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Le BiELLE RECENSIONI
Bruce Springsteen: "Magic"
Il Boss e il "ritmo muscolare della vita"
di Leon Ravasi


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Musicisti:
Bruce Springsteen (voice, guitars, Pum organ, harmonica, percussion, glokenspiel, backing vocals)
Roy Bittan (piano, organ)
Clarence Clemons (sax, backing vocals)
Danny Federici (organ, keyboards)
Nils Lofgren (guitars, backing vocals)
Patti Scialfa (backing vocals)
Garry Tallent (bass)
Stevie Van Zandt (guitars, mandolin, backing vocals)
Max Weinberg (drum)

Tutti i brani scritti da Bruce Springsteen

P rodotto da Brendan O'Brien
Tracklist

1.
Radio nowhere
2. You'll be comin' down
3. Livin' in the future
4. Your own worst enemy
5. Gypsy biker
6. Girls in their summer clothes
7. I'll work for your love
8. Magic
9. Last to die
10. Long walk home
11. Devil's arcade
12. Terry’s song (Bonus-ghost track)
E’ un disco forte e potente. Eppure delicato. Inanella scariche di adrenalina, schitarrate epiche ad attimi di ripensamento. Ogni tanto è gioioso e a volte ripiegato su se stesso, ma non è un disco ondivago. Va in una precisa direzione, per quanto non si capisca quale possa essere. I just want do hear some rhythm / I just want to feel some rhythm. Springsteen, dicono le cronache, ha registrato Magic in due mesi in studio ad Atlanta, più o meno lo stesso tempo dedicato a The rising, ultima sua uscita con la E Street Band (2002).

"Magic" è il quindicesimo lavoro di studio, ma è molto più bello di The rising che ha risentito dell’urgenza storica con cui è stato scritto, ma che non è riuscito a creare un’epica adatta a farne il disco del secolo e forse nemmeno dell’evento, che pure segnerà invece il secolo in corso. "Long walk home" è la mia preferita, la decima traccia, quella che porta verso il finale, che poi è un prefinale, perché seguita dalla piccola oasi acustica di "Terry’s song", altra perla del disco.

Clint Eastwood aveva, secondo Sergio Leone, solo due espressioni: quella col cappello o quella senza cappello. Il Boss ha due anime: quella con la chitarra elettrica e quella con l’acustica. I suoi fan stanno metà di qua e metà di là del guado. A tutti piace sempre, ma una buona metà, quando stacca la spina o abbandona la fida E Street Band, sbuffa di noia e il resto invece teme che arrivi troppo presto il momento in cui l’urlo delle elettriche di Stevie Van Zandt e Nils Lofgren scatenerà turbini di terra rossa sulle strade dei tour.

Se vogliamo "Magic", disco di ferro in fodero di velluto, potrebbe essere un equo compromesso per entrambi: a una potente "Radio Nowhere", il singolo battuto dalle radio finora, segue una appena più rilassata "You’ll be comin’ down". Alle durezze brusche ma generose di "Livin’ in the future", fa da contraltare il ripensamento di "Your own worst enemy". E se "Gypsy biker" parte lenta e poi giustamente accelera e "Girls in their sumer clothes" è gioiosamente energica e vagamente sixties come prevede il titolo, "Magic", invece, altrettanto giustamente come prevede il titolo è sospesa e misterica nel suo evolversi a spirale: le magie che un aspirante Houdini potrebbe proporre al suo pubblico, ma anche quelle che un amore può suggerire a occhi innamorati: "This is what will be.This is what will be".

L’immaginario del boss c’è tutto: corse in auto, cieli in fiamme e un lungo viaggio per tornare a casa e le memorie fotografiche, in bianco e nero, di un passato che sta sfumando, gli insegnamenti dei padri e le storie d'amore che nascono e muoiono di morte naturale.
Non ci sono messaggi politici, niente a cui pensare per più del tempo necessario ad ascoltare la canzone, ma forse, proprio per questo, o nelle pieghe di questo, c'è spazio per la vita.

E' ritornato Clemons con i suoi assoli di sax, ma non è quella l'immagine più nitida dell'album che, parafrasando Carlo Fava, mostra "il ritmo muscolare della vita". Sono più le chitarre, il muro di suono alla Phil Spector e questa strana consapevolezza sotterranea che non si può rifare "Born in the U.S.A." senza tenere conto delle "Seeger Session". Buoni i testi, tutti da leggere: soprattutto Long walk home e Magic. Struggente è poi la dedica di Terry's song, per un amico recentemente scomparso. Non è forse l'album che mette immediatamente a fuoco quale sarà il futuro musicale del Boss, anzi, forse sotto questo aspetto suonavano più innovative le Seeger session, ma è un buon album di musica antica. Di quella buona sana e vecchia musica sudata che si chiama rock.

Bruce Springsteen
"Magic"

Sony/Bmg - 2007
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Ultimo aggiornamento: 28-09-2007
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