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Le BiELLE RECENSIONI
Morgan: "Da A ad A" (Teoria delle catastrofi)

 

 

 

 



 

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Proviamo ad assumere come centro di tutto il finale: "Contro me stesso", un brano tanto lungo quanto bello; 10'30" di musica libera di espandersi in ogni direzione, come in un bel disco prog degli anni '70, musica priva di condizionamenti, contorta e non lineare e quindi del tutto suggestiva. Musica che finisce con i vocalizzi di Badara Saek, il contrario delle elucubrazioni intellettuali di Morgan, che, come spiega anche la copertina, è il contrario di Marco (girando la copertina a testa in su, dove è scritto Morgan si legge Marco). E proviamo anche a fare attenzione ad alcune frasi: "Sono contro me stesso / ma quale intelligenza / quale premura o urgenza c'è / a non avere stima di sè/Faccio di tutto per impedire il mio successo stesso / perché sono contro me stesso / perché ogni vincitore per natura deve dominare e per forza / comandare e non può nessuno subire / e io mai ti potrei ferire / a meno che tu non mi voglia amare". Suggestivo.

Morgan ha scritto un disco tetro e contorto partendo dal labirinto delle sue sofferenze interiori. Da A ad A, come un movimento che non nasce, un itinerario non compiuto, come Asia Argento che è rimasta alle spalle e Anna Lou, la bambina che hanno avuto insieme, che rappresenta il futuro. Come spesso capita, dal tormento è nata una grande opera.

«La parte interessante - racconta Morgan - è stata quando mettendo tutto il materiale in un hard disk, nella mia casa che non è più un appartamento, ma un sotterraneo frequentato solo di notte, buio, senza le lampadine, ma solo candele e luce dei monitor del computer, per un anno ho smontato il materiale e l’ho ricomposto in modo diverso. La vera “composizione” è iniziata una volta finito il disco, quando ho potuto smantellarlo completamente. Quello che è uscito è solo la punta dell’iceberg: erano 20 brani.

"Canzoni nell’appartamento era un disco diurno, questo è notturno. In questo momento ho fatto un disco della notte, oscuro, obnubilato, caotico, incompiuto, vitale come è vitale l’ossessione. È un disco più estremo e più libero rispetto ai precedenti: la forma di questo disco è de-forme, tanto quanto l’altro era razionale».

Ci sono tantissimi segni sparsi in Da A ad A, dalla musica classica, ai cantautori degli anni ‘60 come Bindi e Tenco, fino ai Beatles. Uno strano melange acustico-elettronico, che non cerca di piacere, ma che proprio per questo affascina.

«Musicalmente viene dopo la cover del disco di De André Non al denaro, non all’amore, nè al cielo, che mi ha lasciato la voglia di utilizzare l’esperienza sinfonica, scrivendo arrangiamenti ispirati alla musica classica e alla musica cinematografica, con innesto di elettronica informale alla Stockhausen. Tutto questo è confluito in due anni e mezzo in Da A ad A».


Disco intrigante quanti altri mai, "Da A ad A" si apre con "Amore assurdo" (altre due A), ballata amorosa anni '60, in bilico tra Umberto Bindi e Pino Donaggio. I versi proseguono sciolti e liberi, quasi fosse un flusso unico di pensieri da parte del cantante che, in effetti, non tace quasi mai, laciando libero sfogo al fluire delle coscienza. Il violoncello di Sollima forma una sottotesto assolutamente in linea. Canzone da quattro stelle.

"Da A ad A" come canzone è invece una sorta di baedeker musicale, dove trova spazio di tutto: dalla musica classica, al rock, da spunti dodecafonici, fino a schitarrate morriconiane, da interventi del sitar a contrappunti operatistici e un ritornello in meraviglioso equilibrio tra pop e rock, che ti si incista nella testa con la stessa costanza degli incubi molesi. Solo che molesto non è. Grande pezzo: 5 stelle.

"Animali familiari" è un divertente Helzapoppin' di situazioni assurde che hanno per protagonisti l'ippogrifo, l'idra, l'unicorno e il basilisco, la gorgone e l'arpia (non ci sono più "gli animali medi, tranne me, li han portati via"). Canzone per bambini? Forse. Ma meno di tre stelle non merita.

Tre stelle che vanno anche a "5 minuti" uno dei brani più "normali" del disco: "Tra 5 minuti mi richiamerai / nel frattempo scrivo una canzone / tra 5 minuti spero che mi dirai / che fine abbiamo fatto noi". Ospite al canto è Lombroso. Sano e coraggioso pop-rock.

"Demoni nella notte"
("non ti preoccupare / non ci sono demoni nella notte") è uno dei canti notturni dell'album. Dedicata ancora ad Anna Lou? O a Marco Castoldi? Mah. Tre stelle abbondanti quasi quattro.

"Una storia d'amore e vanità" deriva dal disc precedente. Cecilia Chially all'arpa e pochi altri strumenti. "E tu, mia Riflessa Creatura /mi guardi negli occhi / per una volta ancora / per una volta ancora / prima che giunga Primavera". Per Asia? Quattro stelle.

"La verità" è una sorta di tango sghembo, molto molto molto triste e molto bello, per motivi anche misteriosi. Quasi 5 stelle.

"U-blue" è una delizia in puro Beatles-style. C'è di tutto, compresa Anna Lou che canta (e molto bene!). La si ascolta e ci se ne innamora. Solare, divertente, forse infantile, ma della stessa stoffa dei sottomarini gialli o dei trichechi di John, George, Paul e Ringo. Cinque stelle.

"La cosa" è rock, un po' ossessivo e anche altre cose. Ma il testo sembra veramente un taglia e incolla da un discorso parlato. Troppo parlato. E' il brano "skip" del disco. Due stelle.

"Liebestod" con la voce di Asia, presa dal primo accordo del Tristano e Isotta di Wagner, accordo decisivo per la musica moderna secondo Morgan, ma uno e uno solo. Ambiziosa. Quasi riuscita. Tre stelle.

"Contro me stesso" è un grande finale da cinque stelle. Le variazioni canore di Badara Saek, questa coda che sembra non finire mai alla Hey Jude, il parlato che subentra subito dopo la conclusione del canto, tutto questo riporta alla mente altri periodi musicali più felici. Degna conclusione di un disco sghembo, diseguale, irritante e geniale. Non facile, contropelo, oscuro, ogni tanto minaccioso e con improvvise esplosioni solari. Morgan? Teniamolo sempre più d'occhio.



Morgan
"Da A ad A"
(teoria delle catestrofi)
Bmg/Sony - 2007
Nei negozi di dischi


Tracklist

Amore assurdo
Da A ad A
Animali familiari
Tra 5 minuti
Demoni nella notte
Una storia d'amore e di vanità
La verità
U-blue
La cosa
Liebestod
Contro me stesso

Musicisti
Morgan (voce, mellotron, piano, organo, glockenspiel, basso, percussioni, pianoforte preparato, chitarra acustica ed elettrica, programmazione);
Sergio Carnevale (batteria, percussioni);
Enrico Gabrielli (clarinetto, flauto traverso, sax);
Marco Carusino (chitarra 12 corde, classica, banjo);
Giovanni Ferrario (Fender Stratocaster, sitar, chitarra slide);
Megahertz(hammond, basso, theremin, archi, vocoder);
Matteo Dollarco (sintesi sottrattiva di basso e batteria)


Ospiti: Giovanni Sollima, Cecilia Chailly, Anna Lou Castoldi, Asia Argento, Danilo Grassi, Lombroso
, Badara Saek, Michele Guaglio

Produzione artistica e arrangiamenti:
Morgan




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Ultimo aggiornamento: 07-07-2007
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