha". Una canzone popolare, proveniente dalle ricerche e dalla sistematizzazione del repertorio compiuta negli anni '70 e una di nuovo conio, alternate quasi con cadenza regolare, per regalarci una piccola perla di musica italiana globale come questo "Salento senza tempo". Mancano i riferimenti alla cultura araba o alle altre culture mediterranee, manca l'elettronica, manca la violenza o l'urgenza di altri lavori, rimpiazzata con un gioco di morbidezza e semplicità che appaga il cuore. Uno dei migliori lavori del 2007.


Nidi d'Arac
"Salento senza tempo"

Tarantulae/Egea - 2007
Nei negozi di dischi


Tracklist

1.Aremo Rindineddha
2.29
Giugno
3 .Salento senza tempo
4.L'ecchi toi
5.Sia benedettu ci fice lu munu
6.Nnazzu nnazzu
7.Mmalavita
8.Su rrivato a San Frangiscu
Sale e crita
10. Su vinutu luntanu luntanu
11. Tamburi a San Rocco
12. Quante tarante?
13. Pizzica pizzica
14. Pizzica tarantata
15. Ipocharia
16. Klama

Testi e musiche: 1, 5, 6, 8, 10, 13,14 tradizionali
2 (Coppola/D'Erasmo)
3 (Coppola/Prima)
4 (Coppola/Calsolaro)
7 (Coppola)
9 (Coppola/Di Lecce)
11 (Coppola/Piccioni)
12. (Coppola)

15 (Coppol/Pesce/D'Erasmo)
16 (Corliano)


Musicisti
Alessandro Coppola (voce,chitarra,tamburello);
Vera Di Lecce (voce);
Rodrigo D’Erasmo (violino e chitarra acustica);
Maurizio Catania (batteria);
Caterina Quaranta (cori)


Ospiti
I Tamburellisti di San Rocco
Andrea Piccioni (percussioni)
Claudio Prima (organetto)
Redi Hasa (violoncello)
Antonio Calsolaro (mandolino)
Andrea Pesce (pianoforte)
Gianluca Ferrante (basso)

Arrangiato e prodotto da
Alessandro Coppola


Sul web
Sito ufficiale
 
 
Ultimo aggiornamento: 14-08-2007
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