
Ascolti
collegati

Morgan
Canzoni dall'appartamento |

Morgan
Il suono della vanità |

Morgan
Non al denaro, non all'amore nè al
cielo |

Paolo Rossi
In Italia si sta male, si sta bene anziché
no |

Rudy Marra
Sono un genio ma non lo dimostro |

Andrea Chimenti
Vietato morire |
|
Sono
un genio e cerco
di dimostrarlo
di
Leon Ravasi
Proviamo ad assumere come centro di tutto il finale: "Contro
me stesso", un brano tanto lungo quanto bello; 10'30"
di musica libera di espandersi in ogni direzione, come in un bel
disco prog degli anni '70, musica priva di condizionamenti, contorta
e non lineare e quindi del tutto suggestiva. Musica che finisce
con i vocalizzi di Badara Saek, il contrario delle elucubrazioni
intellettuali di Morgan, che, come spiega anche la copertina, è
il contrario di Marco (girando la copertina a testa in su, dove
è scritto Morgan si legge Marco). E proviamo anche a fare
attenzione ad alcune frasi: "Sono contro me stesso / ma quale
intelligenza / quale premura o urgenza c'è / a non avere
stima di sè/Faccio di tutto per impedire il mio successo
stesso / perché sono contro me stesso / perché ogni
vincitore per natura deve dominare e per forza / comandare e non
può nessuno subire / e io mai ti potrei ferire / a meno che
tu non mi voglia amare". Suggestivo.
Morgan ha scritto un disco tetro e contorto partendo dal labirinto
delle sue sofferenze interiori. Da A ad A, come un movimento che
non nasce, un itinerario non compiuto, come Asia Argento che è
rimasta alle spalle e Anna Lou, la bambina che hanno avuto insieme,
che rappresenta il futuro. Come spesso capita, dal tormento è
nata una grande opera.
«La parte interessante - racconta Morgan - è stata
quando mettendo tutto il materiale in un hard disk, nella mia casa
che non è più un appartamento, ma un sotterraneo frequentato
solo di notte, buio, senza le lampadine, ma solo candele e luce
dei monitor del computer, per un anno ho smontato il materiale e
l’ho ricomposto in modo diverso. La vera “composizione”
è iniziata una volta finito il disco, quando ho potuto smantellarlo
completamente. Quello che è uscito è solo la punta
dell’iceberg: erano 20 brani.
"Canzoni
nell’appartamento era un disco diurno, questo è notturno.
In questo momento ho fatto un disco della notte, oscuro, obnubilato,
caotico, incompiuto, vitale come è vitale l’ossessione.
È un disco più estremo e più libero rispetto
ai precedenti: la forma di questo disco è de-forme, tanto
quanto l’altro era razionale».
Ci sono tantissimi segni sparsi in Da A ad A, dalla musica classica,
ai cantautori degli anni ‘60 come Bindi e Tenco, fino ai Beatles.
Uno strano melange acustico-elettronico, che non cerca di piacere,
ma che proprio per questo affascina.
«Musicalmente viene dopo la cover del disco di De André
Non al denaro, non all’amore, nè al cielo,
che mi ha lasciato la voglia di utilizzare l’esperienza sinfonica,
scrivendo arrangiamenti ispirati alla musica classica e alla musica
cinematografica, con innesto di elettronica informale alla Stockhausen.
Tutto questo è confluito in due anni e mezzo in Da A ad A».
Disco intrigante quanti altri mai, "Da A ad A"
si apre con "Amore assurdo"
(altre due A), ballata amorosa anni '60, in bilico tra Umberto Bindi
e Pino Donaggio. I versi proseguono sciolti e liberi, quasi fosse
un flusso unico di pensieri da parte del cantante che, in effetti,
non tace quasi mai, laciando libero sfogo al fluire delle coscienza.
Il violoncello di Sollima forma una sottotesto assolutamente in
linea. Canzone da quattro stelle.
"Da A ad A" come canzone è
invece una sorta di baedeker musicale, dove trova spazio di tutto:
dalla musica classica, al rock, da spunti dodecafonici, fino a schitarrate
morriconiane, da interventi del sitar a contrappunti operatistici
e un ritornello in meraviglioso equilibrio tra pop e rock, che ti
si incista nella testa con la stessa costanza degli incubi molesi.
Solo che molesto non è. Grande pezzo: 5 stelle.
"Animali
familiari" è un divertente Helzapoppin'
di situazioni assurde che hanno per protagonisti l'ippogrifo, l'idra,
l'unicorno e il basilisco, la gorgone e l'arpia (non ci sono più
"gli animali medi, tranne me, li han portati via"). Canzone
per bambini? Forse. Ma meno di tre stelle non merita.
Tre stelle che vanno anche a "5 minuti"
uno dei brani più "normali" del disco: "Tra
5 minuti mi richiamerai / nel frattempo scrivo una canzone / tra
5 minuti spero che mi dirai / che fine abbiamo fatto noi".
Ospite al canto è Lombroso. Sano e coraggioso pop-rock.
"Demoni nella notte"
("non ti preoccupare / non ci sono demoni nella notte")
è uno dei canti notturni dell'album. Dedicata ancora ad Anna
Lou? O a Marco Castoldi? Mah. Tre stelle abbondanti quasi quattro.
"Una storia d'amore e vanità"
deriva dal disc precedente. Cecilia Chially all'arpa e pochi altri
strumenti. "E tu, mia Riflessa Creatura /mi guardi negli occhi
/ per una volta ancora / per una volta ancora / prima che giunga
Primavera". Per Asia? Quattro stelle.
"La verità" è
una sorta di tango sghembo, molto molto molto triste e molto bello,
per motivi anche misteriosi. Quasi 5 stelle.
"U-blue" è una delizia
in puro Beatles-style. C'è di tutto, compresa Anna Lou che
canta (e molto bene!). La si ascolta e ci se ne innamora. Solare,
divertente, forse infantile, ma della stessa stoffa dei sottomarini
gialli o dei trichechi di John, George, Paul e Ringo. Cinque stelle.
"La cosa" è rock, un po' ossessivo e anche altre
cose. Ma il testo sembra veramente un taglia e incolla da un discorso
parlato. Troppo parlato. E' il brano "skip" del disco.
Due stelle.
"Liebestod"
con la voce di Asia, presa dal primo accordo del Tristano e Isotta
di Wagner, accordo decisivo per la musica moderna secondo Morgan,
ma uno e uno solo. Ambiziosa. Quasi riuscita. Tre stelle.
"Contro me stesso" è
un grande finale da cinque stelle. Le variazioni canore di Badara
Saek, questa coda che sembra non finire mai alla Hey Jude, il parlato
che subentra subito dopo la conclusione del canto, tutto questo
riporta alla mente altri periodi musicali più felici. Degna
conclusione di un disco sghembo, diseguale, irritante e geniale.
Non facile, contropelo, oscuro, ogni tanto minaccioso e con improvvise
esplosioni solari. Morgan? Teniamolo sempre più d'occhio.
Morgan
"Da A ad A" (teoria delle catestrofi)
Bmg/Sony - 2007
Nei negozi di dischi
|
Tracklist
Amore assurdo
Da A ad A
Animali familiari
Tra 5 minuti
Demoni nella notte
Una storia d'amore e di vanità
La verità
U-blue
La cosa
Liebestod
Contro me stesso
Musicisti
Morgan (voce, mellotron, piano, organo, glockenspiel, basso, percussioni,
pianoforte preparato, chitarra acustica ed elettrica, programmazione);
Sergio Carnevale (batteria, percussioni);
Enrico Gabrielli (clarinetto, flauto traverso, sax);
Marco Carusino (chitarra 12 corde, classica, banjo);
Giovanni Ferrario (Fender Stratocaster, sitar, chitarra slide);
Megahertz(hammond, basso, theremin, archi, vocoder);
Matteo Dollarco (sintesi sottrattiva di basso e batteria)
Ospiti: Giovanni Sollima, Cecilia Chailly, Anna Lou Castoldi,
Asia Argento, Danilo Grassi, Lombroso,
Badara Saek, Michele Guaglio
Produzione artistica e arrangiamenti:
Morgan
|