
Ascolti collegati

Nada
Tutto l'amore che mi manca |

Nada
Live Brescia (21.03.04) |

Massimo Zamboni
Sorella sconfitta |

Nada
Le mie canzoncine 1999/2006 |

Cesare Basile
Gran Calavera elettrica |

Lalli
All'improvviso nella mia
stanza |
Musicisti:
Cesare Basile (chitarra elettrica,
acustica, dobro, banjo)
Lorenzo Corti (chitarra elettrica)
Luca Rossi (basso)
Jorge Bosso (violoncello)
Marcello Sorge (batteria)
Tutti i brani prodotti
da Nada
(2 con Lucio Fabbri,
dal 3 al 10 con Gerri Manzoli)
Arrangiamento 1 Lucio Fabbri |
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Tracklist
1. Luna in piena
2. Pioggia d'estate
3. Distese
4. Il sole grosso
5. L'attaccapanni
6. La verità
7. Questo giorno
8. Combinazioni
9. Tutto a posto
10. Niente più
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E’
difficile discutere Nada. Ma è anche difficile
valutarla. La ragazza (ex?) ha ormai raggiunto dimensioni
di fama e di considerazione che fanno sì che
ogni considerazione in merito sia deviata dalla sovrastruttura.
Nada è tanta ed è tanto per la canzone
in Italia, per la canzone d’autore e per la
canzone al femminile. Sono ormai quattro decenni che,
con esisti alterni e ritmi alterni, Nada occupa un
posto nell’immaginario collettivo: aveva 14
anni ai tempi di Ma che freddo fa, ne ha 40 di più,
ma sono anni che pesano come macigni.
Nada
ormai da tempo, dopo aver innervato il post-beat italiano,
dopo aver stimolato il professor Humbert Humbert che
è dentro ognuno di noi nei panni della Lolita
dal vocione blues, dopo aver sdoganato Piero Ciampi,
aver bazzicato il Paolo Conte degli esordi, dopo aver
iniziato a fare l’attrice, dopo essere comparsa
e scomparsa come falena luminosa nelle classifiche
di vendita, dopo essere diventata oggetto di culto
per le generazioni successive, adesso Nada è
autrice di liriche di altissimo livello e rockeuse
a tutto tondo.
Piena
di crema di vita vissuta, di esperienza e di musica
Nada, dopo una serie di dischi di grande spessore
ha licenziato questo “Luna in piena”,
giusto per Sanremo, forse bruciando un po’ i
tempi di un disco che avrebbe dovuto essere a venire.
Ogni tanto quindi resta un’impressione di incompiuto,
di lavoro da finire. Ma spesso, altrettanto spesso,
si resta sospesi tra il brivido e la meraviglia a
subire il fascino di canzoni come “Questo
giorno”, vero e proprio blues
dell’anima oppure anche il brano di Sanremo,
“Luna in piena”,
che, ascoltato a distanza di mesi e fuori dalla scatola
di plastica televisiva assume valenze maggiori. E
che dire di “Combinazioni”
con frasi come “Continuo a credere / che
non ci sia nessuna logica / nella natura dei sentimenti
/ nelle cose che non sai capire / e ti vedo a volte
piangere / ed è come morire ed è come
morire”?
Due
i fattori di forza: una base musicale scheletricamente
rock, ma acustica (due chitarre, basso, violoncello
e batteria) si innesta la forza di parole che sono
pietre. E su tutto una voce di pancia e di anima,
una voce di spessore e di donna, una voce che parte
dalla pancia e che vibra ancora più giù.
Visceri in emulsione. Nada è questo: senso
e anima esulcerati. In superficie, da cogliere, appena
sotto il pelo dell’acqua.
Nada
"Luna in piena"
RadioFandango - 2007
In tutti i negozi di dischi
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