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E’ difficile discutere Nada. Ma è anche difficile
valutarla. La ragazza (ex?) ha ormai raggiunto dimensioni di fama
e di considerazione che fanno sì che ogni considerazione
in merito sia deviata dalla sovrastruttura. Nada è tanta
ed è tanto per la canzone in Italia, per la canzone d’autore
e per la canzone al femminile. Sono ormai quattro decenni che, con
esisti alterni e ritmi alterni, Nada occupa un posto nell’immaginario
collettivo: aveva 14 anni ai tempi di Ma che freddo fa, ne ha 40
di più, ma sono anni che pesano come macigni.
Nada ormai
da tempo, dopo aver innervato il post-beat italiano, dopo aver stimolato
il professor Humbert Humbert che è dentro ognuno di noi nei
panni della Lolita dal vocione blues, dopo aver sdoganato Piero
Ciampi, aver bazzicato il Paolo Conte degli esordi, dopo aver iniziato
a fare l’attrice, dopo essere comparsa e scomparsa come falena
luminosa nelle classifiche di vendita, dopo essere diventata oggetto
di culto per le generazioni successive, adesso Nada è autrice
di liriche di altissimo livello e rockeuse a tutto tondo.
Piena di crema
di vita vissuta, di esperienza e di musica Nada, dopo una serie
di dischi di grande spessore ha licenziato questo “Luna
in piena”, giusto per Sanremo, forse bruciando un
po’ i tempi di un disco che avrebbe dovuto essere a venire.
Ogni tanto quindi resta un’impressione di incompiuto, di lavoro
da finire. Ma spesso, altrettanto spesso, si resta sospesi tra il
brivido e la meraviglia a subire il fascino di canzoni come “Questo
giorno”, vero e proprio blues dell’anima
oppure anche il brano di Sanremo, “Luna in piena”,
che, ascoltato a distanza di mesi e fuori dalla scatola di plastica
televisiva assume valenze maggiori. E che dire di “Combinazioni”
con frasi come “Continuo a credere / che non ci sia nessuna
logica / nella natura dei sentimenti / nelle cose che non sai capire
/ e ti vedo a volte piangere / ed è come morire ed è
come morire”?
Due i fattori
di forza: una base musicale scheletricamente rock, ma acustica (due
chitarre, basso, violoncello e batteria) si innesta la forza di
parole che sono pietre. E su tutto una voce di pancia e di anima,
una voce di spessore e di donna, una voce che parte dalla pancia
e che vibra ancora più giù. Visceri in emulsione.
Nada è questo: senso e anima esulcerati. In superficie, da
cogliere, appena sotto il pelo dell’acqua.
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Tracklist
1. Luna in piena
2. Pioggia d'estate
3. Distese
4. Il sole grosso
5. L'attaccapanni
6. La verità
7. Questo giorno
8. Combinazioni
9. Tutto a posto
10. Niente più
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“Non
so ballare niente, né un tango né un valzer / non
so ballare mentre mi dondolo in disparte / la vita è una
mossa dimentico me stesso / sono la tua donna piena d’ombre”
canta Nada (“Luna in piena”)
e quando la voce arriva su “la tua donna piena d’ombre”
le ombra diventano concrete e si allungano su tutto il brano: una
voce materica. “E vola questo mondo vola intorno / e sanguinano
gli occhi nel rimpianto / e vola questo mondo vola basso / e sanguinano
gli occhi per il vento … la pioggia rossa cade sull’asfalto”
è il cuore di “Pioggia d’estate”,
uno dei brani più belli dell’album. Ma la scelta dei
fiori è difficile, la messe copiosa: “I guai sulla
tavola / i pieni sulla sedia / i pugni contro il cielo / i vecchi
sul terreno / I pezzi i vetro parole segnate / su un muro di carta
bianco bucato / con una faccia attaccata a un chiodo / che guarda
fisso il vuoto” (“Distese”).
“E
se rimane un po’ di neve / si scioglierà in queste
vene / si scioglierà. Si scioglierà / e tutti i nodi
al pettine verranno”. “Il
sole grosso” è uno dei brani più
blues dell’album, dove, vale la pena di segnalarlo, suona
Cesare Basile in otto brani su 10 (chitarra acustica,
elettrica, dobro, banjo). I primi due brani sono prodotti da Lucio
Fabbri e presentano due formazioni differenti. Dal 3 al
10 sono prodotti da Nada e Gerri Manzoli. “Questo
caldo affoga le rane dentro il bicchiere”: “L’attaccapanni”,
un brano tosto. “La verità è che non mi
ami più / non c’ bisogno di dire altro sai / è
così chiaro quello che fai / che mi addolora / ed è
un dolore che io capisco / e che mi porto dietro / L’amore
no, a volte è così cattivo” (“La
verità”).
“Sembri
bello come questo giorno / come questo caldo che mi brucia il corpo
/ sembri bello come questo giorno / che nasce adesso in questo giorno”
è invece il cuore di “Questo giorno”,
canzone delicata e in punta di dita, adatta a sollecitare i languori
del tramonto. Solo 3’20” ma di immersione totale. Grande
canzone.
Ogni canzone
segue uno schema semplice: pochi accordi, poche variazioni, ma un
ritornello che sale e conquista il proscenio. Rock desertico nello
stile che ama anche Cesare Basile, blues delle origini: le sue,
toscane. Non quello d’accademia. Nada non è mai perfetta
e i suoi dischi non possono piacere alle masse. Nada è sofferenza
e voglia di affrontarla, è rabbia e giusta incazzatura. E’
desolazione e tristezza quando nient’altro ci resta. Ma anche
la voglia di ovviare con la voce alle carenze musicali, mimando
improbabili chitarre elettriche, fa parte di un povertà ricercata
e fortemente voluta.
Non vi piace
Nada? Non vi piace tutto questo? Lasciate stare. Non fa per voi.
Lei è per noi. Che siamo pieni d’ombre. |